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mercoledì 6 aprile 2011

FRANK ZAPPA - "THE EARLY SOLO YEARS" Third Part: "WAKA/JAWAKA" (July 5 1972, Bizarre/Reprise)

200 Motels (1971), Fillmore East - June 1971 (1971), Just Another Band from L.A (1972)

Salve a tutti gli amici di Distorsioni, eccoci infine giunti alla terza ed ultima parte di questo excursus su tre dischi di Frank Zappa a suo nome.
Dopo la pubblicazione di “Chunga's Revenge”(1970), Frank Zappa continua a seguire la laboriosa e problematica genesi del film più la colonna sonora di “200 Motels”(Ottobre 1971), viaggio in sette giorni e sette notti nella frenetica e dissoluta vita di una rock band. Difatti sia dal punto di vista strettamente filmico che musicale il progetto accresce la sua ulcera! Le varie problematiche di budget e realizzazione creano dei fortissimi dissapori tra Frank e la troupe del film, con in testa il co-regista Tony Palmer, il quale fino all'uscita del film richiede di essere rimosso dai crediti. Non da meno è l'aspetto musicale: un rappresentante della Royal Albert Hall a Londra, presso la quale avrebbe dovuto tenere un concerto dopo le riprese del film, afferma che il contenuto dei brani è osceno e decide di cancellare il concerto con poco preavviso, ciò provoca le ire di Zappa che si trascina in una lunga causa legale, che si concluderà solo nel 1975 a suo sfavore per la rottura del contratto.
Alcuni elementi musicali di “200 Motels” per varie motivazioni di carattere economico e di tempo non possono essere inclusi nelle realizzazione finale, cosicchè Frank li “riutilizza” pubblicando nell'Agosto del 1971 “Fillmore East - June 1971 “, un live album appunto registrato presso il Fillmore East nel Giugno del 1971, che contiene il famoso brano The Mud Shark, basato su di un racconto licenzioso rivelato a Don Preston delle Mothers da alcuni membri dei Vanilla Fudge, i quali, alloggiando una volta nel 1969 presso un hotel prospiciente il mare, il Seattle's Edgewater Inn, avevano la possibilità di pescare dalla finestra delle loro camere.In una di queste camere, presenti il road manager Richard Cole, il cantante/tastierista dei Vanilla Fudge Mark Stein con una cinepresa, il batterista dei Led Zeppelin John Bonzo Bonham - ovviamente nel brano non vengono citati ma i nomi sono trapelati - ed una “groupie” (una fan del gruppo che li seguiva), decisero di fare un uso “non-alimentare” di un pesce (“mud-shark”) appena pescato!
Alla fine del 1971, precisamente a Dicembre, il destino sferra due colpi durissimi a Frank Zappa. Durante un'esibizione delle Mothers al Casino di Montreux in Svizzera, un componente del pubblico non ha niente di meglio da fare che lanciare un razzo di segnalazione in direzione del palco. Ben presto tutta la struttura prende fuoco, e così la costosissima attrezzatura da palco del gruppo, allestita con cura e sacrifici economici da Frank, viene distrutta. Per la cronaca, l'episodio verrà tramandato ai posteri grazie ai Deep Purple, presenti all'incidente, attraverso la loro celeberrima canzone Smoke on the Water!
Ma non è abbastanza per la cattiva sorte! Dopo appena una settimana, le Mothers si esibiscono al Rainbow Theatre di Londra affittando tutta l'attrezzatura venuta a mancare. Durante il bis dell'esibizione pomeridiana(ci sarebbe stato anche uno spettacolo serale già tutto esaurito), un esaltato scaraventa violentemente Frank giù dal palco nella buca degli orchestrali fatta di cemento armato. Lo sgomento è enorme: i membri delle Mothers in un primo momento credono che Frank sia morto. Fortunatamente non è così, ma Zappa ne esce veramente malconcio: egli subisce fratture multiple alle gambe(una di esse rimarrà più corta dell'altra), ferite alla schiena con conseguente dolore cronico, lesioni al collo, un trauma cranico e lo schiacciamento della laringe, che abbasserà permanentemente la sua voce, conferendole quel timbro baritonale così caratteristico. Ridotto all'immobilità su di una sedia a rotelle non potrà esibirsi nuovamente in pubblico fino a Settembre del 1972. Altre persone in queste condizioni avrebbero certamente ceduto allo sconforto ed alla disperazione, ma Frank Zappa è un uomo dalle mille risorse e decide di non passare la convalescenza inattivo! Così a Marzo del 1972 dà alle stampe “Just Another Band from L.A” un live album con le Mothers, registrato il 7 Agosto 1971 presso il Pauley Pavilion nel campus dell'università dello UCLA a Los Angeles, e nel contempo si dedica alla realizzazione di “Waka/Jawaka”.


