Myriam Bardino
Foto di Myriam Bardino
Seconda mia tappa del Dark Tour di dicembre che mi porta allo Zoe Club per una serata quantomeno particolare se non affascinante. Arrivo in un locale che per quanto piccolo, non è ancora pieno e ho il tempo di fare un giro tra i banchi che vendono dischi di musica electro, dark et simili trovando anche alcune cose interessanti. Intorno alle 22.30 inizia il set dei Satanismo Calibro 9, collettivo a proposito
Dopo l'ottimo riscontro di pubblico e critica dell'ultimo ottimo album "Nati per Subire" i pisani Zen Circus erano attesi al riscontro live da un numero sempre più crescente di appassionati. La data di Firenze nonostante la concomitanza di un incontro di calcio di cartello, ma grazie al fatto che si svolgeva di sabato sera, ha registrato un ottima affluenza anche se la Flog non era completamente esaurita, visto anche che il gruppo aveva già suonato nella vicina Livorno in apertura della tournée, e che successivamente sarà di scena ad Arezzo, sempre in Toscana.
Il 25 novembre, a Ravenna, sotto il palco del Bronson mi sono subito resa conto di quanto sarebbe stato difficile fare questo live report, di quanto sarebbe stato difficile, cioè, scindere l'aspetto oggettivamente musicale del concerto da quello emozionale (ammesso che ciò sia mai possibile in un concerto). Sì perché i Sonics sono uno di quei gruppi leggendari della scena garage-sixties americana, uno dei primi gruppi di garage originale di cui possiedo i due dischi fondamentali (rigorosamente su vinile), “Here are the Sonics” (Etiquette, 1965) e “The Sonics Boom”
E’ così giunta l’ultima data del mio “Dark Tour” che arrivato alla anti-vigilia mi vede di nuovo allo Zoe (locale “di genere” cui mi sto piacevolmente abituando anche solo per l’acustica davvero ottima se poi paragonata alla media dei locali Milanesi) per l’HellEktro Christmas Fest dove il nome è già tutto un programma! Arriviamo intorno alle 22 ed il locale è ancora semi vuoto quando inizia il set di Ira-K Organization (in teoria, da programma prima avrebbero dovuto suonare i Virtual Cage ma, onestamente me li sono persi) artista Italiano,
Riesco finalmente a vedere dal vivo prima di Natale, dopo averne letto in rete le gesta, i miei concittadini pluriacclamati Dirty Trainload, un duo (sino all’altro giorno) di blues work in progress con all’attivo due cd, “Rising Rust” e “Trashtown” di cui abbiamo puntualmente parlato qui su Distorsioni. Concittadini a dir la verità per metà perché al chitarrista, il buon Bob Cillo, che conosco da una vita,
La serata comincia in un pub non lontano dallo Xoyo insieme ad alcuni amici. E' da diversi anni ormai che questo gruppo di persone si incontra in occasione di gigs dei Wire a Londra o in altre città, e la cosa sta diventando quasi una tradizione. Fra di noi ci si chiama per scherzo Wire-heads. Si discute velocemente se andare a vedere anche il gruppo di apertura (Talk Normal) o restare
Dicembre è uno dei due mesi oscuri per eccellenza e allora il sottoscritto ha deciso di dedicarlo ad una serie di eventi live a spiccata tendenza dark, e quale miglior occasione per inaugurare questa mini-serie che la prima di quattro date italiane di Nina Roza Danilova in arte Zola Jesus. Certamente l’hype scatenatosi intorno a questa minuscola ragazza russo-americana arrivata alla ribalta con un pugno di EP
