martedì 15 novembre 2011

LIVE REPORT- “BOB DYLAN E MARK KNOPFLER Never Ending tour”, 11 novembre 2011, Firenze, Mandela Forum

Uno dei tour più attesi non solo di questo 2011 ma di questo nuovo secolo era quello che vedeva Bob Dylan in tour con Mark Knopfler, suo comprimario oltre che produttore in passato in particolare nell'ottimo "Infidels" (1983). Davvero sorprendente il modo in cui i mass media hanno presentato l'evento, cito testualmente a caso: "due mostri sacri in Italia", "una super accoppiata" ,"sono due maestri, due innovatori","Dylan Knopfler super-coppia arriva in Italia""Mark Knopfler, una delle chitarre rock
più influenti degli ultimi trent’anni", "Dylan dividerà il palco con colui che è considerato il più grande chitarrista al mondo" (sigh!) e via bestemmiando. Con tutto il rispetto per il musicista di Glasgow, che ci ha donato sì 3-4 albums di tutto rispetto con i Dire Straits ma il tutto risale agli anni 80, dopo di che sciolta finalmente la band si è imbarcato in una desolante carriera solista con pochi picchi, il bel soundtrack di "Local Hero" (1983) e molte cadute di stile, con un sound ed una verve compositiva anonima e banale, insomma se avesse appeso la chitarra al chiodo sarebbe stato un gran sollievo per (quasi) tutti. Tutto questo per sottolineare che accostare anche solo minimamente i due rappresenta una cecità musicale assoluta, visto che nel caso del menestrello di Duluth stiamo parlando del più grande compositore in assoluto della storia della musica rock con buona pace degli accaniti fans di Lennon-Mc Cartney. A peggiorare le cose gran parte del numeroso - la data di Firenze non era sold-out - pubblico presente, che magari non voleva sapere niente di scalette ed anticipazioni, pareva sconcertato nell'apprendere di due set separati, con più o meno lo stesso minutaggio, mentre tanti pensavano ad un concerto con backing band il gruppo di Mark integrato con strumentisti di Dylan. Detto questo il sottoscritto si è dovuto sorbire 70 minuti del soporifero set dell'ex Dire Straits, in pratica un' unica suite spezzettata in 10-12 canzoni tanto si assomigliavano le songs, chiamiamole così, l'una con l'altra: Mark veniva accolto da gridolini di giubilo dei più giovani aficionados, pronti ad eccitarsi alle due uniche canzoni in scaletta della famosa band, ed altrettanto ed incredibilmente rapidi nel defilarsi al termine della sua esibizione. Preso atto e non tanto sorpreso ormai dell'arretramento culturale del nostro paese, tutto contento del guadagno di 5-6 file in avanti, mi apprestavo a gustare il set del maestro Zimmerman, con qualche timore riguardo alla durata dell'esibizione, che poi sarà di circa 90 minuti. Lo show iniziava alla grande con Leopard-Skin Pill-Box Hat, una delle 14 perle che hanno fatto di "Blonde on Blonde" uno dei migliori dischi della storia del rock, versione molto bella con Mark Knopfler fortunatamente non molto invadente. L'ex Dire Straits si faceva da parte dopo i primi tre pezzi, con grande delusione dei suoi fans, chissà forse qualcuno di loro pensava pure che gli spettasse cantare le canzoni di Bob, così eravamo a posto: misteri degli italiani, un popolo che non capirò mai. Liberatosi della zavorra Dylan quasi per magia alzava di molto il tono del concerto, nonostante il perenne mal di schiena che lo costringe a sedersi dietro le tastiere invece di imbracciare la sua preziosa chitarra che stasera ha usato molto raramente. I pezzi si susseguivano senza che la gran parte dei presenti riuscisse a riconoscerli, tipico delle esibizioni di Dylan degli ultimi decenni, del resto l'uomo di Duluth se ne è sempre fregato altamente di pubblico e critica riguardo al suo modo di eseguire e riarrangiare i suoi classici; riarrangiare si noti bene, non stravolgere o rovinare, come ho letto con grande stupore in altri articoli. La band del tour 2011 è formata dai fidi Stu Kimball alle chitarre, Donnie Herron, violino ed acustiche varie, Charlie Sexton alla chitarra, Tony Garnier al basso e George Receli alla batteria, una band di tutto rispetto perfetta per accompagnare senza particolari virtuosismi le gesta del nostro. Con Zimmerman alle tastiere in versione Al Kooper leggendario dei sixties - ok il paragone stavolta è impietoso per Bob - lo show si librava in cielo mandando in estasi chi scrive e tutti quelli che amano la musica buona, la grande musica, ovvero quella con la M maiuscola. Con l'enorme quantità di capolavori incisi nella sua straordinaria carriera, è stato facile per Dylan proporci una metà concerto ed un finale con i fuochi di artificio: scorrevano fantastiche le lunghe Desolation Row e Ballad of a thin man, poi l'immancabile Highway 61, una All along the watchtower arrangiata alla maniera di Bono e gli U2 e la conclusione che tutti aspettavano con Like a rolling stone, che con infinita tristezza mi è sembrato l'unico pezzo che conoscevano tutti, e meno male che stavolta hanno risparmiato gli accendini accesi. La voce di Mr Zimmerman non è nè sarà più quella dei sixties, forse il pubblico che dice 'non sa più o non ce la fa più a cantare' non se ne rende conto, sarebbe come dire che ora Tom Waits, al quale il Dylan anni 2000 vocalmente un pò assomiglia, è troppo roco mentre prima aveva la voce più pulita ed era migliore, insomma una grande bestialità. Per il mio giudizio finale riprendo con grande piacere le bellissime parole che il bravo Maurizio Galasso ha usato pochi giorni addietro per commentare l'altro splendido concerto di Crosby & Nash a Milano: 'un evento (per metà) destinato a incidersi indelebile nella mente e nell’anima'.
E così ancora una volta il profeta del Minnesota è sceso sulla terra per seminare il verbo, finchè madre natura ce lo conserverà in queste condizioni saremo meno soli in questo meraviglioso mondo chiamato musica. Dedicato alla dolce Cate, dylaniana e "dylaniata" come me dalla nascita, che il tuo spirito voli sempre alto.
Ricardo Martillos

