sabato 2 luglio 2011

AIRPORTMAN: “Nino e l’Inferno” (2011, Lizard-BTF)

Atmosfere rarefatte ed eteree per questo ultimo interessante lavoro degli Airportman. Una raffinatissima commistione di noise, vibranti inserti di acustico e caratteristiche di progressive intimistico e raccolto che riflette viaggi dell’anima tra le molteplici sfumature di stati d’animo ed emozioni. “Nino e l’Inferno” mette in musica l’omonimo racconto di Giovanni Risso (uno dei componenti del gruppo) presente anche in forma di videoreading nel CD (con le voci narranti di Stefano Giaccone e Peter Brett).

NAKED TRUTH: “Shizaru” (2011, Rare Noise Records)

C'erano una volta i “supergruppi”, quei rassemblement di ottimi musicisti che di solito (lasciamo perdere le lodevoli eccezioni, per dire, i Cream...) spiattellavano dischi mediocri. Bene, questi Naked Truth sono piuttosto vicini a quella definizione, almeno dal punto di vista del blasone dei componenti: Lorenzo Feliciati è un acclamato musicista di studio, provetto bassista e chitarrista con una carriera nella musica leggera, ma capace altresì di incidere quattro album nei dintorni del jazz, di notevole livello, dei

venerdì 1 luglio 2011

BELLADONNA – “And there was light” (2011, Belladonna 007/Venus)

Autoproduzione come scelta d’integrità per una band che potrebbe solo scegliere con quale major firmare sontuosi contratti. Ma Luana Caraffa e Dani Macchi, ovvero i Belladonna, preferiscono firmare grandi canzoni e grandi album e raccogliere gloria e onori lungo la dura strada che attraversa da sempre la storia del rock. Nati a Roma nel 2005, affascinati dalle atmosfere esoteriche e oscure di William Blake e Aleister Crowley, non meno che dal mondo arcano evocato e svelato dall’ombra sublime del Magico Dirigibile, i due aprono un profilo su My Space che in breve tempo raduna schiere sempre maggiori di devoti ammiratori.

GLI IMPOSSIBILI: “Senza Ritorno” (2011, autoproduzione)

Con orgoglio tutto torinese, nutrito a Kina, Franti, Negazione e via così, forte delle mie frequentazioni a El Paso e, addirittura, delle mitiche esibizioni del mio gruppuscolo alla Lega dei Furiosi, posso guardare dall'alto in basso i cuginastri padani chiamati Impossibili e sentenziare impunemente su di loro! Vabbè ero preda di un attacco di delirio di onnipotenza, probabilmente l'afa e le zanzare tigre mi han fatto un'effettaccio.

ANANDA: “Wardiaries” (2011, Seahorse Recordings/Audioglobe)

Dietro una splendida, emozionante e un po' inquietante copertina, che raffigura uno di quei classici manichini di legno, snodabili, retroilluminato da un violento bagliore su uno sfondo scuro, i campani Ananda (per la precisione di Scafati, vicino Napoli) ci raccontano gli orrori della guerra, in tutte le sue forme. L'album si intitola appunto “Wardiaries”, scritto proprio così, tutto attaccato, ed è un concept album ma, come spiegano gli stessi componenti della band, l'aspetto curioso è legato al fatto che si tratta di un concept inconsapevole, non pianificato.

giovedì 30 giugno 2011

PROFILES - JAMES GRAHAM BALLARD (1930 - 2009)

Ed eccola la tanto attesa monografia, più volte annunciata, di James Graham Ballard, considerato da molti lo scrittore più profetico del XX secolo, in buona compagnia di William Burroughs. Non é la prima volta che ci occupiamo di Ballard, questa volta però il contributo di Alfredo Sgarlato è ben più corposo, tracciando l'evoluzione creativa ed ispirativa dello scrittore nella prima parte, i suoi rapporti intriganti con l'immaginario rock nella seconda ed infine nella terza - questa davvero una sorpresa - scrivendo un racconto 'alla sua maniera'. Buona lettura! (wally boffoli)

DVD - “È STATO MORTO UN RAGAZZO. Federico Aldrovandi che una notte incontrò la polizia” di Filippo Vendemmiati (2010, Promo Music - DVD + libro)

“Non vorrei apparire cinico, ma le politiche di Difesa del Giovane sembrano pure misure cautelari per preservarsi la futura pensione. Bisogna impedire al giovane di ubriacarsi e drogarsi e fumare tabacco e andare in discoteca. In generale, di farsi male. Se proprio deve andare in motorino, che vada, ma con tanto di targa, patentino in tasca, casco in testa, ciambella di salvataggio e preghiera di Sant’Orsola nel portafoglio.

