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lunedì 12 dicembre 2011

MALACHAI: “Return to the ugly side” (Uscita: 22 febbraio 2011, Domino)

# Consigliato da DISTORSIONI

Negli anni '90 Bristol fu la capitale di quella fusione di stili musicali che venne chiamata trip hop. Oggi i gruppi originali vivono di rendita e da un po' di tempo il filone appariva appassito. A riportare l'attenzione su Bristol sono i Malachai, il cui secondo album “Return to the ugly side” si pone come diretto successore del precedente “The ugly side of love” uscito solo un anno fa. Il disco si apre c

domenica 4 dicembre 2011

THE MEKONS: “Ancient & Modern: 1911-2011” (Uscita: 27 Settembre 2011, Bloodshot Records)

# Consigliato da DISTORSIONI

Erano spariti dai radar i Mekons, nonostante una produzione “monstre” di ben 26 albums e una carriera contrastata che affonda le proprie radici nel meraviglioso 1977 dell'esplosione punk e di tante altre belle cose che ormai sembrano di un altro mondo. Bando alla tristezza, però, e occupiamoci di questa ultima produzione dei nostri veterani, che esce a distanza di quattro anni dall'ultimo loro lavoro,

sabato 19 novembre 2011

TINARIWEN: "Tassili" (Uscita: 29 agosto 2011, Anti)

# Consigliato da DISTORSIONI

Più che una storia è una odissea il lungo cammino di questo splendido collettivo del Mali, Africa Occidentale, iniziato nel lontano 1979 in un campo profughi della Libia con Ibrahim Ag Alhabib, che a soli 4 anni aveva visto l'esecuzione del padre, un ribelle tuareg, durante una rivolta nel 1963. Da bambino era rimasto colpito da un western nel quale un cowboy suonava una chitarra e così si

domenica 6 novembre 2011

RY COODER: " Pull Up Some Dust & Sit Down" (release date: 29 agosto 2011,Nonesuch)

# Consigliatissimo da DISTORSIONI

E così anche lo stagionato Ry Cooder, classe 47', da Santa Monica, dopo una vita passata ad esplorare tutti i generi musicali possibili ed immaginabili, ritorna a noi con l'ennesimo lavoro di studio, "Pull up some dust & sit down", dopo la precedente trilogia del decennio zero dedicata alla sua terra d'origine, con vertice in "Chavez Ravine" (2005),nel quale si esibiva in un ottimo spagnolo.

sabato 5 novembre 2011

CAETANO VELOSO E MARIA GADU' : "Multishow ao vivo", 2 CD, DVD (release date: 19 settembre, Universal Music/Mercury Records/Som Livre/Slap)

# Consigliato da DISTORSIONI

Mayra Correa Aygadoux, brasiliana di Sao Paulo, 25 anni a dicembre, è uno dei maggiori fenomeni musicali di questo decennio zero: già in precoce età compone canzoni, viaggia giovanissima in Europa ma è solo il suo trasferimento dalla città natale alla più caotica, ma ricca di attrazioni ed attenzioni, Rio de Janeiro a porla sotto i riflettori nazionali. La sua particolare versione del classico

venerdì 4 novembre 2011

SHORT REVIEW - THE PAINKILLERS: “Feel the pain” (release date: 6 giugno 2011, Off The Hip)

# Consigliato da DISTORSIONI

James Baker dovreste conoscerlo da almeno trent’anni. Hoodoo Gurus, Beasts of Bourbon, Scientists e Victims sono nomi che parlano da sé. Joe Bludge forse lo conoscete meno ma in Australia è un folk man urbano rispettato come Lou Reed a Manhattan. Insieme, al riparo dalle riviste occidentali troppo impegnate a leccare il sedere solo a chi incide per le finte etichette indipendenti del gruppo Beggars, hanno da qualche anno messo su i Painkillers.

domenica 23 ottobre 2011

VV.AA.: “To What Strange Place - The Music of the Ottoman-American Diaspora, 1916-1929” (Release Date: 22 Luglio 2011, Tompkins Square)

# Consigliato da DISTORSIONI

C'è un tizio negli Stati Uniti, precisamente a Baltimora, si chiama Ian Nagoski. Nella sua città, il tizio possiede un negozio di dischi, ma in particolare si occupa di recuperare vinili a 78 giri del periodo tra la Grande Guerra e la Grande Depressione, da fondi di magazzini, condomini abbandonati e cantine dimenticate, con particolare interesse per la musica proveniente dalla massa di migranti che,

mercoledì 7 settembre 2011

SHORT REVIEW - RADICI NEL CEMENTO: “Fiesta” (2011, RNC Produzioni/Lunatik)

