sabato 26 marzo 2011

TRUE WIDOW: "As High as the Highest Heavens and from the Center to the Circumference of the Earth" (March 29 2011)

Le notti del Massachusetts dovevano essere lunghe e solitarie. Tempo per riflettere al suo passato e ritrovare le giuste corde che lo facevano vibrare. Lontano dalla sua Dallas, Dan Philips, non aveva dimenticato l’impatto del punk-rock degli Slowride, suo precedente progetto. Ma c’era una voglia di decelerare e di ricercare delle nuove e impercettibili vibrazioni del suo intimo. Un arduo processo catartico al quale si contrapponeva una melodia leggera vista forse come via d’uscita o redenzione.
Due anni dopo, Dan Philips ritorna a Dallas con il suo progetto e quando incontra la talentuosa bassista Nicole Estill e la possente macchina ritmica di Timothy Starks, i True Widow hanno finalmente ragione di esistere.
Martedì 29 marzo uscirà il loro secondo album “As High as the Highest Heavens and from the Center to the Circumference of the Earth”: una perla. Stranamente l’ho ascoltato il primo giorno di primavera e ho capito che si preannuncia una calda estate. Forse un’estate calda come quelle del Texas dove l’umidità fa salire il termometro fino ai 47 gradi. Quando fa troppo caldo per riuscire a muoversi e tutto attorno assume una dimensione quasi onirica, un sentimento di immobilità e di aspettativa ci invade, come se da un momento all’altro possa scoppiare un temporale o qualcosa di terribilmente bello. Chiamatelo stonegaze, chiamatelo breakcore, rimane evidente che in questo disco c’é una forte influenza dello slowcore dei Low e dei Galaxie 500. Le voci di Dan e Nicole s’interscambiano durante tutte le canzoni, regalando all’album una dolcezza infinita. Provate ad ascoltare Jackyl, Blood Horses, Skull Eyes, e sarete rapiti.
Quello dei True Widow è uno slowcore molto più affilato, molto più pesante che sconfina nel desert rock. Il disco chiude con l’apoteosi di Doomseer. Dei profeti dello stonegaze americano, che imparerete ad amare.
Myriam Bardino
True Widow Album 1 Spot

2 commenti:

Felice Marotta ha detto...

bel pezzo, l'idea che la musica che senti sia intimamente legata al clima dell'aria in cui vivi è una visione molto poetica ed affascinante

Righi ha detto...

Brava Myriam, bell'articolo! Pensavo di essere solo io a conscerli ma per fortuna non é cosí. Tra poche ore il nuovo album...l'hai giá sentito in anteprima?
Ho messo il link dal mio articolo: http://bit.ly/ew1UTy
ciao!

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