sabato 31 dicembre 2011

VERDENA: “Wow” (Uscita 18 gennaio 2011, Edizione deluxe: 20 settembre 2011, Universal Records)

# Consigliato da DISTORSIONI

E' uscita lo scorso settembre l'edizione deluxe dell'album “Wow” dei bergamaschi Verdena, accompagnato dal dvd “Amatour” contenente registrazioni video del tour 2011. La riedizione del disco a pochi mesi di distanza dalla sua uscita dà il segno del successo dell'album che è tutto sommato sorprendente. Non perché “Wow” non sia un bell'album, tutt'altro, ma non è certo un disco facile
, di quelli che ci si aspetta scalino le vette delle classifiche di gradimento. Eppure così è stato. Non è un album facile perché il suono di “Wow”, dominato da atmosfere hard psichedeliche, è tendenzialmente cupo, a tratti claustrofobico, con linee “dark” molto marcate. I pezzi appena appena più “luminosi” si contano sulle dita di una mano, come Mi coltivo (tra i migliori dell'album), Attonito, E' solo lunedì, Rossella roll over (che, per inciso, comincia con una citazione di Ob-la-di Ob-la-da dei Beatles). Questi sono anche i brani più apprezzabili e non certo perché siano meno “dark” ma perché offrono qualche variazione rispetto all'impatto generale dell'album che alla lunga, trattandosi per di più di un doppio contenente 27 tracce, diventa un po' monocorde e evidenzia la mancanza di una direzione precisa. Poi a volte il suono si fa anche più melodico, in pezzi come Castelli per aria, Sorriso in spiaggia, Tu e Me, Nuova luce, Canzone ostinata.

Il risultato complessivo è comunque indubbiamente molto buono, soprattutto perché un lavoro come “Wow” spicca nel panorama italiano. Al quinto album, uscito a distanza di quattro anni dal precedente “Requiem”, i Verdena hanno evidentemente assorbito appieno l'esperienza risultata dalla collaborazione passata con personaggi di grande caratura del rock italiano come Giorgio Canali (CCCP, CSI, PGR) e Manuel Agnelli degli Afterhours. E, senza andare a cercare paragoni lontani (tra tutti, ci starebbero i Radiohead in versione più psichedelica, all'estremo nel bel singolo Razzi Arpia Inferno e Fiamme), proprio ai primi Afterhours, quelli di “Germi”, il suono di “Wow”è per molti versi avvicinabile. In realtà, i 27 brani di “Wow”, i cui testi sono stati tutti scritti da Alberto Ferrari, cantante e chitarrista del gruppo, che ha anche prodotto il disco, inglobano tanti riferimenti, strizzano l'occhio a generi diversi e sperimentano mescolanze tra suoni, e lo fanno anche egregiamente, ma proprio per voler inglobare tanto, il risultato è poco distintivo e poco personalizzato alla prova del doppio album. Difficile da etichettare un lavoro come “Wow” (ma questo non sarebbe certo un male) ma difficile anche da considerare come un traguardo. Semmai è un punto di partenza, di certo un punto di svolta, dal quale percorrere una strada propria.
Rossana Morriello

Verdena


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