Ragione sociale di un gruppo, ma anche e soprattutto metafora della tradizione e della memoria storica di un mondo che dimentica troppo in fretta il suo passato irretito dai fuochi fatui di una modernità ormai remota e di un futuro da affrontare con le sue contraddizioni e le sue sfide, ben più denso ed intrigante del postribolo mediatico patinato e volgare che l’ultimo ventennio ci ha abituato a frequentare.

sabato 3 settembre 2011

JEFF BRIDGES: "Jeff Bridges" (2011, Blue Note)

Jeff Bridges il noto attore losangelino 61 anni portati splendidamente, ci riprova col suo secondo ed omonimo album a seguire il lontano esordio in chiaroscuro con "Be here soon" datato 2000, dopo il quale sembrava si fosse dimenticato della musica per dedicarsi a tempo pieno ai suoi numerosi impegni nel mondo della celluloide. Non è certo il primo divo di Hollywood a cimentarsi con la musica, oltre a lui è ben noto l'interesse per la musica rock del grande Johnny Depp, anche gli Oasis lo hanno ospitato, mentre tra le femminucce

giovedì 23 giugno 2011

TV LUMIERE “Addio! Amore mio” (2011 Acid Cobra records/Venus/Lunatik)

Le credenziali che possono vantare i TV Lumiere (Federico Persichini - Voce, Chitarra, Ferruccio Persichini - Chitarra, Piano, Irene Antonelli - Basso, Voce, Yuri Rosi - Batteria, Percussioni) sono buone: terzo album, produzione di Amaury Cambuzat, palco diviso con Calla, Truman's Water, Enfance Rouge e molti altri. Poi però si ascolta il disco e i nodi vengono al pettine: il “desert rock” (le definizioni! Prima o poi scriverò un articolo sui “generi”) proposto dalla band è carente proprio sul piano compositivo.

mercoledì 27 aprile 2011

LEFT LANE CRUISER, Junkyard Speed Ball (2011, Alive Records/Goodfellas)

I Left Lane Cruiser sono il tipo di band che ti basta guardare per capirla. Fredrick “Joe” Evans IV indossa una camicia a quadrettoni, cela gli occhi dietro la visiera del cappello e si siede affianco a Brenn Beck. Imbraccia la sua chitarra e, da moderno R.L. Burnside, ne tira fuori un blues da bollino rosso e sporco come il sangue dei nativi americani che ancora scorre nelle viscere di Fort Wayne. “Junkyard Speed Ball”, quarto lavoro del duo nativo dell'Indiana inciso per la Alive Records, è un viaggio di perdizione claustrofobica. Dall'apertura di Lost My Mind verrete catapultati in una dimensione fatta di beat, un'ansimante armonica e una torbida chitarra, pronta a servirvi su un piatto d'argento un biglietto di sola andata per quell'angolo di mondo dove le anime di Furry Lewis e Fred McDowell celebrano una jam session infinita. Ma il Mississipi non fa scorrere solo blues e il duo si concede volentieri il pregio di rallentare il tiro e disperdere qua e là nel disco echi di southern rock. Echi che escono prepontemente durante le ballate agrodolci, tra cui spiccano Pig Farm e Hip Hop, o nel boogie rock di Circus. Dal primo album “Gettin' Down On It”, ricco di influenze country, a quest'ultimo elettrico “Junkyard Speed Ball”, i Left Lane Cruiser assestano un colpo sempre più preciso e dritto nello stomaco. Nell'ondata odierna di two-men band dedite al blues rock, sganciano una bomba di rara bellezza, in attesa che il mondo trascuri un po' i Black Keys e si prenda più cura di loro.
Crizia Giansalvo

mercoledì 16 marzo 2011

SHORT REVIEWS - Sights, "Most of what follows is true" (2011, Alive Naturalsound Records/Goodfellas)

Puro road rock dal trio di Detroit. Come sempre, dagli esordi del '98 sino a oggi, la band di Eddie Baranek secerne rock'n'roll dal cuore e dall'anima. Echi di Hendrix e Creedence Clearwater Revival, country-songs per truck drivers affiancano brani garage-rock anni '60 sfiorando Everly Bros., Who e addirittura Ike & Tina o le Ronettes. Ma sono le vecchie, burbere chitarrone americane il vero sale di questo disco onesto e caciarone, suonato con mestiere da chi ha diviso il palco con gente come Robert Plant o The Kills. Fra le 12 tracce spiccano How do you sleep, Hello to everyone e il gioco in stile Woodstock Nation di Take & take, forse il brano migliore. I Sights non vogliono inventare nulla, rockano & rollano con gioia e semplicità. Se volete assaggiare uno spicchio d'America profonda ascoltate questo disco in automobile in una splendida giornata di sole e anche la Salerno-Reggio Calabria vi sembrerà la Route 66.
Maurizio Galasso