Waka/Jawaka (Luglio1972)

A proposito di questo album, vorrei citare testualmente un gustosissimo aneddoto rivelatomi dal grande Sandro Oliva, che ringrazio ancora moltissimo per tutti i particolari storici che mi ha riferito su Frank Zappa, riguardante uno dei musicisti coinvolti nella realizzazione, Alex Dmochowski al basso elettrico, passato involontariamente alla storia come Erroneous:

“(Alex Dmochowski) aveva suonato con la band di british-blues Ainsley Dunbar Retaliation, e quando Zappa ebbe bisogno di un bassista, Dunbar gli propose il vecchio compagno. Zappa lo convocò negli USA per un provino in studio, e gli diede le parti di alcuni brani da registrare. Alex non era un gran lettore, e inoltre la sua specialità era il Blues.Evidentemente non fu molto rapido nell'eseguire le parti, o comunque Zappa non fu soddisfatto. Pagò il turno di registrazione, ma Alex non ebbe il posto e se ne tornò in Gran Bretagna.Zappa usò comunque le registrazioni (erano state pagate!), ma non poteva darne il credito a un musicista che non aveva il permesso di lavoro (per il provino non era necessario), così inventò il nome di ERRONEOUS. L'identità del bassista trapelò comunque, e Alex cominciò ad avere parecchie richieste di lavoro. Purtroppo però la connessione con Zappa fece sì che ebbe chiamate da band fusion, progressive o comunque di musica complicata e lontana dal Blues, e l'impresa era comunque superiore alle forze del nostro bravo bluesman. Che si vide quindi ingiustamente considerato un bluff (non mi hanno riferito proprio così, ma il senso era questo) così che, amareggiato, si ritirò dalla scena musicale professionista, dedicandosi al commercio (quando l'ho conosciuto aveva un banco al mercato di Camdem, proprio dietro al Dingwalls, dove suonavamo). Mi sembra che pensasse che tutto sommato l'incontro con Zappa gli avesse rovinato la vita!”.

