domenica 28 novembre 2010

RORY GALLAGHER: A Life For The Blues ... and Rock&Roll ! (1948-1995)

A Memory

"Per diventare una superstar devi cominciare a programmare tutto: come ti presenti, che musica suoni, chi devi avere intorno, e devi dare anche retta a troppa gente che studia la tua carriera. Io ho voluto pensare solo alla mia musica e mi sono tenuto alla larga dal grande business"
.
In questa dichiarazione c'è tutto il pensiero di Rory Gallagher. Ho aspettato tanto anni per dedicargli un articolo. Parlare dei propri miti giovanili non è facile, si rischia di cadere nella retorica.
Il 14 giugno del 1995 Rory se n'è andato in silenzio, senza suscitare clamori, a soli 46 anni. Il trapianto di fegato al quale si era dovuto sottoporre era andato male. Quel giorno piansi. Ricordo che la televisione di Stato Irlandese interruppe le trasmissioni per darne l'annuncio. La B.B.C. mandò in onda uno speciale di 10 ore sulla sua vita. I funerali vennero trasmessi in diretta nazionale e Jeff Beck e Van Morrison lessero l'epitaffio tra la commozione generale. Fu intitolata una piazza in suo onore ed una scultura in ricordo della sua arte. Gli Irlandesi tenevano seriamente a lui. Il giorno dopo comprai tutti i quotidiani disponibili. Tutti riportavano la notizia. Conservo ancora gelosamente gli articoli tra le cose più care.
Rory Gallagher amava definirsi chitarrista per il popolo. Insisteva sempre con gli organizzatori per tenere i prezzi dei biglietti a basso costo. The Edge degli U2 e Stewart Copeland dei Police, hanno deciso di intraprendere la carriera musicale dopo averlo visto in azione. Ci credo!
Nato il 2 marzo del '49 a Ballyshannan, ben presto si trasferisce a Cork, la terza città per grandezza, dell'Irlanda, conosciuta anche per il suo importante porto di mare.
A 12 anni, nel 1960, vince un concorso di giovani talenti nella sua città. Nel 1962 acquista la storica Fender scortecciata e sverniciata che lo accompagnerà fedelmente per tutta la vita. Accarezzandola o maltrattandola, rimarrà sempre al suo fianco. Nel 1967 fonda i Taste. Camicia a quadroni, jeans sdruciti, Rory diviene un'icona del rock-blues. Nel 1971 avvia la carriera solista con il suo energico e adrenalinico sound.
Suona con Muddy Waters nel mitico "London Sessions". Nel 1974 viene invitato in Olanda dai Rolling Stones per un'audizione: bisogna rimpiazzare Mick Taylor! Sapete tutti come è andata... Rory, effettua quindi un tour in Irlanda, sebbene sconsigliato da tutti gli organizzatori, perchè a Cork, Dublino, Londonderry e Belfast, nessuno si sognava di suonare da anni, data la guerra a suon di bombe e morti tra cattolici e protestanti. Si scherzava poco in quel periodo. Il successo è però senza precedenti, al punto di consentire ad “Irish Tour” di vendere a palate ancor oggi.
Nel 1977 suona al Montreaux Festival con Albert King, una performance documentata nel "Live" di King. Nel 1994 suona, davanti a 50.000 fans, al First Templebar Blues Festival a Dublino. Quello stesso anno suona al Pistoia blues festival (nella foto). Mancava dall'Italia da dieci anni. Comprai i biglietti in prevendita alla Ricordi di Bari con quasi due mesi di anticipo.
Sapevo che quella serata sarebbe stata unica per i fans dell'irlandese sparsi su tutto il territorio nazionale. Nessuno poteva immaginare che quella sarebbe stata l'ultima esibizione nel nostro paese.
Continental Op, Moonchild, I Wonder Who, Tattoo’d Lady, Western Plain, Messin' with the Kid: sudore, lacrime e pelle d'oca a manetta. Il concerto terminò con una devastante La Bamba. Ancora lacrime. Ma è inutile cercare di descrivere le sensazioni provate. Chi non era presente non può capire.
Alle due di notte (non sto a dirvi come) in sette fummo ricevuti nei camerini dove era anche allestito un piccolo buffet. Mi offrì una birra... ne conservo a casa la bottiglia, integra, in bella mostra.
Scrissi al fratello Donàl, due giorni dopo la sua scomparsa, una poesia che non ho mai fatto leggere a nessuno. Mi rispose qualche settimana dopo con due parole: "Thank Italy".
Ha tenuto il suo ultimo concerto il 10 gennaio '95 a Rotterdam.
I fratelli Gallagher degli Oasis, possono cambiarsi il cognome: di Gallagher ce n'è solo uno, tutti gli altri son nessuno!

Martino Palmisano

Un sentito ringraziamento a Martino Palmisano per averci permesso di pubblicare il suo sentito ricordo su Rory Gallagher

ComplanareBluesBand
Rory Gallagher


Rory Gallagher - Irish Tour (1974)

Aveva già realizzato un disco nel 1972 intitolato "Live in Europe" e aveva già sfornato dischi in studio con i Taste e da solista con la sua band. Sta di fatto che i lettori di Melody Maker lo consacrarono 'Album dell'anno'.
"Irish Tour" è registrato a Belfast, Irlanda del Nord, un posto che in quell'epoca era meglio non frequentare per via della guerra tra cattolici e protestanti.
Ma Rory non aveva paura di queste cose e con la sua grande carica musicale infiammò il popolo north irish. In scaletta quasi tutti i classici, dall'iniziale e focosa Cradle Rock, al mid tempo Tattoo'd Lady fino a A million miles away, Irish tour è uno di quei live che alla fine dell'ascolto ti lasciano con la faccia sudata e le palpitazioni a mille.
Mancherebbe Bullfrog Blues, ma era già stata inserita nel precedente, altresì consigliato come compendio alle sue esibizioni live, anche se di Gallagher esistono fior di registrazioni più o meno ufficiali.
Fu tratto anche un film da Tony Palmer: lo trovate regolarmente in dvd, ultraconsigliato per vedere in azione la furia irish e la sua strato consumata. Grandi anche i suoi collaboratori, da Rod De'Ath a Lou Martin fino all'inossidabile bassista Gerry McAvoy.

Gianluca Merlin


From Irish Tour 1974 Film
Cradle Rock
A Million Miles Away
Tattoo'd Lady
I Wonder Who
Who's That Coming

2 commenti:

The musical blogs ha detto...

Uno dei miei live preferiti.
Disco a dir poco strepitoso.

Pasquale ' wally ' Boffoli ha detto...

grazie, ma chi sei?
Wally

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