domenica 26 giugno 2011

PUNK FICTION! "Almost the UK's first PUNK Single - the Untold Story" by Keef Strang

Il merito della pubblicazione di questo articolo è delle nostre Rossana Morriello e Myriam Bardino from London: Rossana mi ha fatto conoscere Keef Strang da Dunwich, 47enne bizzarro blogger-man/addetto ai lavori inglese e il suo magazine ancor meno ortodosso e certamente fuori dagli schemi, Rockin' rock music blog; Myriam Bardino ha tradotto per Distorsioni questo ironico e sgangherato pezzo carinamente cedutoci da Keef, che rimette clamorosamente in discussione la paternità del primo singolo punk britannico mai inciso.
Non metto la mano sul fuoco sulla veridicità delle fonti di Strang, anzi ho forti dubbi a riguardo: dal materiale in mio possesso alla base ci sarebbero alcune righe sul n°.3 della fanzine cartacea inglese SCRAWL (con la A cerchiata) anno 1976; gli ho chiesto lumi in merito e staremo a vedere! A prescindere da tutto il pezzo mi ha divertito molto: tra le mie sinapsi si é intrufolata prepotentemente l'ipotesi che Strang sia prima di tutto un ottimo scrittore di 'punk fiction'!!! Quale che sia la verità, anche se le torbide rivelazioni di Keef Strang non riuscissero a strappare ai Damned l'orgoglioso 'guiness' suddetto, avremo in ogni caso arricchito Distorsioni di un altro bastardo contributo non ortodosso ed esclusivo. 'I hope that you like it!' (wally boffoli)

Quasi il primo singolo punk inglese – la storia nascosta

Nel 1976, la Gran Bretagna faceva schifo. Stranamente, in un periodo in cui la recessione era al suo più basso livello, la metà della decade fu piena di “alti”: un’alta inflazione, un’alta disoccupazione, dei caseggiati condominiali sempre più alti e anche le zeppe delle scarpe diventavano stupidamente sempre più alte.Il paese era nel casino e la musica che c’era, era sia pomposa o insulsamente pop. Non c’era nessuna speranza all’orizzonte. Poi, d’improvviso, arrivò sulla piazza pubblica una nuova scalcinante e urlante cultura giovanile. Il movimento che terrorizzava tutti gli animi benpensanti, il PUNK. Gli esperti di “tutte le cose musicali” e specialmente di punk, concordano che “Neat, Neat, Neat” o "New Rose" (non ricordo bene!) dei Damned fu il primo single punk rock. E qui non si può discutere (a meno che vogliate perdere nella discussione). Ma ci fu un altro singolo che superò quasi quello di Dave Vanian, Rat Scabies e il resto dei Damned tanto quasi da farli finire al secondo posto. Mentre i Damned e il loro single ricevevano tutti i riconoscimenti, l’altro 45 giri che sarebbe potuto diventare il primo grido punk in Gran Bretagna finì nel dimenticatoio. Perché? Ci sono almeno due ragioni valevoli:
1) Solo poche copie del singolo di cui stiamo parlando sono riuscite ad arrivare ai negozi, così comprarlo non era facile
2) Faceva schifo
Il pezzo quasi storico, di cui stiamo parlando, era Monotony Lobotomy dei The Decompressed e questa che segue è la sua storia.

