domenica 6 novembre 2011

BOB DYLAN: “Pure Dylan: An Intimate Look at Bob Dylan” (release date: 1° novembre 2011, Columbia, Sony Music)

# Vivamente consigliato da DISTORSIONI

‘Oh no! Not another Bob Dylan record!‘ potrebbe essere il commento di qualcuno, leggendo di questa ennesima compilation del menestrello di Duluth, parafrasando involontariamente un simpatico gruppo Facebook in piedi da un pò di tempo. E tutti i torti non li avrebbe, soprattutto se si dovesse trattare di un fan incallito di Dylan completista, che bene o male deve mettere mano alla tasca in occasione di ogni nuova release: solo tra la fine del 2010 e il 2011 che volge ormai al termine sono usciti “Bob Dylan in Concert: Brandeis University 1963” nell’aprile 2011, il monumentale “Original Mono Recordings” (ben 9 cd) nell’ottobre 2010, “Bootleg Series. Vol.9”: The Witmark Demos: 1962 – 1964 (3 cd) sempre nell’ottobre 2010. Nel caso di questo “Pure Dylan: An Intimate Look at Bob Dylan” non si tratta comunque di un’altra anonima raccolta o greatest hits con brani tutti già editi: è un’interessante compilation ufficiale di 17 brani uscita sul mercato tedesco contenente alcune rarità mai comparse prima in nessun altro “Best of Bob Dylan”. Mai edite ad esempio il bellissimo blues-gospel Trouble in Mind, la b-side del 7” “Slow Train Comin” uscito nel 1979 con Mark Knopfler alla chitarra, song mai pubblicata prima su cd; una versione per solo piano di Spanish Is The Loving Tongue (“Dylan”, 1973), registrata nel 1970 durante le sessions di “New Morning” e uscita come B side di Watching the river flow nel 1971. La tracklist salta con disinvoltura da un decennio ad un altro mostrando ‘sides’ diverse (ottimale soprattutto per i neofiti, se ce ne sono!) ma sempre affascinanti del più grande songwriter vivente, riproponendo tra l’altro due tra gli episodi migliori di “Oh Mercy” (1989) - disco prodotto magnificamente da Daniel Lanois - Most of the time e Shooting Star; un’intensa Percy’s Song acustica del 1963, che fu reinterpretata con grande sensibilità dai Fairport Convention di Sandy Denny in “Unhalfbricking” (1969); Boots of spanish leather e Girl from the North Country (1963), acustiche ed essenziali ripropongono il menestrello folk degli inizi carriera, prima che il ‘chiuso’ e conservatore ambiente folk americano lo additasse come un traditore della causa e lo crocifiggesse per la svolta elettrica. Alla prima fase del Dylan elettrico risale invece She belongs to me, una delle più belle canzoni d’amore scritti da Bob Dylan: fa vibrare oggi come nel 1965. La song più recente della tracklist è la messicaneggiante This dream of you da “Together through life”, l’ultimo album in studio del 2008. Da segnalare ancora la romantica Tomorrow Night, ancora Dylan in splendida solitudine con chitarra ed armonica, un traditional riarrangiato, era su “Good as I been to you” (1992); infine l'agile You’re gonna make me lonesome when you go, ripropone il nostro senza band, ispiratissimo, una delle gemme di uno degli album migliori in assoluto di Dylan, “Blood on the tracks” (1975). Le restanti sei song le lascio scoprire alla vostra curiosità, con Bob Dylan non è mai tempo perso.
Wally Boffoli

Bob Dylan




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