lunedì 11 giugno 2007

News : The Flowers and Alcool 'live' al Wabi Sabi - Bari





L' Associazione culturale Wabi Sabi,
sita in via Cifarelli 22 (vicinanze conservatorio)

Vi invita...a partecipare a due serate all'insegna della buona musica

Due concerti da non perdere !!!



** Giovedì 14 Giugno 07 **

"The Flowers"

Le strade del rock:
dal blues, attraverso i sixties sino alla nuova canzone d'autore rock

** Pasquale ' Wally ' Boffoli : Lead vocal, harmonica & percussions **
** Ninni Pirris : Guitars and acustic guitars **
** Roberto Andreini : Bass Guitar **
** Ciro Neglia : Guitar, vocals and drums **


www.theflowers.it


** Venerdì 15 Giugno 07 **
"Alcool"

Claudio De Pascale (chitarra acustica e voce)
Marco Pernice (chitarra elettrica)

danno vita ad una rilettura fresca e agile di classici del rock-blues in chiave semiacustica, con frequenti aperture jazz

Start ore 21,30
(ingresso gratuito, partecipazione obbligatoria)

wabi.sabi@fastwebnet.it

venerdì 8 giugno 2007

Recensioni / From The Past / CHROME CRANKS : Live In Exile (Konkurrel/Wide - Au-Go-Go; 1997) by Pasquale Boffoli



Non é un mistero per chi mi conosce che considero THE CHROME CRANKS una delle migliori bands in assoluto degli ultimi 15 anni.
Mi hanno sempre fatto letteralmente uscire di testa con il loro noise-blues privo di compromessi e perforante!
L'uscita all'inizio del 2007 per l'Atavistic del doppio di rarità, singles e demos Diabolical Boogie (di cui mi occuperò quanto prima!) ha ridato linfa vitale all'ardente culto mai morto che nutro per loro !
Nel frattempo vi propongo un flashback su uno dischi migliori della loro bollente discografia, Live In Exile. Originariamente il pezzo lo scrissi nel maggio del '98 ed appare per la prima volta on-line, rivisto e corretto.
Presto anche maggiori ragguagli su questa band ormai defunta, ma la cui eco é ben lungi dallo spegnersi! (P.B.)


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CHROME CRANKS (Live in Exile – 1997)
(Konkurrel/Wide/Au-go-Go )



Uno dei dischi più ‘forti’ usciti nel corso degli anni ’90 dello scorso millennio é Live In Exile dei Chrome Cranks (disciolti ormai da anni), pubblicato nel 1997.
Quartetto newyorkese in giro dai primi anni ’90 registrò questo sordido ‘capolavoro’ nel ‘96 in alcuni malfamati clubs olandesi come il Vera di Groningen, sigillando a fuoco il loro marchio di fabbrica che stravolgeva blues, rock e tradizione sfigurandoli in una fumigante e disperata lava noise!
Non potrebbe essere diversamente visto che vi militavano ex Pussy Galore e Sonic Youth come Bob Bert (drums), ovvero le due bands che hanno trasfigurato a cavallo tra ’80 e ’90 il suono rock americano, staccandosi bruscamente dal revivalismo di gruppi come Long Ryders, Green On Red ed imponendo vangeli noise e garage/punk intrisi di crudezza suburbana .
Il bassista Jerry Teel, fondatore dei Chrome Cranks era nei primi anni ’80 l’animatore degli Honeymoon Killers, gruppo lo-fi newyorkese seminale che sporcava il blues con il punk, al pari dei gloriosi Gories di Detroit.
Se non vantate una certa dose di masochismo auricolare è difficile reggere per intero il disperato attacco sonico dell’angosciato vocalismo e delle urla straziate di Peter Aaron, uno che sembra perennemente sull’orlo del suicidio, un incrocio tra l’indimenticato Darby Crash e il sordido Lux Interior, delle chitarre assassine di William G.Weber ed Aaron, vere e proprie rasoiate spaccatimpani, supportate dalla drums inossidabile di Bert e dal basso minaccioso di Teel.
Oltre ai loro classici Lost Time Blues, Hit The Sand, Way-Out Lover, Hot Blonde Cocktail, rese dal vivo con cattiveria da serial killers vi segnalo una devastante, assatanata Dead Cool e le covers del traditional blues See that my grave is kept clean (violentato a dovere!) , di The Slider (T.Rex), Fire Escape (Scientists) e addirittura The Pusher (dei mitici Steppenwolf) che da loro è velocizzata e stravolta da far paura.
Prendere o lasciare !

http://www.scaruffi.com/iweb/vol5/chromecr.html
http://www.grunnenrocks.nl/bands/c/chromecr.htm
http://www.myspace.com/chromecranks


Pasquale Boffoli

Cinema UNDERGROUND (il meglio del cinema in dvd) n°.5 by Antonio Petrucci



Titolo: Takeshis', Giappone 2005
Regia: Takeshi Kitano
Genere: Drammatico
DVD edizione: Dolmen


Dopo l'acclamato Zatoichi, Kitano torna con questo film autobiografico ricco di situazioni surreali ed ironiche, che racconta di TAKESHI affermato attore che incontra un suo sosia KITANO che vuole diventare anche lui un attore famoso.
Questo incontro darà il via ad un continuo scambio dei ruoli in cui sogno e realtà si mescolano: un ottimo film del regista giapponese che ci dimostra che si può fare del cinema veramente libero e personale.

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=7SDlBPpTCpM

(Antonio Petrucci)






Titolo: Bangkok Dangerous, Thailandia 1999
Regia: Fratelli Pang
Genere: Drammatico
DVD edizione: Eagle Pictures


Molti conoscono l'ultima produzione dei fratelli Pang, legata in prevalenza al genere horror; questa pellicola del 1999 li vede impegnati in un film di azione, anche se non mancano le citazioni del cinema di genere occidentale.
Il film riesce ad avere una sua personale connotazione, con interessanti spunti e rielaborazioni che rendono la visione piacevole e mai scontata.