“Waka/Jawaka”(titolo presumibilmente derivante da una frase uscita fuori da una tavoletta ouja durante una specie di seduta spiritica), è un album di chiara ascendenza “Hot Rats”, con commistioni jazz-rock e blues, composto da due lunghi brani strumentali e da due brani nel formato-canzone ironici e bislacchi. Apre il disco Big Swifty, diviso in due parti: (Part 1 Part 2) che a mio modesto parere è un capolavoro di “architettura sonora”: difatti metaforicamente parlando è un corridoio stretto e tortuoso che collega ambienti man mano sempre più larghi ed aperti. Dopo un inizio frenetico fatto di partiture fittissime ed “anomale” di fiati, percussioni, chitarra elettrica e cenni di rumorismo, il brano cede il passo a spazi strumentali solistici ad ampio respiro, in questo senso molto affini al jazz nella sua libertà espositiva della musica, con fraseggi nervosi di chitarra elettrica punteggiati dai fiati arrangiati con un senso da big band e rarefatti interventi di piano elettrico, concludendosi con un ipnotico e circolare lavoro delle percussioni. Segue lo scanzonato brano Your Mouth: un rythm and blues scandito da linee vocali multiple e bizzarre, dalla sezione fiati qui molto “tradizionale” nell'esposizione e contenente una caustica e provocatoria riflessione sull'eloquio femminile!!! Altra canzone di sapore sardonico è It just must be a one-shot deal: ad un inizio di matrice fortemente blues unisce una parodia dello stile musicale della West Coast del periodo, enfatizzato dall'uso della pedal-steel guitar e della chitarra hawaiana, con un testo assai criptico che parla di rane saltellanti e foreste cantato da più voci grottesche! Chiude infine questo bell'album Waka/Jawaka: secondo lungo brano strumentale che parte agile e scattante con il tema esposto sontuosamente dai fiati, per poi scorrere fluidamente arricchito da interventi solistici di sintetizzatore, chitarra filtrata abilmente dal wha wha (un marchio di fabbrica!) ed un intricato assolo di batteria, arrivando circolarmente al tema riproposto sempre con piglio da big band jazz! “Waka/Jawaka”, escludendo le circostanze dolorose della sua realizzazione, è un album altamente esplicativo del genio di Frank Zappa, il cui ascolto a mio parere è caldamente consigliato al pari di “Hot Rats”(1969) e del successivo “The Grand Wazoo” (Dicembre 1972)!

Vincenzo Erriquenz (many thanks to Sandro Oliva)

Waka/Jawaka Tracklist:
Big Swifty (17:23)
Your Mouth (3:12)
It just must be a one-shot deal (4:16)
Waka/Jawaka (11:18)


Waka/Jawaka: i musicisti coinvolti
Frank Zappa – chitarra e percussioni
Tony Duran – slide guitar, voce
George Duke – piano elettrico
Sal Marquez – tromba,flauto,voce
Erroneous (Alex Dmochowski) – basso elettrico e voce
Aynsley Dunbar – batteria e percussioni
Chris Peterson – voce
Joel Peskin –sax tenore
Mike Atschul – sax baritono, piccolo bass flute,clarinetto basso, sax tenore
Jeff Simmons – chitarra hawaiana, voce
Sneaky Pete Kleinow – pedal steel guitar
Janet Ferguson – voce
Don Preston – chitarra, Minimoog
Bill Byers – trombone, corno baritono
Ken Shroyer – trombone, corno baritono
Gerry Sack - maracas

venerdì 11 marzo 2011

FRANK ZAPPA - "THE EARLY SOLO YEARS" Second Part : "CHUNGA'S REVENGE" (1970, Bizarre/Rykodisc)

First Part: "HOT RATS"

