venerdì 30 dicembre 2011

LIVE REPORT - “Kirlian Camera + Satanismo Calibro 9“ (9 Dicembre 2011, Zoe Club, Milano)

Seconda mia tappa del Dark Tour di dicembre che mi porta allo Zoe Club per una serata quantomeno particolare se non affascinante. Arrivo in un locale che per quanto piccolo, non è ancora pieno e ho il tempo di fare un giro tra i banchi che vendono dischi di musica electro, dark et simili trovando anche alcune cose interessanti. Intorno alle 22.30 inizia il set dei Satanismo Calibro 9, collettivo a proposito
del quale ammetto la mia assoluta ignoranza, ma che mi ha stupito per la particolarità della proposta non tanto a livello “musicale”, perché qui si va ben oltre tra un personaggio vestito da prete che intona litanie distorte ed un gruppo di loschi figuri incappucciati a declamare frasi tra il blasfemo, l’irriverente e l’invito alla riflessione, mentre sullo sfondo (peccato un pò troppo lontano rispetto al pubblico) scorrono immagini tratte da documentari e films a tema sacro e dissacrante. Sono poi venuto a scoprire che questo gruppo raramente si esibisce dal vivo ed i loro dischi hanno un discreto seguito “di culto” ma, onestamente, non mi sento in grado di esprimere un giudizio che vada oltre termini tra il perplesso e l’interessante. L’evento però, almeno per il sottoscritto, è rappresentato dal ritorno a Milano dopo quatto anni, dei Kirlian Camera, lo storico gruppo ora con Elena Fossi e Angelo Bergamini membro/fondatore originale dal 1983. La band, in formazione a quattro e rigorosamente senza batteria, sale sul palco intorno alle 23.20 davanti ad un pubblico non certo numeroso, ma non per questo si risparmiano dimostrandosi dei seri professionisti e proponendo uno show che ha spaziato da loro vecchi successi quali Heldenplaz o Eclipse, piuttosto che cover di brani quali Hymn degli Ultravox o una Comfortably Numb resa davvero in pieno stile Kirlian Camera, con in primo piano una Elena Fossi davvero in gran spolvero, e senza dimenticare brani dall’ultimo lavoro del gruppo, “Nightglory” che certo non brilla per originalità all’interno della produzione della band, ma si conferma comunque un ottimo prodotto “di genere” con alcuni brani di sicuro interesse. Il sound certo non è aiutato dall’acustica del locale che impasta un po’ i volumi rendendo il tutto un po’ troppo piatto per un suono che, probabilmente, necessità di spazi più aperti per rendere al meglio. La band suona in tutto una quindicina di brani in un’ora e mezza, inclusi gli encore che li hanno visti entrare ed uscire dal backstage per ben tre volte, richiamati a gran voce da un pubblico che, per quanto sparuto, non ha disdegnato gli apprezzamenti nei loro confronti. Ecco, la seconda tappa del tour è terminata, torno a casa soddisfatto per aver potuto osservare un mito della musica italiana probabilmente più riconosciuto all’estero che in casa nostra (ma non è l’unico caso) in perfetta forma e in un contesto “intimo” che sicuramente meriterebbe una cassa di risonanza maggiore ma sì sa … siamo in Italia!

Ubaldo Tarantino
Video di Ubaldo Tarantino
Foto di Viola Violetta


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