Foto di Ricardo Martillos


La scaletta del concerto di BOB DYLAN:


Leopard-Skin Pill-Box Hat
Girl From The North Country
Things Have Changed
Spirit On The Water
Honest With Me
Tangled Up In Blue
The Levee’s Gonna Break
Desolation Row
Highway 61 Revisited
Forgetful Heart
Thunder On The Mountain
Ballad Of A Thin Man
All Along The Watchtower
Like A Rolling Stone

Durata concerto: 1 ora e mezz.




7 commenti:

Anonimo ha detto...

"visto che nel caso del menestrello di Duluth stiamo parlando del più grande compositore in assoluto della storia"

Ahahahahahahahahahahahahahahahahahaha

Rido per non piangere! Va bene essere musicalmente ignoranti ma qui si esagera!

Pasquale ' wally ' Boffoli ha detto...

Allora signor ANONIMO, sono il direttore artistico di DISTORSIONI: prima di tutto quando si fa un commento, quando non si ha nulla da nascondere, ci si qualifica: nel tuo caso facciamo giusto un'eccezione e moderiamo il commento perché mi premeva risponderti. Se poi ti vorrai qualificare almeno con un nome del cazzo ci farà piacere! E' chiaro che l'autore dell'articolo si riferiva nell'affermazione non alla musica contemporanea, al jazz, all'elettronica o alla classica, ma alla storia del rock! Se tu caro anonimo non sei d'accordo sul fatto che Bob Dylan sia il più grande compositore della storia del ROCK sono cavoli tuoi, io la penso nella stessa maniera: non credo che ci sia stato nella storia del rock un songwriter così significativo, liricamente completo ed influente come Dylan

Anonimo ha detto...