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=lNgRK7mZCeo

(Antonio Petrucci)




Titolo: OLD BOY, Corea 2004
Regia: Park Chan-Wook
Genere: Drammatico
DVD edizione: Lucky Red


Secondo film della trilogia sulla vendetta del regista coreano Park Chan-Wook, vincitore anche al festival di Cannes con il premio della giuria; opera molto discussa che ha dalla sua parte una forza drammatica ed una bellezza formale che difficilmente può passare inosservata.
La sua forza è anche nella sceneggiatura che mantiene sempre alta l'attenzione dello spettatore.
Personalmente ritengo che della trilogia questo sia il film meglio riuscito.

Trailer : http://www.youtube.com/watch?v=YLn1y9v6yno

(Antonio Petrucci)

mercoledì 6 giugno 2007

Recensioni / Italiani / THE SOUTHERN KROSS : The Southern Kross (2006 / Sugna Rock Productions) by Pasquale Boffoli



Molti sono i riferimenti (o gli eroi se preferite!) rock che leggo nelle info dei baresi Southern Kross, dagli anni '70 ad oggi.
E sin dall'iniziale La Croce del Sud della loro omonima seconda demo sbattiamo contro un eclettico sound hard che vede protagonista l'agile e tosta chitarra Les Paul di Nicola 'Nikk Wylde' Virgilio.
La successiva Lovin' Ms.Lucy Pher mette meglio le cose in chiaro: quella dei Southern Kross é una psichedelia hard/dark dalle forti ascendenze '70 (Blue Cheer, Black Sabbath, Gran Funk Railroad...), chiare anche nel vocalismo del bassista Cicco 'Cycoccio' Ronchi, rivisitata con la tipica 'pesantezza' stoner dei '90 (Kyuss, Q.O.T.S.Age...).
Suggestivo l'inserimento dei keyboards psyche di Domenico Bisceglie ed appassionante l'uso del wah-wah di Nikk.
La loro propensione sudista appare chiara dai primi liquidi accordi di Marmelade Sky: aromi forti di Allman Brothers per una fascinosa ballata ricca di chiaroscuri, impreziosita da un serpentino ispirato solo chitarristico e 'stonerizzata' nel finale. Ancora sobri ed efficaci i keyboards in sottofondo.
La funkeggiante What a Good Ol'Style con un ennesimo intermezzo tastieristico crepuscolare culmina in una mini-epopea chitarristica di Wylde dalle pregevoli sfumature blues (come il suo background...leggo!) che conferma il suo talento espressivo.
Si conclude qui, troppo presto, la seconda demo dei Southern Kross (dopo Rock&Roll From The Desert del 2003) che a mio parere, se riusciranno nel loro prossimo lavoro a coagulare e mettere a fuoco meglio le varie componenti molto valide del loro sound ottimizzerebbero quello che già sono: una solida realtà del panorama rock pugliese e non.
Nel solco tracciato da una gloriosa formazione barese psycho-stoner, i That's All Folks! .

http://www.myspace.com/thesouthernkross

Pasquale Boffoli

lunedì 4 giugno 2007

La Top 3 della settimana. in collaborazione con UNDERGROUND BARI

In collaborazione con UNDERGROUND THE MUSIC STORE di Ninni Portoghese,
Via Nicolò Dell'Arca 8/A 70121 BARI(Tf. 080 5721239 -
e.mail: underground.bari@fastwebnet.it) .
(a cura di Pasquale Boffoli e Ninni Portoghese)
Tutti i dischi segnalati sono disponibili o richiedibili presso UNDERGROUND BARI
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La Top 3 della settimana (n°.5)


1) WILCO : SKY BLUE SKY

Jeff Tweedy (e c.) confeziona un album cristallino, puro come l'acqua sorgiva, cosa che il titolo eloquente fà già presagire.
Evidentemente sta attraversando una fase esistenziale (ed ispirativa) molto diversa da quella che produsse un'opera complessa e sperimentale come A Ghost Is Born (2004).
Sky Blue Sky ne é lontano anni luce con brani sereni e colmi di temi ed melodie suadenti come Impossible Germany, Either Way, Please be patient with me, On and on and on, dove riecheggiano (anche nelle interpretazioni vocali di Tweedy) le armonie country/psychedelic- oriented di Jerry Garcia ed i suoi Grateful Dead, la dolcezza country lancinante di Gram Parsons e gli agili duelli chitarristici degli Allman Brothers.
Un'opera preziosamente 'rootsy' corroborata dal songwriting di un Jeff Tweedy molto rilassato ed ispirato!
(Pasquale Boffoli)




2) BJORK : VOLTA

Ogni volta che si ascolta un nuovo disco dell'artista islandese non si può non provare un senso di spaesamento di fronte alla decisa non ortodossia delle sue proposte musicali. Anche Volta dilata come tutti i suoi lavori precedenti un concetto di 'pop' contemporaneo dai connotati decisamente aristocratici .
Earth Intruders, Pneumonia, la fascinosa Wanderlust, Vertebrae by Vertebrae sono il prodotto di un audace meltin' pot sonoro dove severi ottoni 'classici' convivono con ritmi sintetici, e le arcane complesse armonie sono padroneggiate dal vibrante metafisico vocalismo di Bjork!
Due meravigliosi duetti con Antony Hegarty (Antony & The Johnsons) impreziosiscono il disco : i quasi 8 minuti dell'evanescente The Dull Flame of Desire che da soli giustificherebbero l'acquisto del disco e l'altrettanto fascinosa My Juvenile.
Ma Bjork e Volta dispensano anche il parossismo in crescendo di Declare Indipendence, i profumati cromatismi etnico/orientaleggianti di I See Who You Are ed i toni accorati di Vertebrae by Vertebrae.
Se amate avventurarvi in lande sonore sempre imprevedibili non potete fare a meno di Volta e della piccola...grande Bjork!
(Pasquale Boffoli)




