mercoledì 14 dicembre 2011

CRYSTAL STILTS: “In Love with oblivion” (Uscita: 12 Aprile 2011, Slumberland)

# Consigliatissimo da DISTORSIONI

In un periodo di stallo del rock e mancanza di nuove idee, New York torna a far riecheggiare, attraverso un nugolo di band abbigliate con pants infilati in stivali da pompiere, t-shirt alla marinara e occhiali neri fasciati, lo spirito sovversivo ed unitario del mitico CBGB's, in cui proliferavano e trovavano spazio le voci dell’underground, in cui troneggiava il santino dei Velvet Underground o la variopinta pop art
di Warhol come manifesto guida, come intoccabile fonte di riferimento. Un vero e proprio revival, più o meno ispirato, fatto di sonorità contaminate o ‘liberamente tratte’ dai più svariati generi, che se da una parte consola i più nostalgici al culto, dall’altro alimenta la sensazione di un decesso avvenuto da tempo e dal quale difficilmente si potrà risorgere. Tra i migliori ‘riesumatori di cadaveri', si sono imposti all'attenzione i Crystal Stilts. In realtà nel loro caso parlare di semplice ripescaggio appare veramente riduttivo. Sarebbe forse meglio attribuirgli la dote innata di creare un suono ipnotico, trascinante, delicatissimo e intimista facendo ricorso ad un uso sapiente quanto istintivo e viscerale di dosaggi sempre perfettamente equilibrati e di alchimie prodigiose nelle loro ricette. Con il loro ultimo lavoro, “In Love With Oblivion”, continuano a tessere questa magica atmosfera incantata e rarefatta, se vogliamo con minori asperità e maggiore spessore del pur altrettanto bello “Alight Of Night” (2008). Capaci di buttare nel calderone dal garage alla psichedelia psicotica, richiami surf, abrasioni lo-fi, noise pop e dark wave, senza lasciarsi invischiare nella solita zuppa, o nel solito pappone, pesante e indigesto del già visto e del già sentito. Dall’invocazione di Lucifer Sam della meravigliosa Sycamore tree, ai Feelies in sottovuoto di Shake the Shackles. Dalla giostrina carillon di Precarious Stair, spruzzata di romanticismo, alla Run Run Run di velvettiana memoria della conclusiva Prometheus at Large, ci si immerge in un’evocazione di spiriti affini, si ritrova l’orgoglio del passato ma senza alzare vessilli. La verità è che possiedono il segreto di preparazione della pozione magica i Crystal Stilts, stanno portando avanti un loro progetto di incontestabile crescita, sono bravi e sanno conquistare. In questa seconda prova il loro umore settembrino e un po’ cupo dilaga verso sfumature di ariosa leggerezza, si aggiungono testi immaginifici e surreali che ben si sposano col rumore bianco del gruppo, impreziosito in misura maggiore dalle tastiere e dall’organo dell’ottimo Kyle Forester, che fornisce un tappeto di velluto al paesaggio sonoro sognante che si dipana.
Le melodie perdono in parte i toni d’ombra rispetto al passato per snodarsi in acquerellate lievi di colore che mescolano in completa armonia i toni caldi e quelli freddi. La fuzzante, iper-catchy Through the floor, la spensieratezza ye-ye di Silver sun o la fresca e super ballabile Half a Moon con i suoi coretti contagiosi e spumeggianti ne sono la più lampante testimonianza. La loro parte più umbratile e spettrale fa capolino nell’abulica ballata romantica Flying in to the sun, giocata sulla dicotomia tra voce svogliata di Hargett e chitarre sfavillanti, e nella fosca e ovattata Alien Rivers, lenta, ipnotica, evocativa. Si tratta tuttavia di sprazzi che si snodano in un libero fluire. Di un percorso incantato che sa porre il proprio sguardo in vari oblò, che sa cogliere diverse angolazioni e prospettive ma non cade mai nell’indugio inquietante e morboso. I Crystal Stilts si sono guadagnati un posto sulla luna, un mondo oltre (bellissima la space cover) fatto di stelle monocromatiche e palle di cristallo. Da lassù, la Invisible City che si rivela ai loro occhi è quella che conserva intatto il prodigio del CBGB’s, i colori acidi della Factory, quella che ci ha regalato personalità e suoni eletti.
Antonio De Luca

* Un ringraziamento particolare spetta a Romina Baldoni, per la sempre ispirata e ispirante, nonché fondamentale collaborazione

Slumberland Records
Crystal Stilts



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