venerdì 11 novembre 2011

MOD CULTURE - THE BIRDS: “The Collector’s guide to Rare British BIRDS” (1999, Deram, Decca)


Contents
All their singles,
the first demos,
unreleased recordings,
alternate versions
& backing tracks







Un giorno del terzo millennio appena iniziato: toccata e fuga dal pusher musicale più imprevedibile e concorrenziale di Padova in anni già alla deriva, in cui il declino discografico e cinematografico è chiaro e palese quanto l'odore d'erba di una canna accesa all'ipermercato nell'ora di punta. Scruto subito nello scaffale sixties con i miei dolci occhi sognatori, inebetiti e strafatti di stupore infantile davanti a quelle pepite vintage, nicchia strabilia, l'altare della preistoria collezionistica, quasi un mosaico caleidoscopico dai colori accesi e dalle forme più seducenti. La mia attenzione ricade su un dischetto che cercavo da tempo: “The Collector’s guide to Rare British BIRDS”. Magnifica band inglese i Birds (da non confondere con gli americani Byrds, molto più noti e famosi), R&B di quello sporco, urbano, smaliziato, spezie variegate con spunti garage, mod attitude, qualche goccia d'acido per rendere più digeribile la cosa. Sono registrazioni che risalgono al periodo compreso fra il 1964-1967: The Birds erano una band londinese considerata una grande promessa nell'ambito del british R&B dell'epoca. Molto considerati e presenti nelle performances dei clubs della capitale - 100 Club, Club Concord, Olympia Ballroom, Ealing Club - al fianco di nomi ben più noti come i Pretty Things, The Who e gli Stones che negli anni a venire ne avrebbero assorbito il chitarrista Ronnie Wood. Il resto della band trovò una nuova breve vita nella meteora popedelica dei Creations. Questo non è un'album poichè la band non riuscì a partorirne alcuno; ecco come Ronnie Wood ricorda quegli anni nel booklet del cd:

“Mi piacciono No good without you baby e Leaving Here: non abbiamo mai registrato un intero album, abbiamo inciso però abbastanza singoli da riempirne uno, ma i tempi erano diversi allora!”.

“The Collector’s guide to Rare British BIRDS” contiene tutti i singoli, demos, alternate versions, quel poco che il gruppo riuscì a registrare in modalità non proprio continuative: i 45 giri “You’re on my mind/You don’t love me” (1964, Decca) con i rispettivi ‘original demo acetate’, “Leaving here/Next in line” (1965, Decca), “No good without you baby/How can it be?” (1965, Decca), “Say those magic words/Daddy, daddy” (1966, Reaction) ed i rispettivi ‘early backing track’. Quasi tutti i brani originali dei Birds furono firmati da Ron Wood: tra le rarità del disco - songs mai pubblicate - due versioni di La poupée qui fait non del francese Michel Polnareff, denominata anche Good times (1966), due versioni abbastanza diverse di Run run run (1966) di Pete Townshend, la freakbeat Granny rides again (1967), irrobustita dai fiati, con una brillante talking coda, firmata ancora Ron Wood. Nel 1966 la band fece un’apparizione nel cult classic B-movie ‘The deadly bees’, suonando la grintosa song That’s all I need, contenuta nel cd come bonus hidden track: il film narrava di una pop singer esausta che scappa su un’isola quasi deserta, dove viene assalita da api assassine. The Birds, un combo senz'altro seminale della sixties mod culture, vale la pena riscoprirli.
Marco Venturini e Wally Boffoli

Ron Wood/The Birds

The Birds line-up:
Ali MacKenzie: lead singer
Ron Wood: guitar/harmonica/vocals
Tony Monroe: guitar/vocals
Kim Gardner: bass
Bob Langham/Pete Mc Daniels: drums




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