3) SPARKLEHORSE : DREAMT FOR LIGHT YEARS IN A BELLY OF A MOUNTAIN


Non stiamo parlando certo di un novità discografica (il disco risale al Settembre 2006) ma vista la recente esibizione della band di Mark Linkous dalle nostre parti...
credo di poterlo recuperare (ed altrettanto chi legge) tranquillamente.
12 ballate cariche di fascino slow-core ai limiti del narcolettico (uniche eccezioni le movimentate Ghost in the sky e It's not so hard): con See the light, Mountains, Morning Hollow (con Tom Waits al piano e Jane Scarpantoni al cello!), Some Sweet Day, Mark Linkous sigilla a fuoco una vena introversa ed intimistica che scava nel profondo dell'animo dell'ascoltatore consegnandoci un piccolo capolavoro di pathos discreto del nostro tempo.
Molte le sottili suggestioni pop in questi solchi (!?) dalle melodie avvolgenti : dai Beach Boys di Brian Wilson (Don't take my sunshine away) a Bowie ed ai Beatles, sino al trip-hop di Getting it wrong, con la voce filtrata di Linkous, uno dei brani che 'prende' di più dell'intero album.
Linkous é anche uno polistrumentista ed in Shade and honey, Some Sweet Day e Ghost in the sky fa tutto da solo!
Si chiude con gli oltre 10 minuti strumentali di Dreamt for light years in the belly of a mountain (aka Maxine),vellutata sinfonietta guidata dal piano di Linkous, semplicemente magnetica!
(Pasquale Boffoli)

venerdì 1 giugno 2007

Rec. / Italiani; RUSTIES : Live In Germany (Rusties/Feel Hippie& Grumpy Prod. FHG/IRD. - 2007) & Younger Than Neil (FHG/IRD-2005) by Pasquale Boffoli




Fatemelo dire senza mezze misure: per quanto Neil Young ha prodotto dai '60 ad oggi per il rock, quello cantautorale e quello forte, chitarristico, e per la linfa vitale che costantemente vi ha iniettato meriterebbe 10, 100, 1000 cover-band come i Rusties. Intendo brave, efficaci e professionali come i Rusties.
I Rusties sono guidati da Marco Grompi, qui in veste di cantante e chitarrista ma nella vita da sempre giornalista musicale (Buscadero, Jam etc.), traduttore, promoter, scrittore, ufficio stampa, dall'altro chitarrista Osvaldo Ardenghi (anche ai cori) e comprendono Dario Filippi (basso) e Paolo Guerini (batteria): agiscono sin dalla fine degli anni '90 dedicandosi completamente al repertorio acustico ma soprattutto elettrico del grande canadese; si sono esibiti in centinaia di concerti in Italia ed all'estero.
Dopo un primo cdr autoprodotto nel 2002, Rusties Never Sleep realizzano il primo vero album, Younger Then Neil (parafrasando intenzionalmente il titolo di un famoso album dei Byrds o no Marco?) nel 2005, ben bilanciato tra il repertorio più 'rugginoso' ed elettrico di Young, come Cowgirl In The Sand, Words (between the lines of age), Over And Over, Mansion On The Hill e quello più delicato ed intimistico per cui tanto l'abbiamo amato attraverso quattro decadi: Old Man, Birds, I Believe In you, Harvest Moon, Don't Cry No Tears.
Younger Than Neil é stato anche il tributo personale dei Rusties per la celebrazione dei 60 anni di Neil Young.
I Rusties riescono in questo album ad oscurare il lato più deleterio del concetto di cover-band grazie ad una semplicità/spontaneità d'approccio ed al contempo personale passionalità nelle reinterpretazioni che aggirano il problema del confronto con gli originali.
Non c'é nulla di forzato o di imitatorio nella voce di Grompi, ma solo freschezza e linearità, né nel gioco di chitarre suo e di Ardenghi che 'duellano' in modo creativo ed appassionato, nella più pura tradizione rock, quella appunto forgiata dai Crazy Horse di Young.
Quest'ultima carta direi é giocata alla grande ed amplificata nel loro nuovo Live In Germany, registrato giusto un anno fa, il 25 maggio 2006 a Beverungen, durante l'Orange Blossom Special 10, grande raduno tedesco dedicato alla musica roots americana.
Decisamente la dimensione 'live' giova ai Rusties perché le loro lunghe versioni elettriche in Live In Germany di Love To Burn, della politicizzata Ohio, di Cortez The Killer (gioiello tratto da Zuma!), dell'intramontabile Southern Man, di Love and Only Love con i lunghi e rabbiosi scambi di soli chitarristici di Grompi e Ardenghi innalzano la temperatura ed il feeling esecutivi a dismisura.
A mio parere i brani dove queste caratteristiche raggiungono l'apice sono Love To Burn dal riff ipnotico ed accattivante ed Only And Only Love nei quali Grompi canta benissimo, con giusta grinta ed i soli chitarristici si alternano davvero pregevolmente con mood diversi in un crescendo contagioso.
Davvero azzeccato anche l'intermezzo strumentale tutto chiaroscuri di Ohio, dal sapore quasi reggae/Clash.
La sofferta e torturata Cortez The Killer é rivisitata e movimentata (bravo Guerini alla batteria) con spirito lancinante!
Gradevolissime le pastorali Long May You Run, Lookin' For A Love, Birds (tra le ballate più liriche scritte da Young) ed in conclusione l'entusiasmante, rabbiosa, significativa Rockin' In The Free World.

www.rusties.135.it
www.myspace.com/rustiesband
www.ird.it

giovedì 31 maggio 2007

Rec. / Esteri ; L'indie-rock francese della 5jve Roses : ABSINTHE (PROVISOIRE) -SINCABEZA (Distile Rec.); PEST SOUND (Stunt Kite Rec.) by P.Boffoli


E’ tempo di Francia per la prolifica agenzia di promozione pescarese 5jve Roses, distributrice di numerose realtà e labels indie
(in senso lato) europee ed internazionali. Quelle che seguono sono le recensioni dei nuovi dischi di tre tra le più notevoli formazioni transalpine promosse dalla 5jve Roses.