After "HOT RATS"
Siamo giunti al 1970, Frank Zappa esordisce nel nuovo decennio pubblicando a Febbraio “Burnt Weeny Sandwich”, ad agosto “Weasels Ripped my Flesh” ed organizzando a maggio un concerto per gruppo rock e orchestra, la Los Angeles Philarmonic Orchestra, sotto la direzione del Maestro Zubin Mehta. Nonostante il successo ottenuto, Zappa è insoddisfatto della performance degli orchestrali, a suo parere insufficiente rispetto alle energie fisiche ed economiche da lui profuse (il reperimento di fondi per nuovi dischi, attrezzature e progetti musicali è un problema ricorrente nella sua carriera). Dopo questa parentesi, egli decide di allestire una nuova formazione delle Mothers of Invention, denominate definitivamente Mothers, che vede Ansley Dunbar alla batteria, George Duke alle tastiere, Ian Underwood come polistrumentista, Jeff Simmons al basso e alla chitarra ritmica e introduce tre membri dei Turtles, Mark Volman e Howard Kaylan alla voce e Jim Pons al basso, quest'ultimo in alternanza con Jeff Simmons. Gli ex-Turtles, non potendo usare il loro nome per una causa legale in corso, vengono ribattezzati da Frank Flo and Eddie.
Con questa nuova incarnazione delle Mothers Zappa si appresta a realizzare “200 Motels”, un film e relativo doppio album musicale (che uscirà in seguito ad ottobre del 1971) riguardante la vita e relative bizzarrìe ed eccessi di una rock band in tournée, nel cui cast, oltre alla Royal Philarmonic Orchestra, le Mothers e Keith Moon figura Ringo Starr, nel ruolo di Frank. Il titolo prende spunto dal fatto che tutta la musica presente nel film viene composta in camere d'albergo, così come nelle camere d'albergo il resto della band vive la vita selvaggia fatta di sesso e rock'n'roll!
Difatti è un particolare curioso che Frank, alla stregua di un pensoso signore rinascimentale, dopo i concerti faccia vita separata dal resto dei musicisti, alloggiando persino in sistemazioni diverse e pensando a comporre ed organizzare tutti i dettagli tecnici delle esibizioni, salvo poi all'indomani farsi raccontare aneddoti bizzarri e licenziosi per trarne ispirazione e comporre canzoni!
Ma a tutti gli effetti la prima uscita discografica con questa nuova formazione delle Mothers è “Chunga's Revenge"(ottobre 1970).

"Chunga's Revenge"
Il disco, realizzato tra il luglio 1969 e l'agosto 1970, è in realtà una sorta di collage di elementi musicali provenienti dalle sessions di “Hot Rats”(1969) o quelle immediatamente successive,unite a canzoni ironiche e bizzarre con linee vocali debitrici alla doo-wop music tanto amata da Frank Zappa a tematica prettamente sessuale, difatti i testi narrano di incontri con groupies e non è un caso che nelle note di copertina Zappa stesso dichiari l'album una sorta di “preview” di “200 Motels”!
Apre l'album la grintosa Transylvania Boogie, tratta dalle session di fine 1969, è caratterizzata da un jam chitarristica di stampo rock, enfatizzata dal sapiente uso del pedale wha wha da parte di Frank, che fa assumere alla chitarra qualità vocali a volte umane a volte feline! Segue il brano Road Ladies, un torrido e sudaticcio blues con armonie vocali debitrici al gospel, inserite in un contesto tutt'altro che sacro, narrando dei servigi di gentili signorine che si incontrano in tour!
Twenty Small Cigars, risalente alle session di “Hot Rats", è ammantato di atmosfere sognanti e jazzate conferite dal contrabbasso, dalla batteria suonata con le spazzole e suoni di spinetta abbinati a liquidi passaggi di chitarra. The Nancy and Mary Music, suddivisa in tre parti e fortemente debitrice della musica classica contemporanea e d'avanguardia, costituita da una performance improvvisativa live “guidata” tra rumorismi feroci, atmosfere sospese, virate rock, vocalismi onomatopeici e ritmiche tra il funk ed il tribale si lascia ascoltare con lo stesso spirito con il quale si sale su di un ottovolante!
A seguire Tell Me You Love Me (il link è relativo alla versione eseguita dal figlio Dweezil nel progetto Zappa plays Zappa), dal possente incedere quasi hard-rock, con riffs e fraseggi aggressivi di chitarra, testi sexy ed incorniciato da un passaggio di fiati strepitoso!
Il brano successivo è Would you go all the Way?, una breve canzone caratterizzata da linee vocali di stampo anni '60, con passaggi funk,una linea di trombone caricaturale e corredata da immancabili testi allusivi (neanche tanto velati!). A seguire Chunga's Revenge, fantomatico aspirapolvere industriale mutante partorito dalla fervida mente di Frank Zappa (!) (N.B.: il video è relativo al brano più quello successivo, The Clap!), jam chitarristica affine a Transylvania Boogie, anch'essa appartenente al periodo delle session del 1969 post-”Hot Rats”, che si snoda tra sonorità di piano elettrico e gemiti quasi umani generati dai fiati di Ian Underwood filtrati con il Wha Wha, irresistibile! E' la volta di The Clap, breve intermezzo di percussioni e batteria dall'impronta tribale, anch'esso relativo alle stesse sessions della title-track.
La penultima traccia del disco è una canzone assolutamente grottesca, dall'incedere di fanfara, Rudy wants to Buy yez a Drink, con cori, versacci e fiati dal tono fortemente parodistico e dall'effetto esilarante! Chiude il disco Sharleena, canzone che sembra uscita dalla colonna sonora di un film porno-soft dell'epoca, volutamente caricata nei coretti e nei sospiri di sottofondo, dall'impianto musicale funky-soul punteggiato dal piano elettrico e dalla chitarra, resa liquida dall'uso dell'effetto vibrato, sicuramente un omaggio alle musiche dei b-movies!
Questo album, per via della sua natura e della sua realizzazione ha suscitato pareri contrastanti, riviste musicali blasonate a suo tempo lo hanno giudicato negativamente: personalmente lo ritengo un album molto valido, piacevole da ascoltare, eclettico ma non fuorviante, e con il senno di poi è da considerarsi una specie di “blob”, o se volete bignami, di Frank Zappa, rivelando molte sfaccettature dei suoi interessi compositivi. A mio parere si potrebbe citare questo album o consigliarlo a chi vuole approcciarsi ai dischi di Zappa, certi di non mancare di rispetto o di non rendere sufficiente giustizia al grande Frank!
Vincenzo Erriquenz

