domenica 14 agosto 2011

"PSICOANALISI AL FEMMINILE"

La psicoanalisi è, tra le discipline umane, quella che ha raggiunto più presto la parità tra i sessi. Fin dagli inizi il mondo psicoanalitico venne frequentato da forti personalità quali la scrittrice Lou Salomé, amica di Nietzsche e amante di Mahler e poi di Rilke.
Chi era questa donna dal fascino irresistibile che riesce ad entrare nelle grazie, anzi, a far perdere completamente la testa, alle menti più illuminate del suo tempo? Era una donna completamente diversa dallo stereotipo del tempo. Era bella? Sì,

stando alle fotografie che di lei ci sono pervenute: alta, bionda, occhi stupendi e labbra indimenticabili, altera e soave, con una intelligenza inquieta, temeraria, con una cultura disordinata ma ampia e un temperamento eccezionale, accende passioni per allontanarsi quasi sempre ai primi guizzi di fiamma, attraente e pericolosa.
Nel saggio 'L'umano come donna' lei difese l'autonomia e la libertà delle donne, anche se in un passo scrive: "La donna deve assoggettarsi all'uomo con umiltà, spontaneamente e prontamente”. Era convinta che la donna avesse una forza interiore superiore rispetto all’uomo, tale da poter esercitare pienamente entrambi i ruoli. Lei stessa cercò di vivere la sua vita secondo questo convincimento, rendendosi conto che stava solo anticipando i tempi. La sua intensa attività intellettuale la portò a spostarsi spesso nelle grandi città d’Europa dove si respirava lo spirito di fine secolo e soprattutto a conoscere uomini che rimarranno pietre miliari del suo percorso intellettuale (http://philohanna.blogspot.com).


The Velvet Underground: Venus in Furs

Grande l’importanza teorica e non solo della figlia di Freud Anna e di Melanie Klein, che dopo il grande padre Sigmund è la persona che ha portato il maggior numero di innovazioni teoriche e cliniche. Anche in Italia, appena si formò una società di psicoanalisi, negli anni ’30, questa vide tra gli undici fondatori Margherita Tomasi di Lampedusa, moglie del grande autore del 'Gattopardo'. Va ricordato che nel 1938, grazie alle ignobili leggi razziali, la Società fu sciolta d’autorità e molti suoi membri costretti all’esilio. Nel dopoguerra molte donne hanno dato un importante contributo allo sviluppo di questa disciplina: ricordiamo Hanna Segal,importantissimi i suoi studi sulla creazione artistica, Karen Horney, nota per i suoi studi sociali, Selma Fraiberg, Catherine Chabert, Margaret Mahler e molte altre.
The Velvet Underground: There She Goes again

É sulla Mahler che è interessante soffermarsi. Sebbene fosse una grande psicoanalista soffrì per gran parte della sua vita di un terribile complesso di inferiorità, che si manifestava nell’impossibilità di guardarsi allo specchio, benché fosse, a detta di chi la conobbe, di una bellezza sconvolgente. L’origine del suo complesso pare fosse dovuta al fatto che, studentessa prodigio fin da piccola, era stata l’unica ragazza ebrea e borghese ammessa in un prestigioso liceo dove erano tutti maschi ricchi e “ariani”. Da ciò derivava quel sentimento di esclusione destinato a ripetersi quando, entrata nel mondo della psicoanalisi, fu il primo membro del club che non aveva fatto l’analisi didattica con Freud in persona ma col suo allievo Ferenczi. Ci vollero molti anni di successi clinici e teorici perché Margaret, che è stata una dei maggiori studiosi del rapporto madre-bambino, iniziasse ad accettarsi finché, una volta anziana, dopo aver ricevuto un importante riconoscimento culturale, riuscì finalmente a guardarsi allo specchio.

The Velvet Underground: I'll be your Mirror

Alfredo Sgarlato

Foto, dall'alto in basso, da sinistra a destra: Lou Salomé, Anna Freud, Melanie Klein, Hanna Segal, Margaret Malher

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