sabato 13 agosto 2011

MUSICA -SOCIETA'-MEDIA: "Arte, Sogno e Psicoanalisi"

La storia dell’ arte, dice lo psicoanalista Otto Rank, è la storia della liberazione dell’inconscio. Ogni opera d'arte è, così come il sogno, l'adempimento velato di un desiderio represso, rimosso, e i desideri consistono nel formare il momento ideale dell'opera d'arte (www.antoniobellanca.it). L’arte, dice Lacan, è la difesa del desiderio dalla bruttezza del reale. La funzione sociale dell’arte, se può essercene una, è la stessa del sogno: esprimere l’inesprimibile.
Inesprimibile, perché censurato (rimosso): allora l’arte, come il sogno, aggira le proibizioni mediante il simbolismo. Inesprimibile perché non si hanno le parole per farlo, e allora si usano le metafore e la contaminazione dei linguaggi. L’artista, il creativo, è colui che sa utilizzare le sue immagini inconsce, diversamente dal folle che ne è usato.

Sparklehorse: Getting it Wrong


L’arte realista non può esistere: realtà è solo quello che vediamo dalla finestra, e anche allora non possiamo essere sicuri che i sensi non ci ingannino.
L’artista che si dichiara realista è l’autentico cialtrone, spesso è un mediocre mestierante, o un cinico alla Celine o Von Trier, che si siede a tavolino per mostrarci quanto è cattivo e poi spara col fucile ad acqua. I veri grandi che sono stati definiti realisti, gli Henry Miller, i De Sica, i Loach, ad un’ analisi attenta si nota come trasfigurino la realtà nel mito, nella favola, nel genere. Ma gli artisti più grandi sono coloro che ci hanno rivelato il loro mondo interiore, la propria visione. Un’ opera visionaria o fantastica si rivela essere assolutamente sincera.

Sparklehorse: See the Light

Alfredo Sgarlato

Nelle foto, dall'alto in basso, da sinistra a destra: Otto Rank, Jacques Lacan, Lars Von Trier, Ken Loach

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