The Decompressed
Le origini dei The Decompressed venivano da due diversi e distinti pezzi dell’universo rock. Da una parte, da un altro gruppo punk anch’esso di corta esistenza: i Pus. I Pus iniziarono come rock band, quelle come se ne trovavano in tutti i pub d’Inghilterra, ma il loro più grosso problema fu quello di non avere raggiunto la maggior età per ordinare una pinta di birra. Il gruppo nacque a metà del 1976 quando le loro cravatte strette, e il loro boogie basico s’intinse di un cattivo carattere e si trasformò in punk. Nonostante fossero li quando la scena scoppiò, il gruppo non riuscì mai a sfondare e prima che qualcuno potesse dire ‘Oh, Bondage, Up Yours’, metà dei Pus aveva già gettato la spugna. Nel gruppo rimase solo il batterista Dave Dark e il chitarrista/cantante Jimmy Toxic che passavano il loro tempo libero a fare le smorfie davanti agli specchi della loro camerette, finché qualcosa cambiò.
Poco prima che i Pus si lasciassero, Colin Wadcock, un sopravvissuto di un infinito numero di gruppi degli anni ’50 (The Bandits, The Hitch-hikers, Blue Whale, ect) scopri un’ impressionante bassista dal nome di Anna Tibbs, e decise di rilanciare la sua fallita carriera musicale mettendo su un gruppo punk con Anna. Anna Tibbs cambiò il suo nome in Anna Key per entrare a fare parte di questo nuovo movimento che si stava abbattendo sull’Inghilterra come un rullo compressore, e si tuffò nell’avventura di questo nuovo gruppo con Wadwock. Fu questo il suo primo approccio alla realtà “rock caustica” del music business. Tra la bassista e il suo mentore s’instaurò una chimica creativa. L’intesa era così forte, che dopo soli tre giorni di prove con Anna Key, Wadcock, decise di passare all’altra fase del piano: trovare gli altri musicisti e mise un annuncio sul quotidiano The Dunwich Bugle.
Nel giro di poche ore, Dave Dark e Jimmy Toxic lo chiamarono. I quattro s’incontrarono al pub vicino a dove Wadcock abitava, The Ace of Space, e fu amore a prima vista. Quello di cui il gruppo aveva bisogno ora, era un nome. E decisero per The Decompressed. Suonava un po’ negativo, ma visto che il punk aveva trasformato il negativo in positivo, s’accordava perfettamente al movimento. Con un nome nel sacco, The Decompressed iniziarono a fare le prove. Sorprendentemente, dato le loro diverse esperienze, età e taglie di scarpe, i quattro iniziarono a produrre qualcosa che prendeva forma. Dark partorì un beat jungle come un bambino che si sfoga sulla sua batteria giocattolo. Wadcock stilettava, tesseva attorno alla chitarra dandogli dei colpetti qui e lì con le nocche nude. Toxic assaliva la sua chitarra mentre sputava nel microfono, e Anna Key? Come i maschietti, teneva il ritmo. Tutto era a posto. Adesso dovevano soltanto provare a suonare assieme la stessa canzone. Rendendosi conto che dovevano scrivere almeno due pezzi per produrre un singolo, il quartetto iniziò una jam session titanica a porte chiuse durante la quale doveva saltar fuori il suono dei The Decompressed. Due giorni più tardi e dopo innumerevoli take-away dal ristorante cantonese Taj Mahal (“Curry in a hurry or a chinky with a drinkie”), il gruppo, oltre che a dei forti dolori di pancia aveva anche due tranci velenosi di angoscia sonica.


Almost the UK's First PUNK Single: "Monotony Lobotomy/Spit and Span"
Sia Monotony Lobotomy che il suo lato B Spit and Span erano frutto dell’intero gruppo. Spit and Span dura solo 96 secondi and è cantato a una tale velocità che le uniche parole che si riescono a capire sono “spit” più ovviamente “span” (questo non è incluso nel testo ma per gli italiani spick and span è un detto inglese per pulito. Spit vuole dire sputo, quindi spit and span gioca con spick and span). Monotony Lobotomy, è un inno alla gioventù scritto in quella forma di messaggio anonimo fatto dai ritagli delle lettere di giornali di cui il punk si appropriò e suona come un figlio bastardo nato da un riff di rythm e blues. Nella parole di Jimmy Toxic ribolle il messaggio di una generazione:

'Caseggiato condominiale, nulla da vedere
Parole come TV in bianco e nero
Truppe in abiti aziendali dalle nove alle cinque
Lavoro e schiavitù per essere vivo

Lobotomia monotona
Lobotomia monotona
Lobotomia monotona
La noia sarà la mia morte.
Il centro città è un casino

Il prossimo presidente del consiglio è Hermann Hesse
Vagabondare in macchina nel vicolo cieco
Rottama la macchina e masturbati

Lobotomia monotona
Lobotomia monotona
Lobotomia monotona
La noia sarà la mia morte.
Il centro città è un casino

Lobotomia monotona
Lobotomia monotona
(Ripetuto 18 volte fino a svanire)'


