domenica 7 agosto 2011

JAPANESE NOISE - BORIS: “Heavy Rocks”, “Attention Please” (2011, Sargent House)

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Heavy Rocks
Boris, band giapponese drone-metal, experimental-noise, stoner, hardcore e pop-rock, può certamente essere annoverata tra le formazioni più eclettiche del panorama del rock alternativo, capace di costruire il proprio marchio di fabbrica attraverso la sperimentazione e la manipolazione delle sonorità più dure. Attivi dal 1992, hanno realizzato 17 album in studio tra cui l’acclamato “Pink” (2005), numerosi album live, un numero imprecisato di EP e split,
collaborazioni importanti tra cui Sunn O))) band di punta del drone-noise più estremo e Keiji Haino maestro della sperimentazione noise.


Il 2011 è un anno particolarmente importante per Boris che ha mandato in produzione ben 4 album: “Klatter”, sesto lavoro in collaborazione con il musicista giapponese d’avanguardia Merzbow, “New Album” quindicesimo album prodotto per il mercato giapponese all’insegna del noise e del dream-pop, “Heavy Rocks” ed “Attention Please”, sedicesimo e diciassettesimo album prodotti entrambi dalla Sargent House per il mercato europeo ed americano. “Heavy Rocks” e “Attention Please” sono lo specchio fedele dell’idea multiforme del rock che vive nella mente di Boris, capace di intraprendere percorsi che si incrociano in più punti ma che alla lunga conducono in luoghi diversissimi. “Heavy Rocks” rappresenta il naturale evolversi del lato più tradizionale e duro della band, quello del rock composto da tempeste droniche ed ondate noise, esemplificato magnificamente dall’avvio esplosivo di Riot Sugar. Galaxians rievoca echi post-hardcore d’annata mentre Missing Pieces parte lento con una melodia triste per scaricare esattamente a metà del brano due minuti devastanti di perfetto rumore bianco. Aileron è invece una interminabile cavalcata di psichedelica noise molto rallentata e funerea. Le ispirazioni dei primi Melvins e degli Sleep riemergono sempre nei caratteri genetici lamarckiani della band giapponese, sebbene trasformati dalle innumerevoli contaminazioni noise dei vari Keiji Haino, Merzbow e compagnia.

Attention Please
E’ tuttavia “Attention Please” l’album che riserva le vere sorprese. Non vi è più una brutalità noise a caratterizzare il suono, ma al contrario una atmosfera dream pop sognante, edificata sulla voce fascinosa della chitarrista Wata, decisa e delicata, capace di attrarre come una calamita la nostra sensibilità occidentale. Un cambio di rotta inaspettato da parte della band giapponese che non si pone l’obiettivo di spiazzare l’ascoltatore ma al contrario di consentirgli di esplorare le forme più intime e sognanti del noise. Molto bella Hope che rievoca le sonorità shoegaze dei primi anni ’90, mentre la seducente Party Boy rimanda a forme J-pop a cui noi europei siamo poco abituati. See you next week è un brano onirico e rarefatto costruito su un sottofondo di meccanica industriale. You prosegue sulle sonorità accattivanti di un noise minimale mentre Spoon è caratterizzata da sonorità tipicamente shoegaze ma trasposte in forme orientali. “Heavy Rocks” e “Attention Please” fanno decisamente parte di un unico lavoro e mostrano la doppia anima di Boris, capace di esplorare con grande abilità non solo le strutture entropiche del rumore ma anche le sue forme più intime e sognanti.
Felice Marotta


Sargent House

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