giovedì 30 giugno 2011

DVD - “È STATO MORTO UN RAGAZZO. Federico Aldrovandi che una notte incontrò la polizia” di Filippo Vendemmiati (2010, Promo Music - DVD + libro)

“Non vorrei apparire cinico, ma le politiche di Difesa del Giovane sembrano pure misure cautelari per preservarsi la futura pensione. Bisogna impedire al giovane di ubriacarsi e drogarsi e fumare tabacco e andare in discoteca. In generale, di farsi male. Se proprio deve andare in motorino, che vada, ma con tanto di targa, patentino in tasca, casco in testa, ciambella di salvataggio e preghiera di Sant’Orsola nel portafoglio.
Bisogna preservarlo da se stesso, renderlo consapevole del proprio valore, spingerlo in definitiva a comportarsi da giovane soltanto anagraficamente. Convincerlo, e, se non vi si riesce, obbligarlo, ad essere laborioso, savio, obbediente, ordinato, premuroso, ligio alla legge, possibilmente astemio.”
(Cit. Valerio Marchi, La Sindrome di Andy Capp – NdA press)


Una storia come altre, purtroppo. Storie di morti inutili, di vite ancora da vivere. Storie alle quali non riusciamo ad abituarci, capaci ogni volta di creare sconcerto. Anche perché quell’attenzione mediatica, in genere così abile a spaccare il capello in quattro sui casi di cronaca più clamorosi, riscopre un certo riservato pudore quando gli indiziati sono tra le istituzioni. Storie come quella di Stefano Cucchi, Gabriele Sandri, Riccardo Rasman, Stefano Frapporti, Aldo Bianzino, accomunate dal consueto muro di gomma, fatto di occultamenti di prove, omissioni di atti, false testimonianze da una parte, e la voglia di verità, di chi sa, di chi suppone, di chi non sa, non suppone ma vuole capire. Federico Aldrovandi, diciotto anni, muore il 25 settembre 2005 nei pressi dell’ippodromo di Ferrara, di rientro a casa dopo aver passato una serata con amici ad un concerto al Link di Bologna. I genitori verranno informati dell’accaduto solo il mattino seguente dagli agenti di polizia, gli stessi che, allertati dal vicinato per schiamazzi, avevano fermato il giovane più di tre ore prima. Anzi per l’esattezza sarà un ispettore, in quanto amico di famiglia, ad identificare per primo il corpo del ragazzo una volta arrivato sul posto.
Morto per overdose, diranno gli agenti, ma l’ispettore stesso è il primo a non vederci chiaro in questa situazione e a consigliare ai genitori di Federico un perito e un avvocato incaricati di aprire l’inchiesta giudiziaria.
Le lesioni e le ecchimosi rinvenute sul suo corpo, molte delle quali al volto sono le conseguenze di un pestaggio.
Film come questi sono una delle poche voci che la ragione ha per farsi sentire e per farci sperare che almeno in questo i tempi siano cambiati. Filippo Vendemmiati ha ricostruito la vicenda in questa dvd-inchiesta, “È STATO MORTO UN RAGAZZO. Federico Aldrovandi che una notte incontrò la polizia”, filmando testimonianze, interviste, deposizioni e senza scadere nella facile strumentalizzazione di parti.
Il film del 2010, dopo essere stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia ha conseguito vari riconoscimenti, tra cui quello di miglior documentario alla recente edizione del “David di Donatello”. E’ stato trasmesso il 21 maggio scorso da Rai Tre, e se ve lo siete persi potete rimediare con l’edizione a cura della Promo Music in DVD + libro. Questo di sicuro non paga per la perdita di un giovane di diciotto anni massacrato barbaramente, ma se non altro serve a sollevare la sua sorte da un senso di inutilità, e a ripagare del loro sforzo chi insieme ai genitori si è battuto per l’affermazione della verità.

Federico Porta

Trailer
Promo Music

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