ABSINTHE PROVISOIRE : Alejandra
(Distile Records/2006)


A mio parere la 5jve Roses il colpo grosso l’ha fatto con Alejandra della Distile Rec., uscito nell’ottobre 2006, seconda opera di Absinthe (Provisoire), una formazione di Montpellier che dopo i magnifici precedenti di Ulan Bator ed Enfance Rouge dimostra come in Francia ci sia una scena sotterranea inquietante ed ancor più radicale rivolta alle espressioni e sonorità contemporanee più estreme.
Tutti aggettivi e concetti che calzano alla perfezione alle scelte operate da Absinthe (Provisoire), lontani dal benché minimo compromesso commerciale o mainstream.
I loro brani fiume sono straordinari streams of consciousness, sinfonie moderne che superano tipologie come post-rock, indie, noise, ethereal, dark, poiché sono tutto questo e lo sublimano in lunghissime epifanie chitarristiche, sorta di sublimi ascensioni melodiche di sapore wagneriano che si spengono molto gradualmente in lunghi liquidi segmenti sospesi in inquietanti mistiche attese (…ricordate i Pink Floyd di Ummagumma, in particolare Careful with that axe Eugene ?).
Tre chitarre (Christophe Devaux, Sylvain Etchegaray, Alexandre Morand) che interagiscono con lucida e creativa follia: melodie, rumore, percorsi eterogenei, sino a saldarsi a tratti in un magma letale e terrorizzante.
Questa esplorazione estrema spazio-temporale pare un metodo (se ci è concesso usare tale termine!) in continua evoluzione: i 29 minuti iniziale di Kocka ne rappresentano un eloquente dilaniante sunto e prendono davvero alla gola!
Le poche parole sparse in questi tortuosi itinerari appaiono concetti minimali ma lapidari : “…il n’y a pas d’unité / la pluie tombe e casse les visages / nous tous, femmes, enfants, viellards, tassés sous dix mille tonnes de merde / est-ce que nous respirons ? «.
L’abrasiva Amour-Infidelite-Introspection vive di straordinari echi/riverberi chitarristici e di una minimalità armonica struggente.
L’amara elegia di Someone Sais Your Heart Belongs To The Dead ricorda il David Thomas dei primi Pere Ubu, quelli più disperati ed introduce l’ancor più straziata Love Song for A Dutch Bitch, serenata dark dallo sviluppo dapprima disarticolato/destrutturato, poi sublimato in scenari neo-ambient, in una psichedelica intrisa di umori free-jazz ed infine in un rumorismo seriale ancora una volta terrorifico ed immobilizzante.
17 minuti di imprevedibile, allucinante situazionismo sonico.
C’è da chiedersi seriamente in futuro Absinthe (Provisoire) di quali stupefacenti accadimenti sonici possano ancora macchiarsi!

www.myspace.com/absintheprovisoire
www.distilerecords.com
www.myspace.com/distile
www.five-roses.net
www.myspace.com/5jveroses


SINCABEZA : Edit sur passage avant fin ou montée d’instrument.
(Distile Records/2007)


Il trio di Bordeaux Sincabeza guidati da Philippe Rey (chitarra) debutta con un album interamente strumentale sempre per la Distile Records.
Difficile da etichettare perché sfuggente e mutevole, basato com’è su strutture e segmenti strumentali di un sapore math-rock
(più che post-rock) europeo poco debitore a formazioni americane come Shellac e Dom Caballero. Ed incastonati l’uno nell’altro come un puzzle inestricabile.
Le armonie sono molto ondivaghe e la titano parecchio in brani come Suce ma bete. Dimanche Martin, O 4, …Ni les équations,
polverizzandosi in alchimie ritmiche a volte un po’ cervellotiche. Tuttavia una poesia tenue e struggente priva di parole traspare dalle trame delicate di 0 4. Altrove, in …Ni les équations è una martellante ripetitività minimale gravida di continui stacchi ritmici a comunicare alienazione e masochismo di una ricerca sonica che si autofrattura con metodo seriale rigenerandosi in anfratti ritmici angusti e pericolosi. L’intesa tra i tre è notevole, anche nei momenti più disarticolati e densi.
Bandit Manchot allarga a dismisura le maglie aconfinando all’inizio in una sorta di free-form jazz per poi rientrare nel solito tormento/estasi di fraseggi seriali ipnotici colmi di micro-variazioni sul tema.

La breve Non, Rien allenta notevolmente le tensioni accumulate con schizzi di note di un nostalgico bandoneon.
Waar het on gaat a sorpresa cerca la melodia mutante come in certe opere canterburiane di Hatfield And The North e National Health; e chiude splendidamente su un lungo anello melodico in progressione (xilofono, chitarre, basso…) di rara e potente bellezza che non avrebbe sfigurato nell’incomparabile Tubular Bells di Mike Oldfield.
Una deliziosa ghost-track di due minuti con arpa, campanellini e wood.block di sapore decisamente nipponico conferma il misterioso eclettismo di Sincabeza.
Distruzione metodica della melodia e sua seducente ricostruzione: forse è in tale affascinante contraddizione l’appeal maggiore del sound di Sincabeza.

www.sincab.com
www.distilerecords.com
www.five-roses.net



PEST SOUND : 76 kilos laughing.
(Stunt Kite Recordings /2007)


