sabato 4 giugno 2011

WAINES: "STO" (2011, autoproduzione)

Plana come un Mangusta A129 su un disco dei Gov't Mule, il nuovo album dei Waines, piccola meraviglia siciliana. Un Cerbero che si nutre del corpo del blues, ne dilania le carni, ne mastica le interiora e poi sputa fuori quei grumi di sangue e di viscere, tirando fuori qualcosa che blues più non è. Non nella sua forma primitiva e rurale, perlomeno, perché "STO" riesce nel tentativo fallito da tanti di dare al blues una forma adatta al nuovo millennio. Una forma catastrofica di nu-blues. Un motore dalle prestazioni moderne, in grado di aprire dinamiche nuove sui vecchi ingranaggi unti del quattro quarti più antico del mondo, il mio concessionario ve lo venderebbe così. E’ il blues della club generation, con il dirigibile degli Zeppelin che si schianta e si infiamma sulla pista di un rave party.
Senza dover usare il cannocchiale, diciamo un aggiornamento del rock'n'roll “satanico” dei White Stripes (Turn it on, The Pot), delle sterpaglie blues dei Black Keys (Harsh Days) e del boogie dei Dandy Warhols (Birds) ma secondo lo spirito che fu dell’"End of the Millennium Pyschosis Blues" dei That Petrol Emotion, per chi ancora se ne ricorda. C’è tantissimo rumore dentro questo nuovo lavoro del terzetto palermitano. Una deflagrazione di hi-hat, splash e crash, un turbine di slide guitar, un vorticoso mulinare di tastiere. Un trionfo di hi-energy blues bionico.
Franco “Lys” Dimauro
WainesMySpace

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