Musicisti coinvolti nella realizzazione dell'album:
Frank Zappa - chitarra, harpsichord, percussioni, batteria e voce;
Max Bennett - basso;
Ansley Dunbar - batteria e tambourine;
John Guerin - batteria su Twenty Small Cigars;
Don Sugarcane Harris - violino elettrico ed organo;
Howard Kaylan e Mark Volman - voci soliste;
Jeff Simmons - basso;
Ian Underwood -  organo, piano, chitarra ritmica, piano elettrico, sax alto, sax tenore.

Un grandissimo ringraziamento a Sandro Oliva per la gentilezza e le preziosissime informazioni e precisazioni storiche!

venerdì 25 febbraio 2011

FRANK ZAPPA - "THE EARLY SOLO YEARS" First Part: "Hot Rats" (1969, Bizarre/Reprise)

E' con estremo piacere che mi presento a voi di Distorsioni con FRANK ZAPPA: "The Early Solo Years", progetto riguardante l'affabulazione sui primi tre dischi solisti di Frank Zappa pubblicati a suo nome, senza le Mothers Of Invention: "Hot Rats" (1969, Bizarre/Reprise/Rykodisc), "Chunga's Revenge" (1970, Bizarre/Reprise/Rykodisc) e "Waka-Jawaka" (1972, Bizarre/Reprise/Rykodisc); nel 1968 era stato pubblicato il side-project sperimentale di Frank Zappa "Lumpy Gravy" (Verve/Bizarre). In questa prima parte di "FRANK ZAPPA: "THE EARLY SOLO YEARS" mi occuperò del fondamentale, storico "Hot Rats". Un chitarrista, compositore, scrittore, film-maker, una mente brillante e libera la cui opera vastissima e preziosa costituisce ancora oggi e più che mai fonte di delizia e d'ispirazione per tantissimi appassionati di musica ed artisti in tutto il mondo! (Vincenzo Erriquenz)