Pest Sound, guidati dal gallese Neil Ovey sono un quartetto di stanza a Strasburgo ed ha realizzato all’inizio del 2007 76 kilos laughing, un pregevolissimo chiaroscurale disco che si nutre innanzitutto dell’asimmetrica notevole vena cantautorale di Ovey, dotato di una profonda eclettica timbrica vocale, un ibrido tra Lou Reed, Kurt Wagner e vagamente Nick Cave.
A vere sghembe mazzate soniche come Prizefighter, The Alsace Samurai, Sneaky Sips, o la schizzata A Gang with no Legs or Wires sguazzanti in un seriale brodo post/math rock, si alternano ballate malate, vagamente velvetiane, come Tailspin, Afternoon Film, Russian Roulette nelle quali Neil Ovey ha modo di blandirci col suo strascicato malato mood vocale (…anche un funzionale falsetto!) decisamente accattivante.
La struggente Spooned è una melodia dai mille tentacoli, straziata dalla lancinante chitarra di Ovey.
Il piano puntillista di Sylvain Dorange impreziosisce il delicato vocalismo dell’ambigua Misanthropic Wife.
Ma si conclude davvero degnamente con la crudele lenta I am the Golden Gun, ebbra di un riff chitarristico glaciale e tagliente e di abbandoni tastieristici arcani. L’agrodolce progressione drammatica del brano è mozzafiato e conclude un disco che (concedetemi una citazione!) “ …brilla come un diamante puro e glaciale, incisivo, delicato, vizioso, melodioso. Imperdibile” (Marie Daubert; Magic: Revue Pop Moderne).
Il disco esce per l'etichetta francese Stunt Kite ed é stato registrato con la solità lucidità e potente nitidezza di particolari da Steve Albini all’Electrical Audio di Chicago; quali altre deviate alchimie ci riserva Neil Ovey per il futuro?

http://www.pestsound.com
http://www.five-roses.net

PASQUALE BOFFOLI

lunedì 28 maggio 2007

Recensioni/Italiani: Les:Petits:Enfants/Terriblez (Mizar Records/Audioglobe/Fleisch Agency - 2007) by Pasquale Boffoli



Non devono trarre in inganno i primi due tre minuti di Superdance, primo brano dell’album di debutto dei mantovani Les:Petits:Enfants/Terriblez, dal titolo omonimo: avvio prettamente electro-sintetico, con la voce di Andj filtrata al vocoder (chiara la matrice Kraftwerk) cosa che torna con eleganza intrigante in Land Of Peaches ed altri episodi dell’opera.
Questo disco è quanto di più eclettico si possa immaginare, votato ad un crossover moderno ed insinuante in misura crescente ad ogni nuovo ascolto.
La successiva ballata umanoide ad esempio, la chiaroscurale The Day Before The Crash si tinge di bagliori new-wave ‘80 ancora intrisi di sussulti punk.
Invitation au voyage : brano seducente a chiare tinte dark recitato più che cantato in francese; sembra un brano degli Ulan Bator più melodici, con le chitarre di Andj ed Andrea soverchiate nel finale da un’epifania di synth che penetrano i neuroni suadentemente.
Pnx vol.2 (strumentale), Jeunesse, No, Martina, Concept svelano una colta componente noise, fredda ed avvolgente sfociante in melodie ammalianti che qualifica L.P.E.T. tra i più diligenti e rigorosi allievi dei Sonic Youth.
Rimane il loro sound un albero che allunga i suoi rami in tutte le direzioni in virtù anche dell’ennesimo splendido lavoro di produzione e tecnico di Fabio Magistrali; si prendano Vampyrotheuthis Infernalis e You know nothing you know: tessiture chitarristiche preziose e sommessi vocalismi di sapore post-rock sbocciano in irresistibili walls of guitars.
La serpentina The Cake, quasi gotica ed alimentata da voce sintetica e synth sfocia più volte in ennesime catarsi chitarristiche e vive splendidamente di pieni e di vuoti .
Un cupa chitarra trattata con un e-bow risplende nella malinconica Teatro dell’aqua, attorcigliata ad altre delicate corde: un epilogo strumentale intimamente discreto per un album che sintetizza con arte sopraffina più di trent’anni di mutazioni e sussulti del rock venuto dopo il punk, ma che pesca anche negli anfratti intellettuali tra i ’60 e ’70 europei, teutonici in particolare.

http://www.lpetz.net/
http://www.mizar-records.com
http://www.fleisch-agency.com
http://www.audioglobe.it

Collaborazioni: NINE INCH NAILS e Controinformazione by Antonio Petrucci



Un breve ma intrigante articolo di Antonio Petrucci sui retroscena del nuovo lavoro dei Nine Inch Nails, "Year Zero" (un pò inquietante l'omonimia con il titolo della trasmissione di Santoro...non trovate?).(P.B.)


Oramai è trascorso più di un mese dall'uscita di "Year Zero" che musicalmente mantiene la struttura degli album precedenti con qualche novità interessante.
In definitiva si tratta di un buon album, ma la vera novità di YEAR ZERO riguarda l'attenzione data dal gruppo di Trent Reznor ai testi, ma ancora di più all'aspetto multimediale sviluppato intorno al disco che coinvolge vari artisti.

Su internet i giorni seguenti l'uscita si sono susseguite notizie di messaggi, decifrabili sia dalla copertina del CD sia dai brani stessi, che evidenziano alcuni indirizzi di siti internet dai contenuti inquietanti, in cui si immagina un futuro poco rassicurante; ritengo sia questa la vera interessante novità dei NIN che potrebbe avere interessanti sviluppi in futuro.

In un momento storico come questo di appiattimento culturale in cui prevale una comunicazione falsata trovo che queste iniziative facciano ben sperare per il futuro.
Per chi fosse interessato ad approfondire tale progetto riporto di seguito gli indirizzi di alcuni di questi siti internet e "buona navigazione".

http://www.nin.com/ (sito ufficiale del gruppo)
http://www.opensourceresistance.net/
http://www.exterminal.net/
http://www.churchofplano.com/
http://www.artisresistance.com/
http://www.redhorsevector.net/

Antonio Petrucci

Cinema UNDERGROUND (il meglio del cinema in dvd) by Antonio Petrucci, n°.4



Titolo: BLADE RUNNER, USA 1982
Regia: Ridley Scott
Genere: Fantascienza
DVD edizione: Warner Bros 2006


A 25 anni dalla sua uscita ancora oggi si parla di questo fondamentale film.
In questa sede non voglio aggiungere altre considerazioni sulla forma e sui contenuti, mi interessa solo sottolineare un elemento importante che emerge dalla sua visione.
Oltre a racchiudere in sé il meglio del cinema, belle scenografie, un'emozionante colonna sonora e ottima recitazione la pellicola si spinge oltre offrendo allo spettatore una visione di un futuro in cui l'umanità è vittima di una scienza al servizio del potere e ci mostra tutte le conseguenze che lo potrebbero caratterizzare.
L'indimenticabile finale ci induce a provare un senso di pietà verso i replicanti che scelgono l'autodistruzione per salvare gli uomini dalla follia di una scienza malata.

