venerdì 1 aprile 2011

MADAME LINGERIE: "D'amore, soldi e vendetta" (29 Ottobre 2010, Wondermark/Lunatik)

Il piacevole artwork, l' elegante confezione dell' album, ne farebbero già il classico feticcio di culto, ma, come sempre è la sostanza che conta (almeno dovrebbe). Bè, in questo caso si può tranquillamente affermare che l' abito faccia il monaco: la partenza di questo album di debutto della band romana è da mozzare il fiato, nel suo incrociare le atmosfere dei primi Interpol (wave scura) con la controllata cattiveria di certo noise anni novanta. Si prosegue con un basso pulsante (la title track) ed una ritmica in primissimo piano, mentre la chitarra segue percorsi irregolari ma perfettamente calibrati. A un primissimo ascolto si potrebbe pensare a qualcosa di affine al Teatro Degli Orrori (il recitato della voce), ma questa sensazione svanisce del tutto con il proseguire delle tracce: c'è varietà di stili, c'è tecnica e, soprattutto, emerge una precisa identità. E' un disco che cresce con il passare dei minuti e che necessita di ripetuti ascolti per essere assimilato a dovere, nonostante mantenga sempre quell' immediatezza caratteristica del (miglior) pop. Sono fra quelli che non impazziscono, generalmente, per il cantato in italiano in ambito rock ma, in questo caso, la mia attenzione è costretta a prendere due direzioni: la musica e le parole.
I testi, per lo più personali ed improntati a tematiche che rimandano al titolo
dell'album, contengono piccole "verità" (personalissime, ovvio): dichiarazioni rabbiose, desiderio di vendetta, sconfitte e delusioni, ansie e preoccupazioni quotidiane ma, in fondo, c' è tanto cuore e, ancora più giù, si cela (forse) la speranza. Temi che, in qualche modo, tutti noi possiamo condividere.
Tornando alla musica: il post-rock "sospeso" di Hollywood con il suo carico di sensibilità pop, la scuola Touch & Go di Ponciarello con i suoi cambi di ritmo e le geometrie complesse, il basso a fare da navigatore (la grande lezione Dischord e, ancora prima, dei Gang Of Four) in La Cartomante, un pezzo splendidamente pop (in fondo) dal ritornello irresistibile. Brani con una forma precisa, perfettamente compiuta, anche quando potrebbero essere una soundtrack (Il Centro Commerciale Di Notte) e la voce si spegne.
Titianoc è una bomba rock-noise e di cantautorato, un passo avanti e decisivo nel rock italico. Non Avrò Paura sono i migliori Perturbazione che suonano atmosferici come mai sono riusciti a fare, eterei ed emozionanti. E/R/R/E è pop allo stato puro, Disco Inferno è la "dance" che non ti aspetti, con il suo ritmo (impossibile restare fermi) quasi scanzonato. Prima O Poi fa riaffiorare nelle note una certa malinconia e 16.15 chiude con un brillante power-pop dal sapore 90's. Che dire? Complimenti ragazzi miei, l' unico rammarico potrà venire soltanto dalla cecità di quelli che dovrebbero vederci (sentirci) meglio...o forse no, incrociamo le dita.
Andrea Fornasari

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