MEN FROM S.P.E.C.T.R.E.: "The Living Eye" (2006, Hammondbeat Records)

Hammond sovrano, che altrimenti non si spiegherebbe il logo della Hammondbeat che campeggia sul retrocopertina. Però stavolta l’accesso al trono non è del tutto sgombro: Sir Bottoni d’ Avorio deve vedersela con la chitarra acida e visionaria di Gerry Germann che, come un rampicante parassita minaccia di riempire di arbusti psichedelici i giardini reali. Il risultato è un disco dal fascino psichedelico, dal gusto cinematografico e dalla forte impronta ritmica, come una molecola LYSergica della Madchester di Inspiral Carpets e Charlatans (si ascoltino White Russian e Wild Driver, per trovarne le prove, NdLYS).

mercoledì 29 giugno 2011

THE SOUND – ‘Non riesco a sfuggire a me stesso!’ (1979-1987) a Story

E' davvero col cuore in gola che inizio questo pezzo su THE SOUND del compianto Adrian Borland, tristemente suicida il 26 aprile 1999 in seguito a gravi crisi depressive che mettono fine ad una brillante carriera musicale mai troppo adeguatamente gratificata. Adrian forma il gruppo a Londra intorno al 1979, dopo aver militato (uno dei tanti all'epoca) in una formazione punk, prodotta dal padre Robert, The Outsiders, un nome anche troppo abusato nell'emisfero rock: mi vengono in mente la band americana omonima ma soprattutto quella olandese del grande Wally Tax, di cui parleremo in altra occasione.

VANDEMARS: “Blaze” (2011, Autoproduzione)

Una bella ed elegante vetrina per questo esordio discografico dei Vandemars prodotto da Paolo Benvegnù e Stefano Bechini, un album che ha un impatto deciso e che segue schemi ben precisi, un'intensa miscela di post-rock raffinato e coeso, non ci sono sbavature e tutto fila liscio nella sua fisicità di suoni puliti e distorsioni piumate; gravità musicale assente e buchi neri riempiti da puntuali intermezzi ricchi di rullate ed arpeggi sgangherati, ma allo stesso tempo in perfetta sintonia con l'atmosfera pseudo-dark e volutamente noise del prodotto.

martedì 28 giugno 2011

NORBERTO ANIBAL NAPOLITANO (1950-2005): 'Pappo’s Blues, una leggenda rock-blues dall'Argentina'

Dalle nostre parti uno sconosciuto, nel continente sud americano quasi una istituzione della musica popolare, nello specifico del rock e del blues di cui è stato un interprete di prim’ordine. Norberto Anibal Napolitano aka Pappo, leggendario cantante chitarrista argentino sempre in bilico tra l’amore per il blues e la voglia di suonare cattivo, con volumi esagerati, hard rock ed elettricità dalla terra del tango e del romanticismo un po’ kitsch, quasi una reazione, una conseguenza della “legge del contrappasso”.

LIVE REPORT: Bob Dylan and His Band (22 Giugno 2011, Alcatraz, Milano)

Arriviamo all’Alcatraz intorno alle 19 per un concerto che, annunciato come uno degli eventi dell’anno, ha fatto registrare il tutto esaurito (circa 2500 persone) già da tempo e troviamo già una discreta folla ad aggirarsi intorno al locale. Entriamo e subito notiamo l’estrema eterogeneità di gente che ci circonda, tra genitori con bambini, ragazzotti indie probabilmente alla ricerca della serata evento e comunque un locale che si riempie molto rapidamente.

lunedì 27 giugno 2011

THIS WILL DESTROY YOU: “Tunnel Blanket” (2011, Monotreme Records)

C'è un vento gelido e tagliente che soffia in "Tunnel Blanket". Un disco del genere potrebbe tranquillamente provenire dalla zona più fredda del pianeta terra. E invece non è proprio così. I This Will Destroy You arrivano da una delle zone più calde degli states, il Texas. Il gruppo, formato da Chris King e Jeremy Galindo, Donovan Jones al basso e tastiere, Alex Bhore alla batteria, si riunisce intorno al 2004 per pubblicare l'anno successivo un eccellente EP dal titolo "Young Mountain" che li metterà subito sulla giusta strada.