Trailer: www.youtube.com/watch?v=vD2wRsVdVaQ

(Antonio Petrucci)







Titolo: FATA MORGANA , Germania 1970
Regia: Werner Herzog
Genere: Documentario
DVD edizione: RHV Home Video


Herzog rappresenta per me il cinema della conquista e della lotta; tutto il suo cinema ne è impregnato, i suoi film come i suoi documentari.
In questo senso l'obiettivo può essere raggiunto solo attraverso un reale sacrificio, egli mette in campo delle forze che si trasformano in pensieri, sensazioni o immagini: da questa alchimia nascono i film di Herzog.
Anche Fata Morgana non sfugge a questa regola, girato in condizioni avverse in giro per l'Africa nel 1970. Il regista insieme all'operatore ci svela immagini di grande durezza ma anche di struggente poesia; questo documentario alla fine si rivela un duro atto di accusa verso l'occidente colonizzatore che ancora oggi riesce a comunicare con i propri simili meno fortunati solo con la sopraffazione e la violenza.
Questa ottima edizione della RHV contiene tra gli extra anche due inediti documentari del regista girati sempre in Africa.

(Antonio Petrucci)







Titolo: Nightmare Detective - Il cacciatore di sogni, Giappone 2006
Regia: Shinya Tsukamoto
Genere: Horror
DVD edizione: Raro Video 2007


Ultimo film distribuito in Italia del poliedrico regista Shinya Tsukamoto che in un'intervista dichiara di avere voluto creare un'opera di transizione ed allo stesso tempo raccolto tutti gli elementi delle sue opere precedenti.
Il film unisce il genere horror con il thriller psicologico in modo originale anche se per essere apprezzato richiede più di una visione; la trama è abbastanza canonica ma la cosa straordinaria é la forma in cui il regista integra e sviluppa gli eventi sino ad arrivare al finale che definirei metafisico.
Ottima l'edizione della Raro Video che comprende come extra anche un'intervista a Enrico Ghezzi e al regista. Consigliato ovviamente agli estimatori del regista ma anche a coloro che sono alla ricerca di un cinema in cammino verso nuovi orizzonti.

Trailer: www.youtube.com/watch?v=9npZM41PJ9Q

(Antonio Petrucci)

venerdì 25 maggio 2007

Attualità: Sex Crimes and Vatican / Il documentario della BBC


Ho ricevuto per e-mail il documento che qui pubblico e di cui si fa già un gran parlare in rete ma non solo: Sex Crimes and Vatican, un documentario decisamente scottante della BBC riguardante la pratica della pedofilia nella chiesa anglosassone.

" Il documentario della BBC trasmesso in Inghilterra nel 2006 sugli scandali dei Preti & Pedofilia si richiama il "Crimen Sollicitationis", un documento di Ratzinger che rinnova il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi.
In Italia non é mai andato in onda, né i giornali né gli altri mezzi di informazione vi hanno fatto accenno". Ora grazie al sito di bispensiero.it é disponibile la versione tradotta in italiano "


lo trovate nella versione integrale qua:

http://www.diggita.it/story.php?title=Sex_crimes_and_Vatican_documentario_BBC_censurato

E' QUASI sicuro che sarà l'argomento principale di cui si occuperà Michele Santoro nella prossima puntata di ANNO ZERO di giovedì 31/05/07, così come lo stesso giornalista ha annunciato all'inizio della puntata del 24/05/07, 'denunciando' pressioni e pareri di vario tipo ricevuti circa l'opportunità della messa in onda del documento della BBC.
Ma si sa, Santoro é 'capatosta' e comunque la pensiate, il pezzo sarà trasmesso: credo sia da non perdere assolutamente per la nostra salute mentale, alla stessa stregua di Milan-Liverpool!

www.bispensiero.it
http://www.annozero.rai.it/annozero/default.htm

PASQUALE BOFFOLI
Una precisazione : visto che qualcuno me l'ha chiesto !
Se cercate nel blog un articolo su un artista o band in particolare basta che digitiate l'argomento desiderato nel riquadro in bianco in alto a sinistra accanto alla lettera B e poi cliccate accanto su CERCA NEL BLOG : appariranno tutti gli articoli dei mesi ed anni precedenti su ciò che cercate o nei quali vi si fa riferimento. ok ?
Buona lettura (P.B.)

mercoledì 23 maggio 2007

News: THE RAMONES: il sito ed il libro di Marco Zuanelli.


Ancora novità sui Ramones e su quanto gira intorno al loro ormai consolidato mito. E' uscito GABBA GABBA BOOK di Marco Zuanelli, esaurientissimo documento sul pianeta Ramones.
Ma Zuanelli ha anche varato il sito www.gabbagabbabook.it dove l'autore disquisisce sul suo libro e sui Ramones.


Ma lasciamo che sia Marco stesso (a destra nella foto) a parlarci del sito. (P.B.)


