domenica 27 marzo 2011

PIETRE MILIARI - PUNK: BLACK FLAG, "Damaged" (1981, SST)

"Damaged" non è soltanto un disco di punk hc (probabilmente anche il migliore in assoluto), non è neppure la sintesi estrema di quasi vent'anni di garage punk, il superamento del punk rock inglese, il rifiuto del post punk più intellettuale o nichilista e della controparte new wave più brillante. O meglio, è tutto questo e molto di più. "Damaged" è soprattutto la testimonianza di un tempo, seppur breve, in cui le cose accadevano realmente. Un tempo in cui la rabbia e la frustrazione di un manipolo di ragazzi determinati poteva cambiare davvero le regole del gioco, mettendosi come un bastone fra le ruote, un ingranaggio che smette di girare secondo la meccanica del music business. La breve epopea del punk hc USA è, per molti versi, una storia tipicamente americana, non solo geograficamente parlando, ma per quella fede incrollabile nell'etica del lavoro che conteneva in sè, per quel motto do it yourself che in quel preciso momento non è un semplice e vuoto slogan. Naturalmente non tutte le bands avevano questa determinazione, mentre i Flag su questo erano esemplari. Erano famosi per le ore ed ore trascorse a provare, per il fatto di arrivare in sala di registrazione quasi all'alba ed in giorni particolari (quando costava meno
l'affitto, in pratica), per i tour massacranti in furgone.
Sono stati i primi ad uscire allo scoperto, hanno suonato per tutti gli States, in luoghi di provincia impensabili da raggiungere, niente li fermava. Senza alcun supporto, senza nessuna pubblicità se non quella (sempre la migliore) del passaparola e dei litri di sudore versati durante i live. Un esempio assoluto. E la cosa ancora più formidabile è che se ne sbattevano della scena che loro stessi avevano contribuito, in modo determinante, a creare. Il pubblico voleva l'hc supersonico? Loro rallentavano. Tutti si rasavano i capelli a zero? Loro se li facevano crescere. Un bel modo per incoraggiare le persone ad usare la propria testa, senza divise, senza dogmi da seguire.
Greg Ginn, la formidabile chitarra solista, ha pure fondato quella cosettina da nulla chiamata SST. La prima grande etichetta realmente indipendente americana. Pionieri anche in questo. Non sto nemmeno a ricordare le bands passate per quella label, ne cito soltanto due per tutte: Husker Du e Minutemen. E "Damaged"? Da dove iniziare? Dai ruggiti di Rollins? (alcuni preferiscono Keith Morris, poi nei Circle Jerks, altri Dez Cadena, in questo disco già passato alla seconda chitarra - io adoro Henry e vorrei ricordare che non era ancora maggiorenne! Due palle così questo ragazzo). Dai duelli chitarristici da manuale fra Ginn e Cadena? Da Rise Above, Six Pack, Gimmie Gimmie Gimmie? Da un suono talmente ruvido e violento quanto disperato? Da un hc già così tecnico da superarlo? Ascoltatelo fino a consumarlo!
Andrea Fornasari
Black Flag

"Damaged"- tracklist:
1 Rise Above (Ginn)
2 Spray Paint (Dukowski, Ginn)
3 Six Pack (Ginn)
4 What I See (Dukowski, Dukowski)
5 TV Party (Ginn)
6 Thirsty and Miserable (Cadena, Medea, Robo)
7 Police Story (Ginn)
8 Gimmie Gimmie (Gimmie Ginn)
9 Depression (Ginn)
10 Room 13 (Ginn, Medea)
11 Damaged II (Ginn)
12 No More (Dukowsk)i
13 Padded Cell (Dukowski, Dukowski, Ginn)
14 Life of Pain (Ginn)
15 Damaged I (Cadena, Ginn)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ricardo Martillos says:
Io il mio vinile (su SST) l'ho conumato da tempo... Devastanti!

Anonimo ha detto...

ai tempi dell'università un mio amico aveva trovato la cassetta di questo disco, che ci piaceva molto. giorni lontani e indimenticabili

Anonimo ha detto...

brinkka2011 says: I think you should use more images on your blog, but besides that, it is really great. Cheers.

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