venerdì 3 dicembre 2010

ULAN BATOR - Nouvel Air (2003, Alternative/Venus)

Una vera rivoluzione estetica "Nouvel Air" rappresentò nella musica della band italo- francese Ulan Bator e mai titolo fu più appropriato per esprimere i propri intendimenti di rinnovamento artistico.
Avete presente quel capolavoro post-rock di minimalismo sperimentale, meravigliosamente altalenante tra sussurri carichi di tensione ed esplosioni di noise tagliente che fu "Ego:Echo" uscito nel 2.000 e prodotto da Michael Gira? Scordatevelo: lo stesso leader Amaury Cambuzat ci tenne a sottolineare marcatamente: "Nouvel Air rappresenta per me un cambiamento sia per la vita del gruppo che nella mia vita privata". Aria nuova si respira a pieni polmoni in queste canzoni...canzoni, sì avete capito bene perché per la prima volta Amaury Cambuzat si accosta in Nouvel Air compiutamente e sistematicamente a questa forma compositiva e la sua ispirazione (é autore di tutte le musiche e dei testi profondamente esistenzialisti dell'album) rivela una sbalorditiva maturità nel concepire melodie suadenti, morbose, avvolgenti, contemplative.
Tutte le songs, senza alcuna eccezione, seguono il filone di un pop psichedelico dalle fattezze cromatiche estremamente espanse nelle quali la voce sussurrata di Amaury si confonde fascinosamente: molto evocativa la lingua francese se calata in certi contesti sonori.
Questo lavoro di Ulan Bator delinea un'ipotesi affascinante di Musica Pop-Avant Rock
(sono parole di Cambuzat) franco-italiana, ma senza frontiere! Già l'iniziale rarefatta Airlines, forse l'episodio più coinvolgente della raccolta introduce in un 'mood' estatico e mantrico che rapisce i sensi; esso si dipanerà sino alla fine del lavoro attraverso Merci X Faveur, Solide Eté, Atmosphere, Sympathie, Nouvel Air, tutti brani estremamente significativi della nuova direzione 'morbida' degli Ulan Bator.
Più morbose le atmosfere di Terrorisme Erotique, Geisha Paname, Prédications, nelle quali serpeggia più distintamente quella vena sotterranea ed oscura che aveva caratterizzato "Ego:Echo" ed i lavori precedenti degli Ulan Bator.
In tutti i brani ad ogni modo é presente un grande ricchezza strumentale, a base di chitarre trattate: a questo proposito é da segnalare l'ingresso nella band di Egle Sommacal (Massimo Volume) che fa un lavoro davvero egregio oltre che alle corde anche ai keyboards, i violini di Massimo Gattel, i fiati di Mario Simeoni (Anatrofobia) e di Silvia Grosso (Larsen); ennesima 'nouvel air' al basso Manuel Fabbro (Oslo) che rimpiazza il fidato Oliver Manchion; alla batteria invece ritroviamo Matteo Dainese.
Tutto ciò sotto la direzione 'spirituale' di Robin Guthrie (Cocteau Twins) che ha mixato il tutto espressamente chiamato da Amaury: Cambuzat non nasconde la sua ammirazione per le produzioni/registrazioni precedenti dell'inglese. Guthrie, che ha usato molti effetti in fase di mixaggio ha indubbiamente impresso nel sound di "Nouvel Air" la sua profonda impronta 'aerea' e sottilmente dark! Ulan Bator, una band all'epoca dell'uscita di Nouvel Air sempre più italiana(per la copertina furono dipinti di Andy dei Bluevertigo/il disco é stato registrato allo studio Mezzanima di Arcore) ma francese al 100 % 100 perché guidata con mano salda e sempre più carismatica da Amaury Cambuzat.

Pasquale Boffoli

Terrorisme Erotique

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