giovedì 29 dicembre 2011

DAMO SUZUKI’S NETWORK: “Sette modi per salvare Roma” (Uscita: 2 dicembre 2011, Goodfellas)

# Consigliatissimo da DISTORSIONI

Questo cd, che segna il debutto discografico della formazione, è la testimonianza del concerto tenuto dal gruppo il 20 gennaio 2011 al Circolo degli Artisti di Roma, un set live vulcanico e febbrile che vede alcuni dei migliori musicisti italiani del giro alternativo accompagnare il cantante Damo Suzuki, che dopo essere stato la voce dei
grandissimi Can fino a “Future Days”, adesso gira per il mondo unendosi a giovani musicisti locali che lo spalleggiano nelle sue performances. Autentico vagabondo del rock, Damo Suzuki stupisce ancora oggi per l’inesauribile forza ed energia che la sua voce sprigiona, per l’effervescenza creativa, per l’attitudine libera e ribelle della sua musica, e questo cd ne testimonia in pieno la qualità. Grazie anche ai musicisti che lo circondano: Manuel Agnelli (Afterhours) al piano e al sinth, Enrico Gabrielli (Afterhours, Calibro 35) ai fiati, Xabier Iriondo (Afterhours, A Short Apnea) chitarra e un cordofono auto costruito, e Cristiano Calcagnile batterista di formazione jazzistica, che dimostrano un grande affiatamento nell’andar dietro al frenetico cantato di Suzuki. Il risultato è un free rock in cui gli strumenti volano liberi, si inseguono incessantemente in un continuo di fughe e intrecci sonori che fanno da ideale tappeto sonoro alla voce di Suzuki, roca, furibonda che si avviluppa in una sorta di continua cantilena che provoca uno strano effetto ammaliante e straniante allo stesso tempo. Quello di Suzuki è un cantare che prescinde dalla melodia, ma dalla potente forza espressiva che trasmette inesausta energia e una sfibrante forza emotiva che trova nei musicisti che lo accompagnano il perfetto complemento. Potremmo dire gli Zu che incontrano un David Thomas più rabbioso che mai e che si imbevono di sonorità kraut. Ascoltate i quasi 12 minuti della lunga e coinvolgente Alphabet Zoo, forse il brano più bello dell’album, con la voce che parte come uno spoken word sempre più ritmato e roco e gli strumenti che la seguono meravigliosamente scambiandosi di volta in volta il ruolo di coprotagonisti, dalla batteria, al piano, al flauto, alla chitarra fino ad un vorticoso e gioioso finale in crescendo, autentico inno alla libertà e all’improvvisazione. Certo il cd non può restituirci la presenza scenica dell’ex cantante dei Can, ma l’emozione di una serata di grande musica che va oltre gli steccati dei generi sì.

Ignazio Gulotta

Damo Suzuki/Goodfellas


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