' All'interno potrete trovare 3 sezioni:

1) notizie varie sul libro,

2) la discografia dei Ramones che è così suddivisa:
Discografia: lp, cd ufficiali con nome produttore/i, anno, formazione e scaletta dei brani
7 pollici, cds e promozionali: 45 giri, cds e promozionali divisi x stati
12 pollici: 12 pollici ufficiali e promozionali inglesi e americani e di altri paesi
Bootleg: divisi in tre sezioni LP, cd e 7"
Solisti: incisioni in cd, lp, 7" dei vari componenti dei Ramones (Joey, Marky, Johnny, Dee Dee e Cj)
Compilation: compilation divise in ordine alfabetico dove "appaiono" brani dei Ramones
Colonne sonore: film che hanno al loro interno un brano dei Ramones
Cover: cd, lp, 7" di gruppi ke coverizzano brani dei Ramones divisi in ordine alfabetico
Tributi: cd, lp, 7" tributo ai Ramones divisi in ordine alfabetico
Più di 200 pagine, più di 800 tra vinili e cd riguardanti i Ramones.


3)
le news che vengono aggiornate abbastanza spesso!'

www.gabbagabbabook.it

martedì 22 maggio 2007

News : THE RAMONES ; la biografia ufficiale


THE RAMONES sono una mia vecchia (mai deceduta!) passione.
I fratellini inventori del punk (questa l'opinione di tantissimi!) continuano a far parlare di sé anche se la band originaria per tre quarti (Joey, Johnny e Dee Dee) é ormai estinta. Mai lo sarà nei nostri cuori e nelle nostre orecchie !
Pubblico su gentile concessione di Mirkoguevara, titolare di
http://it.groups.yahoo.com/group/endofthecenturyramones, il maggiore fans-site italiano della band le news circa la pubblicazione della loro biografia ufficiale. (P.B.)


La biografia ufficiale della storica band.
Trent'anni di musica punk, ventidue anni di carriera per un gruppo tra
i più rappresentativi di questo genere, nelle sue caratterizzazioni
punk rock e punk '77 (il punk degli esordi, risalente appunto alla
seconda metà degli anni settanta).
Protagonisti sono i Ramones, famoso gruppo musicale statunitense,
una delle band di maggiore influenza degli ultimi decenni, considerata fra le capostipiti del movimento punk newyorkese.
Un gruppo che ha annoverato, fra i suoi ammiratori, anche il re dell'horror Stephen King, o il leader dei Pearl Jam, Eddie Vedder, che ne presiede il fan club americano.
In occasione del trentennale della nascita del movimento punk ecco
così comparire la versione italiana della loro biografia ufficiale,
uscita in America nel 1993, dagli esordi nella scena newyorkese del
CBGB's, alla collaborazione con il leggendario produttore PhilSpector, dalla nascita del loro sound minimale al loro look (giubbotto di pelle nera, t-shirt e scarpe da ginnastica) per concludersi tristemente con i ben noti problemi con alcol e droghe che ne hanno
segnato il percorso e lo scioglimento definitivo.

Jim Bessman, giornalista free-lance e amico personale dei Ramones, è
l'autore di tale biografia ufficiale, scritta in collaborazione con i
membri della band, arricchita da una dettagliatissima discografia e
"gigografia" completa; il tutto è condito da storiche e curiose
illustrazioni (volantini, manifesti, recensioni originali degli anni
Settanta) che contribuiscono a ricreare nell'immaginario del lettore
il percorso musicale e personale di una band storica.

La versione italiana del volume è stata inoltre arricchita di un esclusivo aggiornamento: il nuovo millennio può infatti essere considerato la fine di un'epoca per la band newyorkese, che ha perso tre dei quattro membri fondatori, Joey, Dee Dee e Johnny, scomparsi prematuramente nel giro di pochi anni, proiettando i Ramones nell'olimpo del rock. Ingresso nell'olimpo ulteriormente amplificato dall'entrata nella Grammy Hall of Fame, del loro omonimo album di esordio. E' inoltre in preparazione un film,girato da Pablo Echaurren, dal titolo "The Holy Family", sui rapporti tra i Ramones e Roma.
Un volume immancabile per chi con i Ramones è cresciuto, per chi ama la storia della musica.

Bessman Jim, Ramones la biografia ufficiale, Arcana, Collana Musica,
pp. 380, euro 18,00
,
www.arcanalibri.it

http://it.groups.yahoo.com/group/endofthecenturyramones/

endofthecenturyramones@yahoogroups.com

lunedì 21 maggio 2007

Cinema UNDERGROUND (il meglio del cinema in dvd) by Antonio Petrucci (n°.3)

Ora trovate anche i trailer ! Grazie Antonio !




Titolo: KYASHAN - la rinascita , Giappone 2004
Regia: Kazuaki Kiriya
Genere: Fantascienza
DVD edizione: Dolmen 2006


Primo film del regista giapponese Kazuaki Kiriya che rielabora l'omonimo Anime apparso anche in Italia.
Devo ammettere che alla sua prima visione ero molto scettico: dimostra come con un budget insignificante paragonato alle produzioni americane, ma con tanta voglia di scrivere, dirigere e montare un film si riesca a creare un'opera cinematografica originale di grande impatto visivo, con una splendida fotografia, scenografie sontuose, ed effetti speciali spettacolari; anche se il tutto si poggia su una canonica trama tra guerre futuristiche e scienziati che fanno esperimenti di clonazione, si rimane impressionati dal risultato finale.
Film di puro intrattenimento "ma non solo" ci dimostra che alcune volte i sogni diventano realtà.
Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=kk9fGI90qdM
(Antonio Petrucci)




Titolo: Combatti ZATOICHI, Combatti , Giappone 1964
Regia: Kenji Misumi
Genere: Drammatico
DVD edizione: Dolmen 2007


Ottavo di una lunga serie dedicata a questo famosissimo personaggio Zatoichi, un massaggiatore cieco, ma anche abile spadaccino e amante del gioco d'azzardo, che in questo film del 1964 per una sfortunata coincidenza causa la morte di una donna, in viaggio con suo figlio per tornare a casa dal marito; preso dal rimorso decide di riportare il piccolo orfano dal padre che vive in un'altra città, ma le cose non andranno per il verso giusto.
Il film che alterna dramma e comicità, con una bella fotografia e con alcuni poetici momenti tipici dell'arte e della cultura giapponese, dimostra come all'epoca le produzioni di film di genere fossero qualitativamente molto elevate, e rivedendolo oggi si possono ancora apprezzarne le qualità.
(Antonio Petrucci)




