venerdì 9 dicembre 2011

THEE OH SEES/TOTAL CONTROL: “Split 12” (Uscita: 24 ottobre, Castle Face)

Ancora loro? Sì, ancora loro. Questa volta insieme ai Total Control in uno split 12” inciso per la Castle Face Records etichetta attiva dal 2007, gestita dallo stesso John Dwyer (Thee Oh Sees) in pura filosofia Do It Yourself in compagnia del socio Brian Lee Hughes. La Castle Force oltre a testimoniare alcune interessanti rivelazioni dal sottobosco californiano, vanta qualche pubblicazione particolare tra cui ovviamente Thee Oh Sees, ma anche nomi come The Fresh and Onlys e Ty Segall. Dei primi in questione vi abbiamo già parlato su queste pagine, e quindi che aggiungere sui 4 brani qui presenti, se non che si tratta di pezzi già conosciuti ma rivisitati in alternative takes. Corrupted Coffin, e AA Warm Breeze ufficialmente su “Castlemania”, Dead Energy su “Dog Poison” del 2009 e Blood in your ears pubblicato su 7”, che qui risultano ulteriormente deturpate, accelerate o rallentate, mantenendo in egual misura le aspettative. Di tutt’altra pasta, sebbene abbiano alcuni punti in comune, i Total Control sono invece una band australiana da Melbourne, hanno debuttato con un album, "Henge Beat", proprio quest’anno, che si è fatto apprezzare per il sound appesantito in stile garage-punk seventies, misto a suoni synth e atmosfere dark-wave inglese anni ‘80, capace di gettare un ipotetico ponte tra i Wipers e i Wire. Emersi da quel focolaio del nuovo continente che ha già attirato l’attenzione di etichette come In The Red, Hozac e Goner (per la quale i TC hanno anche inciso un 7”) tra cui, nomi forse più conosciuti come UV Race, Eddy Current Suppression Ring, Naked on the vague, Super Wild Horses, Slug Guts, da un po’ di tempo si stanno facendo portavoce di una sorta di nuova scena post-garage. Anche per i Total Control, lo spazio concesso in questo split è di 4 brani, sonoramente più corposi e analogici rispetto al trattamento più freddo riservato all’album, che li riconfermano come una delle realtà più interessanti provenienti da quelle parti. Quattro boccioli neri germogliati dai semi dei Birthday Party e bagnati dalla pioggia sacra dei The Church come solo le dune dello Strzelecki potevano regalarci.
 Federico Porta


Castle Face Records


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