Alcune note biografiche
Volendo evitare noiose documentazioni biografiche, peraltro facilmente reperibili in rete, mi limiterò a segnalare alcuni elementi salienti, distintivi della personalità di Frank Zappa e del suo lavoro discografico. Nato a Baltimora nel 1940 da Rose Marie e Francis Vincent Zappa, Frank visse i primi anni girando varie basi delle Difesa americana, essendo il padre un chimico/matematico al servizio dell'Esercito. Questo ebbe influenza anche sulla sua salute, poiché abitando nelle vicinanze dei depositi di iprite nella base presso la quale il padre lavorava, egli fu esposto a questi gas venefici, cosa che gli procurò gravi problemi, tra cui emicranie, otiti e riniti (si dice sciaguratamente curati da medici dell'epoca con l'inserzione nelle narici di barrette di radio!). Il continuo peggiorare della sua salute fece decidere i genitori a stabilirsi definitivamente a San Diego. Qui Frank, complice il regalo di un giradischi, cominciò ad appassionarsi di musica, principalmente R'n'B, di cui divenne un collezionista, soprattutto di singoli: in seguito, leggendo una rivista, si appassionò alla musica classica contemporanea di Edgar Varese, di cui rimase estimatore ed amico fino alla morte. Crescendo, cominciò a suonare la batteria in gruppi soul e R'n'B, si approcciò alla chitarra e si interessò di composizione, sempre in modo assolutamente autodidatta. Con la stessa curiosità intellettuale lavorò come grafico pubblicitario e tecnico di studi di registrazione, approfondendo le varie tecniche di ripresa e produzione del suono e componendo delle colonne sonore per dei B-movies. Subì un ingiusto arresto per produzione di materiale pornografico nei suoi studi di registrazione, chiamati Z Studios, accusa presto decaduta ma che non gli impedì di andare per breve tempo in prigione e sviluppare un ancor più aspro spirito libertario ed anti-autoritario. In seguito fu ingaggiato come chitarrista dei Soul Giants, nucleo originario della band che poi diventò Mothers, poi denominati Mothers of Invention sotto pressione della Verve Records che li aveva messi sotto contratto, temendo riferimenti alla parolaccia “Motherfu##ers”, autori di una miscela esplosiva di rock'n'roll, blues, musica d'avanguardia e jazz, condita da testi irriverenti e bizzarri ad opera di Frank, producendo album seminali come “Freak out!”(1966), ”Absolutely free”(1967), ”Lumpy Gravy”(1967), ”We're only in it for the money”(1968) e “Cruising with Ruben and the jets”(1968).


Hot Rats (1969, Bizarre/Reprise/Rykodisc)
Siamo alla fine del 1969, i Mothers of Invention, (Frank Zappa: chitarra e voce, Ray Collins: voce solista, Roy Estrada: basso e voce, Jimmy Carl Black: batteria e voce, Don Preston: tastiere, Ian Underwood: sassofono, clarinetto e piano, Bunk Gardner: sassofono, flauto, clarinetto e fagotto, Billy Mundi: batteria) nonostante siano acclamati dalla critica e forti di un certo riscontro commerciale in Europa, in America faticano ad avere delle rendite dignitose, tanto da dover costringere Frank Zappa a pagare di tasca propria le royalities per i membri della band. I malumori crescono, Zappa lamenta il fatto che gli altri elementi non siano abbastanza concentrati sulla musica, mentre gli altri lo accusano di scrivere pezzi sempre più intricati, basati su complesse partiture che richiedono perfezione formale ed esecutiva a discapito del feeling, nel mezzo l'audience americana fatica a digerire questa direzione musicale, abituata al formato più rock'n'roll/canzone dei Mothers. Così Zappa scioglie la band, adducendo motivazioni meramente economiche, e si concentra nella lavorazione di dischi a suo nome, producendo “Uncle Meat” (con le Mothers, April 1969, Bizarre/Reprise) e subito dopo ”Hot rats”(October 1969). “Hot Rats”, dedicato al figlio Dweezil appena nato e definito dallo stesso Zappa un “film per le vostre orecchie!”, è un disco fondamentale perchè esprime tutte le sue curiosità artistiche sulla “musica da camera elettrica”, spaziando da lunghe e mantriche improvvisazioni chitarristiche a complesse partiture arrangiate con fiati e suoni sovraincisi. Molto curato anche esteticamente, il long playing si presenta con foto ad infrarossi ed una colorata copertina interna con un collage di foto che esprime la creatività e la bizzarrìa dell'era psichedelica, sebbene Zappa ne sia un caustico critico. Esso inoltre beneficia di una tecnologia produttiva mai vista prima, essendo stato inciso con un registratore multitraccia a 16 tracce indipendenti, il cui prototipo studiato da Frank fu ultimato dalla Ampex (se pensate che i Beatles e Sir George Martin nello stesso periodo sperimentavano tecnologicamente con l'ausilio di un 8 tracce!), allargando a dismisura le potenzialità espressive ed orchestrali del suono con un organico relativamente ridotto.

