venerdì 30 dicembre 2011

FAREWELL POETRY: "Hoping for the Invisible to Ignite" (Uscita: 26 settembre 2011, Gizeh Records)

# Consigliato da DISTORSIONI

FareWell Poetry è un collettivo di artisti che nasce a Parigi nel 2009 attorno all’idea di un progetto sperimentale che coniugasse insieme immagini, musica e poesia. Il collettivo, nato su iniziativa di Frédéric D. Oberland e Jayne Amara Ross cui si sono aggiunti Stéphane Pigneul, Eat Gas, Stanislas Grimbert e Colin JohnCo, dà vita ad un rock strumentale che miscela insieme minimalismo classico e sperimentazione noise in costruzioni tanto stratificate quanto delicate. Dietro una facciata shoegaze e drone si nasconde un nucleo narrativo denso e poetico che si basa sull’immaginario oscuro e sensuale di Jayne Amara Ross (che ho intervistato, qui troverete l’intervista, nella quale Jayne parla dei suoi film, della sua poesia e dei FareWell Poetry). "Hoping for the Invisible to Ignite" prende avvio da As true as Troilus, brano che dopo una prima fase narrativa, si apre ad una melodia molto malinconica e suggestiva. As true as Troilus descrive la difficoltà di vivere l’autenticità, laddove la sincerità, prima di essere un patto di fedeltà verso il proprio amante, è un patto di fedeltà verso il proprio cuore. L’ermetico ed oscuro All In The Full, Indomitable Light Of Hope (part I) introduce All In The Full, Indomitable Light Of Hope (part II) vero cuore pulsante dell’album, capace di aprirti l’animo per quella straordinaria forza evocativa che mescola insieme bellezza ed emozione in un intreccio che è davvero difficile sbrogliare. Il bianco e nero dei film super 8 e 16mm che i FareWell Poetry proiettano sempre durante le loro performance non va inteso come un’operazione esclusivamente estetica. Nell’immaginario dei Farewell Poetry c’è sempre una contrapposizione, una antitesi, un bianco e nero, in cui la verità è polarizzata tra due estremi divergenti. Non è un caso che la poetica dei FareWell Poetry prenda spesso ispirazione dalla mitologia greca, da quella sterminata raccolta di narrazioni in cui la violenza e l’oscurità sono legate a doppio filo alle leggi della necessità e dei cicli naturali. Le stagioni, di cui narra Ovidio nelle sue Metamorfosi e di cui Jayne recupera le immagini con grande forza evocativa, attingono ad una energia vitale che è spesso messa in moto dalla violenza e dalla brutalità. Un intreccio che lega insieme amore e morte (ἔρως e θάνατος), vita e violenza (βίος e βία) in un groviglio che è davvero difficile sbrogliare ed in cui non esistono scorciatoie o vie di fuga. Ogni energia creativa è sempre annodata ad un risvolto oscuro, in più delle volte tragico. Questo traspare anche nel malinconico brano di chiusura In dreams airlifted out. Ma è vero anche il contrario. Anche nei periodi ciclici di oscurità, esiste sempre una luce di speranza, una promessa di energia che si agita sotto il terreno ghiacciato. E’ questa la speranza che anima intimamente il nostro inconscio e che costituisce la bellezza appassionata e malinconica di "Hoping for the Invisible to Ignite", sicuramente uno degli album più emozionanti del 2011. Imperdibile.

Felice Marotta

Gizeh Records


Nessun commento:

Si è verificato un errore nel gadget