Nella sala prove senza overdubs o effetti studio, le canzoni suonavano come grezze e rozze. Eccitato da quello che il suo gruppo aveva creato, Wadcock iniziò la caccia a un contratto discografico che avrebbe scagionato il mostro che avevano creato. Finalmente trovò la Police Records, una piccola etichetta indipendente che presto sarebbe stata qui e lì e alla fine degli anni 70, dappertutto. Barry Perry, fondatore della Police Records, fu entusiasta di come Colin Wadcock aveva descritto il gruppo al telefono e gli diede appuntamento nel suo ufficio per un’audizione. Dopo meno di mezzo minuto di Monotony Lobotomy il proprietario dell’etichetta, saltò fuori dalla scrivania, fece dei succhiotti all’intero gruppo e aprì i suoi pollici con un tagliacarte insistendo che un tale contratto rock and roll doveva firmarsi con il sangue. Dave Dark svenne, ma i The Decompressed erano pronti al successo. Il gruppo riuscì a pubblicare i loro due singoli quando le foglie autunnali del 1976 iniziarono a cadere. Dal suo canto, Barry Parry era così eccitato dal singolo che la sua etichetta si accingeva a pubblicare che non volle udire nemmeno i risultati dello studio prima di spedire il master in produzione. All’inizio furono prodotte solo 300 copie. Il fronte della copertina riprendeva il titolo del lato A con stile collage punk e sul retro della copertina c’era una foto in bianco e nero del gruppo che stava su una scala coperta di graffiti di un caseggiato condominiale e con il marchio di “Police Records – Confidential”.
L’eccitato boss della casa discografica non aspettava altro che ristampare il singolo la settimana dopo. Il vinile dei The Decompressed perse l’occasione di essere il primo singolo punk UK solo per un paio di settimane. Appena il singolo arrivò al quartier generale della Police Records, Perry spedì le copie a chiunque fosse “qualcuno” e anche a alcuni che non erano proprio “nessuno”. I gatti randagi che avevano già esplorato gli angoli più bui del business riconobbero subito la foto di Colin Wadcock tra il personale punk del retro copertina. E incuriositi, alcuni misero sullo stereo il disco, soltanto per essere ancora più sorpresi da quanto venne fuori dai bassi e alti delle loro casse. La stranezza del singolo incontrò sia la completa scontentezza della stampa musicale che la poco contentezza delle fanzines che rappresentavano la vera voce del punk. Le due recensioni qui sotto di una rivista musicale rispettabile e di una giovane oltraggiosa e arrogante fanzine mostrano come questo singolo non fu nemmeno apprezzato dai giovani al quale fu destinato.

Record Industry Weekly (Incorporating Gramophone Needle Times)
“Monotony Lobotomy” – The Decompressed (Police Records)
Certe volte due minuti e diciassette secondi possono essere visti come un’eternità. Questo puerile no-sene di persone senza speranza da Dunwich, The Decompressed, è musicalmente una sfida, è privo di ogni invenzione lirica ed è cantato con uno sgrido stonato. Tutti tranne i masochisti ne dovrebbero stare alla larga.


Scrawl Fanzine
“Monotony Lobotomy” – The Decompressed (Police Records)
Cavolo, tutti quelli che suonano in un gruppo dicono di essere super punk. Prendete i The Decompressed (o forse è meglio che li lasciate). La copertina di questo singolo mostra tre persone che se la tirano e un vecchio muso (che ha perfino i baffi). La musica è OK ma che mi dite dei ragazzi? Tutto questo è una vergogna. Se siamo cosi pigri da farci raggirare da queste cose finiremo per essere controllati dal music business. Siate veri!


Nonostante una pessima stampa, il gruppo andò in tour per promuovere il singolo. E fu un disastro, i comuni cercarono di censurarli, cosi nessuno andò ai concerti e quando i nostri riuscirono a salire sul palco, qualcuno mise fuoco al camper Wolkswagen di Colin Wadcock. Con un tour che rifiutava di portare degli introiti e un singolo che si rifiutava di vendere, non passò molto tempo prima che i The Decompressed furono depressi e stressati e morirono. Così non appena il punk iniziò a agitare il paese e a scuoterlo per il collo, uno dei gruppi che ne fu uno dei padrini andò via dal reparto maternità. Nonostante le fiamme avessero bruciato il camper di Wadcock, non sarebbe passato molto tempo prima che quelle del punk si fossero spente. Gli uomini in abito aziendale ne avrebbero preso il controllo dannatamente e rapidamente, lo avrebbero vestito negli stessi abiti aziendali ed iniziato a guadagnare soldi alle sue spalle. Almeno nello sbattersi e bruciare cosi rapidamente The Decompressed riuscirono a mantenere la loro credibilità di strada, mentre attorno a loro il punk si svendeva per vendere più dischi.
Keef Strang

(traduzione di Myriam Bardino)

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