martedì 3 gennaio 2012

The Drift: “Blue Hour” (Uscita: 4 Ottobre 2011, Temporary Residence)

“Blue Hour”, terzo full-length dei californiani Drift, è un album indelebilmente segnato dalla perdita del trombettista ed amico Jeff Jacobs. La presenza di Jeff si avverte in quasi tutti i brani dell’album, in quelli che risaltano per l’assenza di quel groove avvolgente che caratterizzava i precedenti lavori (chi ha dimenticato le atmosfere di “Memory Drawings”?), in quelli invece dedicati espressamente all’amico perduto. Senza Jeff Jacobs,
il suono di “Blue Hour” si sviluppa necessariamente per sottrazione. Abbandonate quasi del tutto le sonorità dub and jazz, Danny Grody (chitarra/tastiere), Rich Douthit (batteria) e Trevor Montgomery (basso) accentuano il carattere ipnotico del loro sound attraverso ritmiche ossessive e dilatazioni esasperate. L’album inizia con il groove incalzante ed ripetitivo di Dark Passage che rievoca le immagini noir in bianco e nero dell’omonimo film con Humphrey Bogart e Lauren Bacall, mentre Bardo I (e successivamente Bardo II) sviluppano un ambient molto minimale ed ascetico, una sorta di esperienza intermedia tra due vite terrene. Le immagini cinematiche ed i ritmi martellanti sono ripresi in Horizon e successivamente in Continuum, mentre The Skull Hand Smiles/May You Fare Well e la conclusiva Fountain sviluppano sonorità diluite e spacey che sembrano fluttuare indefinitamente. Un album che non delude.
Felice Marotta


Temporary Residence




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