giovedì 2 dicembre 2010

ITALIAN ROCK CONNECTION - THE TRIP: intervista al batterista Pino Sinnone

Salvatore D'Urso: "Quando si parla del gruppo THE TRIP, subito corrono alla mente le immagini degli anni tra l'epoca beat e quella del rock d'avanguardia (o progressivo)...
sappiamo che nacquero come scoperta del compianto Riki Maiocchi (in Inghilterra) e che presto si trasferirono in Italia come attrazione dei migliori locali del periodo, come il Piper di Roma, ma che impressione hai ancora di quell'epoca e qual'era l'atmosfera che si respirava quando iniziaste ad avere i primi successi?"

Pino Sinnone: "Sì, non ricordo bene l'anno, ma quando i Trip sono approdati in italia, subito si sono imposti con la loro grinta e musicalità d'oltre Manica. In quell'epoca dominava il beat, infatti personalmente andavo molto a sentire diversi gruppi italiani, mentre buona parte del pubblico si orientava verso gruppi stranieri snobbando la musica di casa nostra.
Io ascoltavo molto Celentano con i Ribelli, gli stessi Camaleonti di Riki Maiocchi, l'Equipe 84, I Ragazzi del sole etc ... gruppi italiani.
Per quanto riguarda invece gruppi stranieri ascoltavo molto Elvis Presley, Rolling Stones, Vanilla Fudge, Pink Floyd, Beatles ... la gente iniziava ad assaporare soprattutto gruppi appena approdati in italia tipo The Sorrows, The Rokes, Paul Bradley Colling (Mal dei Primitives) ed I Trip! Con i Trip abbiamo suonato prevalentemente nelle piazze di Torino e della Liguria. Il primo grande successo live lo ottenemmo al Piper di Roma dove il pubblico snobbava molto i gruppi che si esibivano quasi ignorandoli, ma quando Alberigo Crocetta (talent scout) scopritore appunto di Mal, Patty Pravo, Mia Martini ci permise di dare una audizione, la gente fu colpita dal nostro 'sound' e dal nostro tipico abbigliamento! Vista l'approvazione del pubblico, ci portarono immediatamente alla RCA per incidere il primo disco che fu "Bolero Blues"!"


Ok, infatti pare che RIKI MAIOCCHI scoprì i TRIP in Inghilterra ... l'anno era il 1966, perchè subito dopo quella edizione del Cantagiro, Maiocchi abbandonò i Camaleonti ed intraprese la sua carriera da solista, purtroppo durata non moltissimo: salutiamo il grande Riki che ci ha lasciato un ricordo indelebile.
Cosa sai dirmi, invece, dei TRIP ai loro esordi? So che nella prima formazione suonava addirittura Ritchie Blackmore (poi nei Deep Purple): in che modo avvenne l'incontro con te e con Joe Vescovi ?

Suonavo con un gruppo "beat" di Torino: LE TESTE DURE, con alla chitarra BRUNO AVANZATO,al basso FULVIO TARABRA, all'organo TOMAS GAGLIARDONE, alla voce,un certo TOM (di cui non ricordo il cognome) e alla batteria il sottoscritto: componenti molto bravi e molto simpatici (Tomas Gagliardone l'organista andò poi a suonare con L'equipe 84). Ci esibivamo nei migliori locali di Torino, avevamo un buon seguito di fan: molto spesso alla fine dei concerti ci si incontrava con altri gruppi che nello stesso periodo suonavano a Torino, tra cui i New Dada, Fausto Leali,The Trip, Pier Filippi (con il quale suonava Roby Facchinetti prima dei Pooh) etc.
I Trip suonavano molte volte al Crazy club, con le Teste Dure andavamo ad ascoltarli, mi sembravano irraggiungibili, ottimo sound!
Blackmore aveva lasciato da pochissimo tempo i Trip,incontrandosi in Germania con John Lord per costituire in seguito i famosi Deep Purple.
Ricordo però che, con la formazione a tre, quasi nessun locale dava a loro lavoro ... cosi un giorno il proprietario del Crazy di Torino fece conoscere Joe Vescovi ai Trip, che subito fecero una ottima fusione nella formazione a quattro. Noi delle Teste Dure diventammo assidui fan dei Trip e in seguito anche molto amici, ci si rispettava molto.
Nella estate del 1967 con le Teste Dure stavamo facendo le prove al Flamingo di Laigueglia e fui avvicinato da Billy Gray il quale iniziò a complimentarsi per come usavo la cassa della batteria. Quei complimenti mi diedero stupore e meraviglia e mi chiedevo perchè proprio a me erano rivolti. Col senno del poi ne capii il motivo: loro mi osservavano a distanza, forse perchè con il batterista Jan Broad (primissimo batterista dei Trip) erano iniziati dei disaccordi.