Ricardo Martillos says:
"se questo anonimo (complimenti per il coraggio di non firmarsi...) non sa leggere non è colpa mia, magari ti consiglio un buon ottico, a Firenze dove abito ce ne sono tanti, mi sembra ci sia scritto " che nel caso del menestrello di Duluth stiamo parlando del più grande compositore in assoluto della storia della musica rock " ROCK ovvio, poi il jazz avrà Davis e Coltrane, la classica Beethoven ecc... da quando in qua poi avere preferenze per una persona al posto di una altra equivale ad essere ignoranti? "

luca terenzani ha detto...

Io son d'accordo nel dire che Dylan sia un grande personaggio musicale e abbia scritto gran parte della musica degli anni 70/80 ma,siccome sono un fan di Knopfler e al concerto di Firenze c'ero a 5 metri dal palco, quando mi sento dire da Ricardo Martillos o chi per lui che Knopfler e' soporifero e le sue canzoni son tutte uguali e che forse era meglio che appendesse la chitarra al chiodo allora mi chiedo cosa avrebbe dovuto fare Dylan ,visto che fa canzoni con 20 strofe che si ripetono all'infinito e poi, sinceramente, chi parla cosi' di un artista come Knopfler universalmente riconosciuto dalla critica e dal pubblico con tour con mostri sacri come Clapton ,Sting,James Taylor,Chet Atkins ,Paul Mc Cartney ,Tina Turner e via dicendo ,vuol dire che e' pro prio un ignorantello da 4 soldi , oche non capisce nulla di raffinatezza o espressivita' di uno strumento come la chitarra ,che solo chi lo suona davvero puo' rendersi conto di quanta magia ci sia nel suo modo di suonare.Non pretendo che ,chi ha scritto queste fesserie su Knopfler mi capisca o cambi il suo parere, ma almeno abbia la decenza di sporcare i fogli delle pagine web in privato e non firmandosi pure che non e' proprio il caso!
Luca Terenzani

luca ha detto...

Io son d'accordo nel dire che Dylan sia un grande personaggio musicale e abbia scritto gran parte della musica degli anni 70/80 ma,siccome sono un fan di Knopfler e al concerto di Firenze c'ero a 5 metri dal palco, quando mi sento dire da Ricardo Martillos o chi per lui che Knopfler e' soporifero e le sue canzoni son tutte uguali e che forse era meglio che appendesse la chitarra al chiodo allora mi chiedo cosa avrebbe dovuto fare Dylan ,visto che fa canzoni con 20 strofe che si ripetono all'infinito e poi, sinceramente, chi parla cosi' di un artista come Knopfler universalmente riconosciuto dalla critica e dal pubblico con tour con mostri sacri come Clapton ,Sting,James Taylor,Chet Atkins ,Paul Mc Cartney ,Tina Turner e via dicendo ,vuol dire che e' pro prio un ignorantello da 4 soldi , oche non capisce nulla di raffinatezza o espressivita' di uno strumento come la chitarra ,che solo chi lo suona davvero puo' rendersi conto di quanta magia ci sia nel suo modo di suonare.Non pretendo che ,chi ha scritto queste fesserie su Knopfler mi capisca o cambi il suo parere, ma almeno abbia la decenza di sporcare i fogli delle pagine web in privato e non firmandosi pure che non e' proprio il caso!
Luca Terenzani

Pasquale ' wally ' Boffoli ha detto...

Carissimo Luca Terenzani, prima di tutto grazie per esserti firmato e qualificato, visto che sono tanti gli Anonimi che commentano i gli articoli di DISTORSIONI. Capisco benissimo il tuo disappunto ed in un certo qual modo lo condivido apprezzando anch'io da sempre le grandi doti (anche di compositore) di Mark Knopfler; ti dirò di più: non condivido assolutamente il giudizio 'distruttivo' di Ricardo Martillos riguardo Knopfler. Tuttavia, come direttore artistico ed editore di DISTORSIONI mi sono sempre riproposto il rispetto delle opinioni dei miei collaboratori, anche ove fossero lontane o lontanissime dalle mie. Questo significa che su DISTORSIONI é molto probabile che prima o poi tu possa trovare un articolo sul bravissimo Knopfler di segno diametralmente opposto a quello di Martillos. In questo magazine vige l'assoluta libertà di esprimere pareri 'critici' anche molto diversi, naturalmente motivandoli sempre! Ti risponderà ad ogni modo in questa sede anche l'autore dell'articolo, cui segnalo subito il tuo 'appassionato' commento. Ti ringrazio davvero molto per esserti fatto sentire, da noi troverai sempre interlocutori attenti e disponibili al dialogo 'civile. A presto

wally boffoli

Ricardo Martillos ha detto...

