domenica 1 gennaio 2012

ANDRE WILLIAMS and the GOLDSTARS: “Nightclub” EP (Uscita: 13 dicembre, Pravda Records)

# Consigliato da DISTORSIONI
Nonno è tornato. Dove fosse stato possiamo ben immaginarlo, le passioni del vecchio porco non vanno molto oltre le donne, gli abiti eleganti, le donne, il bourbon, le donne, i sigari e.. le donne. Ah, certo, anche il vecchio e autentico rhythm’n’blues. Ed è così che di tanto in tanto, in momenti come questi ripesca la sua dentiera da dentro il bicchiere e
accompagnato da una gang di teppistelli che potrebbero essere i suoi nipoti, si ripresenta per ricordarci i “sani” valori della vita. In vari si sono alternati nel ruolo di backing band; non dimentichiamo (e come potremmo?) Mick Collins e Dan Kroha per quell’album sensazionale che fu “Silky”a segnare la sua svolta “punk”, ma anche Countdowns, Green Hornet, Compulsive Gamblers, Sadies, The Diplomats of Solid Sound, e sono solo alcuni. Questa volta è il turno dei Goldstars da Chicago. Così come per R.L. Burnside, Rufus Thomas, Andre Williams è un altro dei tanti riferimenti che le nuove generazioni di revival bands hanno riportato in auge da un passato nel quale molto probabilmente sarebbero rimasti sepolti, magari cercando di sopravvivere in qualche roulotte abbandonata, arrangiandosi con qualche sporadica apparizione in bettole maleodoranti. E allora, dopo più di 50 anni di onorata carriera, lasciamo che si goda questa meritata gloria. Anche se negli ultimi tempi ha più che altro riproposto una non sempre convincente parodia del mito di se stesso (come pure per il singolo remake Fight for your rights dei Beastie Boys, e It’s a long way to the top degli Ac/Dc sempre con i Goldstars, in cui si gioca la carta della cover inaspettata à la Johnny Cash ma con esiti meno sorprendenti), la sua è sempre la lezione di uno che quella strada, non solo l’ha percorsa, ma ha contribuito a tracciarla. Quest’ultimo “Nightclub”, Ep di 5 brani risolleva le sorti del vecchio. Sebbene al suo passaggio lasci una scia di profumo di marca a cui non eravamo proprio abituati, è sempre capace di sollevarci il morale, guidando la nostra immaginazione tra fumosi locali notturni, lap dancers, banchi appiccicosi  arginati da scomodi sgabelli, e ormoni in giostra. I Goldstars garantiscono il loro valido sostegno in maniera energica quanto serve, insieme ad una sezione fiati di due elementi che dona un tocco di swing ‘n’ soul raffinato e sfarzoso, mentre la classe inconfondibile della voce del godfather conquista ancora una volta. Andre Williams è come il rock’n’roll, lo guardi in faccia, e come puoi prenderlo sul serio? It’s only Andre Williams but I like it.
Federico Porta






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