Quale miglior modo di celebrare il lungo week-end di Halloween che un concerto degli indiscussi re del garage rock: Gravedigger V e Fuzztones. Il concerto si tiene al Dome, una vecchia balera al piano di sopra di un pub irlandese. Ci saranno forse sulle duecento persone in questo locale a nord di Londra, ma e’ comprensibile visto che questa sera ci sono altri grossi concerti e festivita’ in onore di Halloween sparse per la metropoli. Un pubblico maturo per i Fuzztones e Gravedigger V che divennero una leggenda negli anni ‘80 presentandosi come portavoce di quell’ondata
Quest’anno il Premio Tenco si presenta con un’edizione sottotono per colpa del ridimensionamento del budget: nessuna scenografia, il palco sembra più quello di un centro sociale che quello del Teatro Ariston, ma l’effetto non è male, niente eventi collaterali, non viene distribuita la rivista “Il Cantautore”. Ma l’effetto peggiore della crisi è la sala semivuota: saranno tutti al ristorante o in aereo? Oppure la scelta di musicisti in gran parte non ancora affermati ha tenuto
Yann Tiersen, quarantunenne compositore e polistrumentista, ha raggiunto la popolarità con la colonna sonora del fortunato film “Il favoloso mondo di Amelie” di Jean Pierre Jeunet e ci ha dato uno dei suoi frutti migliori con l'album intimista inciso in coppia con la brava cantautrice Shannon Wright. In questo “Skyline”, il suo sedicesimo disco, si avventura in territori che potremmo definire post rock. Esemplare come presentazione
In sincronia con l’uscita del DVD/2 CD “PJ 20” a celebrare il ventennale dell’uscita di”Ten”, Distorsioni è lieta di offrirvi la cronaca di uno dei memorabili concerti dei Pearl Jam a ridosso di quella uscita seminale, appena sei mesi dopo: si tratta del primo concerto in assoluto dei Pearl Jam in Italia. E’ la nostra inviata a Londra Myriam Bardino a raccontarcelo in maniera vibrante, insieme a una galleria di foto scattate da lei in quell'occasione. Ciliegina sulla torta,
Manca poco alla mezzanotte quando sul palco dell'Oasi San Martino salgono Lydia Lunch,accompagnata da James Johnston alla chitarra ed Ian White alla batteria. E qui scatta la sorpresa: all'appello manca il polistrumentista della band inglese Gallon Drunk Terry Edwards; le ragioni della defezione sono ignote, fatto sta che Lydia Lunch in seguito affermerà:”questa è la prima serata che ci vede ufficialmente come un trio, in questo senso siete dei vergini!”
Un grande plauso all'organizzazione barese RockCult, che ha scovato e portato in Puglia un artista fuori discussione, per il suo essere stato sempre presente dagli anni 70 fino ai giorni nostri sulle scene hard blues e funky rock: una presenza discreta, se non timida. Ormai sessantenne Glenn Hughes si è presentato con una discreta band che lo ha accompagnato facendo del suo meglio. Glen Hughes, bassista e vocalist, all’interno della scena hard-rock degli anni 70 riusciva tra l’altro a rivaleggiare con successo nei registri acuti con Ian Gillan: alla sua voce potente sembravano stare stretti i riff
Uno dei tour più attesi non solo di questo 2011 ma di questo nuovo secolo era quello che vedeva Bob Dylan in tour con Mark Knopfler, suo comprimario oltre che produttore in passato in particolare nell'ottimo "Infidels" (1983). Davvero sorprendente il modo in cui i mass media hanno presentato l'evento, cito testualmente a caso: "due mostri sacri in Italia", "una super accoppiata" ,"sono due maestri, due innovatori","Dylan Knopfler super-coppia arriva in Italia", "Mark Knopfler, una delle chitarre rock
Lezioni di classe: Michael Nyman
Chi c’era ha intuito dalle prime magiche note di Eight miles high che stava partecipando a un evento destinato a incidersi indelebile nella mente e nell’anima. David Crosby e Graham Nash trafiggono il cuore degli astanti con una triade da sogno che affianca Wasted on the way e Long time gone al già citato capolavoro dell’epopea Byrds.