Quando avete iniziato a prendere contatti con la RCA per i vostri primi dischi e quando vi hanno proposto l'idea di girare un intero film?
Un bel giorno decidemmo di affrontare un viaggio in furgone, pur con molti sacrifici e mangiando per strada solo scatolette di fagioli. Quando arrivammo finalmente a Roma, nel 1968, ci recammo immediatamente al famoso Piper Club, meta di moltissimi artisti, per chiedere una audience ad Alberigo Crocetta.
Dopo svariate insistenze da parte nostra, lui ci diede la possibilità di esibirci e fu così che, durante la prima nostra esibizione, il proprietario del Piper rimase entusiasta del nostro sound, si accorse di avere tra le mani un gruppo interessante e così ci portò immediatamente alla RCA per un contratto discografico.
Crocetta si raccomandò con noi di dire, a chiunque ce lo avesse chiesto, che eravamo un gruppo interamente inglese. Ma come si sa il gruppo originario inglese si era già perso per strada, con Ritchie Blackmore ed Jan Broad.
Posso svelare un piccolo aneddoto: io ero l'unico a non parlare lingue straniere, per mia sfortuna; quando un giorno, camminando per gli uffici della RCA, un fonico mi avvicinò parlandomi in inglese e gli risposi così: "Cosa hai detto, scusa?".
In un baleno circolò la voce per tutta la casa discografica che non eravamo inglesi (a quel tempo gli inglesi andavamo molto di moda) e Crocetta fece una fatica enorme a convincere i grandi capi della RCA che io ero l'unico italiano, ma infine si convinsero e iniziammo così la prima registrazione. Nell'ambiente romano iniziammo a riscuotere molto successo, sia come musicisti che come personaggi, anche perchè vestivamo in modo molto strano per quei tempi
Un giorno Crocetta ricevette la proposta da una casa cinematografica (non ricordo il nome) per una serie di film musicali. Il regista era Giulio Paradisi, ex aiuto-regista di Fellini. Crocetta prese la palla al balzo e ci propose come gruppo protagonista, ma senza alcun guadagno da parte nostra. Joe Vescovi, essendo il capo del gruppo, avanzò la richiesta di avere perlomeno un minimo compenso, ma la casa cinematografica rifiutò e dopo un solo film interruppe la serie. I film previsti dovevano essere una decina!



In ogni caso il film "TERZO CANALE, avventura a Montecarlo" uscì nelle sale nel 1970 e mi pare che per voi fu un bell'inizio, soprattutto per la partecipazione al famoso festival di Caracalla (soprannominato la Woodstock d'Italia). Dei dischi seguenti, soprattutto dei primi 2 album in cui hai suonato tu, cosa pensi tuttora? Hai delle preferenze per qualche brano in particolare?
Infatti Giulio Paradisi, il regista del nostro film, approfittò del festival di Caracalla per girare le scene finali, in una atmosfera cosi entusiasmante come non l'avevamo mai vissuta: proprio una Woodstock italiana! Il progetto prevedeva che avremmo dovuto girare altri 9 film sullo stesso filone ma, per motivi economici da parte della casa cinematografica tutto si fermò.
Parlando invece dei dischi incisi per la RCA: al primo album ho partecipato con lo spirito di un'avventura, probabilmente soltanto Joe aveva già bene nella testa degli obiettivi, per cui lui diceva sempre che si ispirava ai quadri di Bosch.
Persino i giornalisti di allora la definirono "musica impressionistica": questo nel1970, poi circa un anno dopo arrivò "Caronte", album di cui molti brani furono composti da Joe in una villa a Cisano sul Neva (Albenga: era completamente ispirato e di notte,invece di dormire, sognava Janis Joplin o Jimi Hendrix: due fratelli americani che avevano avuto qualche scontro con la polizia (purtroppo scomparvero poco dopo, come sappiamo).
Sui brani dei Trip non ho preferenze in particolare, mi piacciono tutti i pezzi, ma forse essendo il padre del testo in italiano, ricordo molto più volentieri Una pietra colorata e Fantasia: entrambi ottennero un buon successo anche nella versione a 45 giri.
Salvatore D'Urso
Una Pietra Colorata (1970)
The Trip - Fantasia (1970)
The Trip- Two Brothers (1971)
The Trip- L'ultima Ora e Ode a J.Hendrix

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