lunedì 15 agosto 2011

BON IVER: “Bon Iver” (2011, Jagjaguwar/4ad)

Si presenta con una meravigliosa copertina a cura dell'artista Gregory Euclide il nuovo lavoro discografico di Bon Iver alias Justin Vernon. Gli è bastato un solo disco per entrare a far parte del circuito dei nomi piu importanti del circuito folk alternativo, un semplice esordio per diventare uno dei personaggi più attesi di questo 2011. Era il 2007 quando veniva pubblicato autonomamente "For Emma, Forever Ago", che venne in seguito distribuito
nel febbraio 2008 dall'etichetta discografica Jagjaguwar. Mentre il primo disco veniva registrato in una capanna tra le foreste del Wisconsin in un gelido inverno del 2007, il nuovo lavoro è stato concepito in un’ex-clinica veterinaria, sempre nel Wisconsin,
ristrutturata a studio di registrazione a pochi chilometri dalla casa dove Justin Vernon è cresciuto. In questo nuovo lavoro Bon Iver si libera un po' da quella aurea malinconia che faceva ombra sul precedente lavoro uscendo allo scoperto ai raggi del sole. Basti ascoltare l'iniziale Perth, brano arioso e onirico che sembra anticipare i profumi di una primavera ormai prossima. Ascoltare questo album è come passeggiare in una splendida giornata di sole in pieno inverno. Un sole che non riscalda ma che rassicura. La delicatezza e la freschezza di Minnesota, WI, Holocene, si mescola alle più ritmate Towers, Calgary, e alle più evanescenti Hinnom, TX, Wash, Lisbon, alla bellissima Beth/Rest che conclude il disco.
"Bon Iver" è un album che fluttua nell'aria e che stenta, forse volutamente, a spiccare il volo. Un disco molto più personale del precedente come dichiara lo stesso cantautore americano:
“In un certo senso sento questo disco più mio di qualunque altra cosa abbia fatto”.
Un lavoro raffinato, sussurrato dalla flebile voce di Justin Vernon. Un disco musicalmente sfuggente ma allo stesso tempo più ricco dell' album di esordio dove oltre ai membri fissi come Sean Carey, Mike Noyce e Matt McCaughan, compaiono diversi ospiti d’eccezione come il chitarrista Greg Leisz, il bassista sassofonista Colin Stetson, Mike Lewis, CJ Camerieri e Rob Moose che ha collaborato agli arrangiamenti e alla sezione archi.
Michele Passavanti

Jagjaguwar Records



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