Side A
Prova ne è già il primo brano Peaches en Regalia (6:01) brano che mescola pop e jazz in modo geniale, coadiuvato da suoni di basso e batteria registrati a velocità normale e sovrincisi a velocità doppia per conferire quel retrogusto bizzarro e caricaturale tanto caro a Zappa, si passa poi a Willie the Pimp (9:18) un brano di acido blues con alla voce quel genio e compagno di affinità elettive di Zappa, Captain Beefhart, intriso di fendenti di chitarra elettrica ed assoli di violino. Il terzo brano è Son of Mr. Green Genes (8:58), un riarrangiamento del brano già presente su “Uncle Meat”, che vede unire le ricche ed articolate partiture dei fiati con estesi assoli di chitarra elettrica di Zappa e suoni sovraincisi, per una cavalcata sonora assolutamente godibile!

Side B
Il quarto brano dell'album che apre il lato b del disco è Little Umbrellas (3:04), che a differenza degli altri è più breve, seppure arrangiato con estrema cura: presenti elementi tra jazz e rock punteggiati da tastiere, pianoforte e piano elettrico, con un intervento sognante di flauto. si prosegue con il celeberrimo The Gumbo Variations (16.55), torrenziale jam di circa tredici minuti (che nella versione cd posteriore beneficia di ulteriori 16 minuti di musica!), con annessi assoli di sax, violino e chitarra che surriscaldano l'atmosfera da improvvisazione! Chiude questo meraviglioso, seminale album, It must be a Camel (5:15), il cui titolo presumibilmente deriva da alcune gobbe formatesi sui fogli delle partiture di Frank(!), che tra bizzarri ostinati, suoni di rullante e piatti enfatizzati dalle moderne tecniche di registrazione, interventi di pianoforte di matrice jazz ed assoli della chitarra di Frank, qui più pulita e dalle sonorità mediorientali completa questo affresco sonoro assolutamente suggestivo, un album non a caso passato alla storia! Per onore di cronaca bisogna dire che dalle sessions di questo album uscirono anche i brani Bognor Regis, che avrebbe dovuto far parte di un singolo apripista all'album ma che alla fine non vide la luce, e Twenty Small Cigars, poi incluso nell'album “Chunga's Revenge”(1970).

Un doveroso cenno ai musicisti coinvolti:

Max Bennett – basso su tutti i brani eccetto Peaches en Regalia;
Captain Beefheart – voce in Willie the Pimp;
John Guerin – batteria in Willie the Pimp, Little Umbrellas e It Must Be a Camel;
Don "Sugarcane" Harris – violino in Willie the Pimp e The Gumbo Variations;
Paul Humphrey – batteria in Son of Mr. Green Genes e The Gumbo Variations;
Shuggie Otis – basso in Peaches en Regalia;
Jean-Luc Ponty – violino in It Must Be a Camel;
Ron Selico – batteria in Peaches en Regalia;
Lowell George – chitarra.

Vincenzo Erriquenz

Frank Zappa Hot Rats