venerdì 16 dicembre 2011

LIVE REPORT - "Richard Buckner & Sacri Cuori" (14 Novembre 2011, Social, London)

Un qualunque lunedì invernale londinese. Un freddo pungente e una certa strana quiete. In fondo a un dedalo di viuzze buie, non molto lontano dalle luci brillanti di natale delle arterie principali del centro, la luce soffusa di un locale. Entriamo. Un lungo corridoio con un bar e poche persone al bancone. Nel sottosuolo ci sono molte piu’ persone e un palco in fondo a un altro lungo corridoio. Tavoli di legno,
muri in cemento e enormi vetrate che salgono fino al marciapiede. Serata speciale stasera al Sociale, é la seconda tappa londinese sold out del poeta maledetto dell’alternative country: Richard Buckner uno dei piu’ rinomati cantautori americani, idolatrato da un seguito di fans aggueriti e venerato da numerosi musicisti americani come Bon Iver, Calexico, Marc Ribot, David Grubbs, Steve Shelley (Sonic Youth) che hanno collaborato con lui a piu’ riprese durante la sua carriera. Dapprima c'e’ stato un coinvolgimento in un’indagine a causa di omicidio, “vai via da New York per vivere una vita tranquilla e hai la sfortuna di scegliere la casa proprio nel punto dove la mafia fa sparire i corpi”, come Richard ci dira’ durante la serata. Poi il suo impianto va in panne durante la registrazione del disco. Trovando nuove fonti d’ispirazione, riprende a lavorare al disco un po’ piu’tardi e invita a collaborare per il suo album Steve Shelley, il batterista dei Sonic Youth e l’inventore della pedal steel guitar Buddy Cage. Le tracce sono finalmente pronte ma il computer contenente tutti i mix per il nuovo disco viene rubato. Richard impassibile, anche contro il fato avverso si rimette al lavoro realizzando finalmente le nove tracce per il suo nuovo disco “Our Blood” che vedrà la luce la scorsa estate, un gioiellino musicale. Non soltanto Richard Buckner é un fine chitarrista ma anche un talentuoso scrittore che riesce a creare della poesia e a vedere speranza anche sull’orlo del baratro, quando tutti gli altri “hanno abbandonato la barca”. Una rabbia latente alla quale aggrapparsi per sentirsi ancora vivi quando il destino ci volta le spalle. Per questo tour Europeo, Richard Buckner si fa accompagnare dagli italiani Sacri Cuori che aprono anche i suoi concerti. Una band che riesce a miscelare con delicatezza folk, blues e psichedelica. Avevano già esordito un annetto fa con il prezioso “Douglas and Dawn” registrato tra Tucson e Bristol con la collaborazione tra gli altri di Calexico, Howe Gelb, James Chance, Marc Ribot e John Parish. Dopo questo tour saranno in studio con Dan Stuart (ex Green on Red) e Hugo Race. Stasera, piu’ che un concerto, sembra di stare in un salotto tra amici, Richard racconta al pubblico aneddoti della sua gioventu’: episodi di vita vissuta tra amori e motociclette che ricorda con lieve nostalgia. Assaporiamo tutti gli istanti di questa scaletta che s’incentra per meta’ sull’ultimo disco “Our Blood” e per meta’ sulla sua discografica precedente. I Sacri Cuori si rivelano essere un’ottima band di supporto, aggiungono e ricamano musicalmente attorno alla poesia di Richard Buckner. Al Social, rimaniamo tutti ipnotizzati da questo menestrello americano che si mette a nudo davanti a noi, “sono una persona semplice e diretta e non mi piace fingere” ci aveva detto prima del concerto. E si continua con pezzi come Ed’s song dal suo omonimo cd e Gauzzy Dress dal suo primo album “Bloomed” del 94. Alcuni di noi che hanno seguito Buckner da tanto tempo vorrebbero che scavasse ancor di piu’ nella sua vecchia discografia ma per lui, che guarda al futuro, le vecchie canzoni appartengono al passato, “un po’ come andare a rileggere i vecchi diari mi imbarazza”. Il concerto, dai tratti onirici, si chiude con la splendida “A chance counsel”. Gli animi si commuovono, gli occhi luccicano. Per il bis, Richard ritornera’ sulla scena da solo con la sua chitarra acustica per una cover di Candy-O dei Cars. Usciamo dal Social ancora permeati dalla delicatezza delle note di questa magica serata.
Myriam Bardino


Foto 1-3-4 e video 1 di Myriam Bardino


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