Confesso che quando ho scritto il pezzo sul concerto mi aspettavo reazioni forti dai numerosi estimatori
dell'ultimo Knopfler, a quanto pare e visto con i miei occhi a Firenze sembrerebbero più numerosi di quelli
di Bob Dylan. Certo è strano il mondo, qui in Italia in particolare, sia che si parli di politica, calcio, donne od anche del tempo si trova sempre il modo di bisticciare e venire a discussioni anche sulle cose più banali. Allora mettiamo i puntini
sulle I: Intanto non capisco perché per commentare un pezzo si ricorra alle offese, e sono 2 in 2 commenti; mi sono
beccato un "Va bene essere musicalmente ignoranti ma qui si esagera!! dall'anonimo ed adesso "ignorantello da 4 soldi che non capisce nulla di espressività blah blah bah…" insomma sempre ignorante resto….strano però.. pensavo che dopo 4 decenni ad ascoltare rock (chissà se luca può dire lo stesso) qualche cosa fossi riuscito ad assimilare
ma forse mi sbagliavo, grazie a l. per avermi aperto gli occhi, forse anche le orecchie a quanto pare.
Sì mi sbagliavo a considerare capolavori FREEWHEELIN BOB DYLAN, BRINGING IT ALL BACK HOME, HIGHWAY 61 REVISITED, BLONDE ON BLONDE ecc ….sono tutti dischi mediocri e tutti sono usciti degli ANNI 60' perché come dice luca "Dylan ha scritto gran parte della musica (che cosa vuol dire non si sa…) degli anni 70/80 (sigh!!) si vede lo conosce proprio bene.. a memoria direi.. Tutti I dischi che ho menzionato (e ce ne sarebbero altri ma l'elenco è troppo lungo) Mark Knopfler non li comporrebbe nemmeno se campa 100 vite, e questo se permetti non è un giudizio mio personale ma universalmente riconosciuto da tutti o sto vaneggiando? Ha dato come ho scritto il meglio di sè con i Dire Straits, di cui ho tutti i dischi se può interessare e tanto per far vedere che non sono prevenuto e imparziale, ma da quasi 30 anni si barcamena stancamente tra dischi insulsi o poco più, e sono convinto che anche i più non ricordino una canzone degna di nota da quando si esibisce come solista. Sarà bravo a suonare la chitarra ma per me la TECNICA non è mai stata nè mai sarà sinonimo di grande musica(la composizione è un altra cosa) altrimenti i vari Steve Vai, Satriani, Petrucci sarebbero i nuovi Hendrix…preferisco "20 strofe ripetute all'infinito di Dylan" a tutto questo..se poi a me la sua esibizione a Firenze non è piaciuta che dovevo fare e dire? Come fanno critici delle riviste ruffiane che non vogliono farsi nemici e parlano bene di tutto e di tutti per non scontentare nessuno o essere sincero ed esprimere un opinine? Nonostante in questo paese si susseguono governi reazionari esiste sempre la libertà di parola ed io intendo sfruttarla per dire la mia, se qualcuno non è d'accordo non c'è bisogno di dare addosso con affermazioni così pesanti, ci sono modi più civili di esprimersi ma che a quanto pare stanno scomparendo dalla vita di tutti i giorni. Mi fa ridere anche " Ricardo Martillos o chi per lui" perché non dovrei essere io? io non sono un codardo che si nasconde come l'altro lettore in un anonimo ma mi firmo e me ne vanto, le "fesserie" sono la MIE opinioni, IO le scrivo e le continuerò a scriverle per Distorsioni quante volte vorrò perchè come ha detto il nostro Direttore da noi i vige LIBERTA' E RISPETTO per tutti…

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