LE BUTCHERETTES: “Sin Sin Sin” (2011, Rodriguez Lopez Productions/Goodfellas) - 2

Queste ragazze messicane trapiantate a Los Angeles hanno studiato a fondo la lezione del rock al femminile anni 90, ma non si sono limitate a trarre ispirazione: hanno rielaborato e reinterpretato quei mezzi espressivi per adattarli al loro personalissimo messaggio. Le Butcherettes veicolano pensiero attraverso un'espressione artistica al tempo stesso potente e curata. Smussati gli spigoli più aspri (e ormai più anacronistici) della scena grunge e foxcore, hanno mantenuto l'immediatezza abrasiva propria del genere

LE BUTCHERETTES: “Sin Sin Sin” (2011, Rodriguez Lopez Productions/Goodfellas) - 1

Le piccole macellaie: più o meno questo il significato del nome di questo gruppo originario di Guadalajara, capitanato dalla “riot grrrl” Teri Gender Bender (un nome, un manifesto), armata di chitarra (a 4 corde!) e organo, coadiuvata dal micidiale batterista Gabe Serbian, proveniente dai violenti quanto tecnici Locust e dal bassista e tastierista Julian Hischke. In origine, correva l'anno 2007, le macellaie erano due, visto che alla cattivissima Teri si era unita la sua concittadina Auryn Jolene, formando così un “power duo” a bassissima fedeltà,

domenica 26 giugno 2011

PUNK FICTION! "Almost the UK's first PUNK Single - the Untold Story" by Keef Strang

Il merito della pubblicazione di questo articolo è delle nostre Rossana Morriello e Myriam Bardino from London: Rossana mi ha fatto conoscere Keef Strang da Dunwich, 47enne bizzarro blogger-man/addetto ai lavori inglese e il suo magazine ancor meno ortodosso e certamente fuori dagli schemi, Rockin' rock music blog; Myriam Bardino ha tradotto per Distorsioni questo ironico e sgangherato pezzo carinamente cedutoci da Keef, che rimette clamorosamente in discussione la paternità del primo singolo punk britannico mai inciso.

MUSICAL BOOK REVIEWS - “LA PATRIA DELLA LUCE. Il rock e l’Oriente fra i Sessanta e i Settanta” di Claudio Gargano (Odoya, 2011, pp. 334, €. 18,00)

E’ stata impastata con l’Oriente la storia del rock, chi ascoltava i Beatles, i Jefferson Airplane, Donovan o l’Incredible String Band leggeva anche Hesse e Ginsberg, Kerouac, Huxley e 'La vita di Milarepa', accendeva bastoncini d’incenso, si profumava di patchouli, si avvicinava allo yoga e alle filosofie orientali; provava a intonare la sacra sillaba Om, vagheggiava o realizzava il viaggio in India, provava ad allargare la propria coscienza seguendo gli insegnamenti di Timothy Leary ed Allen Ginsberg.

Belgian Indie Pop - GIRLS IN HAWAII: “ From here to there” (2004, 62TV Records/Naïve Records) and other stuff

'Ci sono passioni così profondamente vissute e sentite da condizionare vistosamente scelte e destini'

E’ stato così per i fratelli Denis e Antoine Wielemans che, ancor giovanissimi, hanno provato all’improvviso un’attrazione fortissima e non soggetta a giustificazioni per tutti quei suoni che, complice lo splendore della natura del loro Paese natio, il Belgio, li ha spinti verso sonorità e melodie intrise di una malinconia di cui i nostri eroi erano già largamente consapevoli dopo giornate trascorse ad ascoltare i loro idoli: Pavement, Grandaddy e molto altro ancora.
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