Titolo: FIGHT CLUB - America 1999
Regia: David Fincher
Genere: Drammatico
DVD edizione: Medusa Home Video


Per molti versi innovativo, dirompente nei contenuti e nella forma ben recitato da Brad Pitt, Edward Norton e Helena Bonham Carter, il film racconta l'incontro tra due persone che diventa quasi un percorso "iniziatico" che richiede il superamento della paura e del dolore per raggiungere la libertà ma in questo caso con un esito drammatico.
L'insofferenza ad un vivere come "pecore" porta i protagonisti verso una regressione ad uno stato primordiale sino all'autodistruzione, nel disperato tentativo di liberarsi di ciò che non gli appartiene, e nello straordinario finale ci viene rivelato che la ricerca solo della sofferenza per sentirsi vivi conduce verso strade senza uscita, lasciandoci impotenti dinanzi alla desolazione causata dalle nostre azioni.
Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=HstQaobp4Jw
(Antonio Petrucci)

mercoledì 16 maggio 2007

From The Past /Recensioni / THE FUZZTONES :Salt For Zombies(Sin Records 2004 - Misty Lane/Teen Sound 2005) by Pasquale Boffoli




Certo le news che Giandu ci ha dato nel suo live-report circa lo scioglimento dei Fuzztones da parte di Rudi Protrudi (speriamo infondate!) non sono delle più esaltanti.
Spero di ridurvi la sofferenza (i know...magra consolazione!) proponendovi la recensione che scrissi all'uscita del loro ultimo album in studio, Salt For Zombies, risalente al 2004.
Di rilevante dopo Rudi Protrudi & The Fuzztones hanno fatto uscire l'ottimo cofanetto-antologia LSD 25/25 years of fuzz and fury (cd+dvd/Get Back, 2005) e The Fuzztones Boom (Beyond your mind rec./2006, ep & cd), tributo ai Sonics contenente oltre 6 classiche covers della mitica '60-band riprese da incisioni del passato 'Caught You Red Handed', brano inedito con Mark Lindsay, vecchio fondatore e leader di Paul Revere & The Raiders al tenor sax.
Ma eccovi la mia recensione (pubblicata nel 2004 anche da Massimo DalPozzo nel suo sito Now sound) di quello che potrebbe essere l'ultimo lavoro in studio sulla lunga distanza di Rudi Protrudi and THE FUZZTONES! (P.B.)


.
' Rudi Protrudi, l’ultimo ‘zombie’ contemporaneo del sixties-garage ci riprova: dopo l’ottimo e.p. ‘Help, Murder, Police’ uscito per la romana Misty Lane dell’indispensabile Massimo Dal Pozzo, quando disperavamo ormai un lavoro più sostanzioso eccoci capitare tra capo e collo quasi un’ora di nuovo materiale inedito. Salt For Zombies esce per la nuova etichetta di Rudi Protrudi, la Sin Records, di stanza a Tujunga, California e l’eloquente ambiguo riferimento alla storica etichetta di Memphis che segnò la nascita del rock&roll è sin troppo esplicito.
Chi porrà prevenuto Salt for Zombies nel lettore cd per avere la riprova dell’inutilità e della scontatezza del garage-revival dovrà ricredersi: quando dietro il rock c’è passione e convinzione cade la ricerca delle novità a tutti i costi e nella maggior parte dei tredici brani di Salt For Zombies è proprio questo che succede
In episodi come My Brother The Man, Johnson In A Headlock, Black Lightning Light, Face Of Time si respira a pieni polmoni irruenza esecutiva e ‘sinistra’ psichedelia che testimoniano dell’ottimo stato ispirativo di Rudi Protrudi e dei suoi Fuzztones: certo, seriali rimandi alle atmosfere paludose ed opprimenti di Lysergic Emanations non mancano, soprattutto in Face Of Time e nella lunga, sospesa, ipnotica Black Lightning Light ma nella disperata Be Forewarened , This Sinister Urge e What Ever Happened To Baby Jesus? Rudi dimostra di essere maturato ulteriormente dal punto di vista espressivo e riesce ad essere incisivo come poche volte in passato.
Musicalmente si nota in alcuni episodi un avvicinamento notevole a certe tipiche atmosfere doorsiane, soprattutto per merito delle tastiere ‘vintage’ di Deb O’Nair: come negare che l’inizio di This Sinister Urge è pari pari quello di Light My Fire o che il mood decadente di Hallucination Generation, A Wristwatch Band e Get Naked ci riportano al Jim Morrison & The Doors delle ballate melliflue e perversamente psichedeliche?.
Anche il chitarrista Batlord pare a volte voler rievocare (A Wristwatch Band) il fraseggio serpentino ed insinuante di Robbie Krieger ; in altri frangenti appare aggressivo come Dio comanda ed in generale ben bilanciato con i cromatismi di Deb O’Nair.
Ad onor del vero un paio di cosucce così così ci sono, Idol Chatter e Group Grope, ma sono offuscate dalla stupenda resa rallentata del classico Don’t Blow Your Mind e dalla lunga, sofferta, torturata What Ever Happened To Baby Jesus?, alla fine della quale ti vien voglia di ricominciare, sin dall’inizio sfacciatamente I Had Too Much To Dream / Electric Prunes della memorabile My Brother The Man ( eh sì Rudi….la tradizione prima di tutto ! ' .

TRACKLIST : My Brother The Man – Get Naked – Face of Time – Be Forewarned – Johnson in a Headlock – This Sinister Urge – Black Lightning Light – Idol Chatter – Hallucination Generation – A Wristwatch Band – Group Grope – Don’t Blow Your Mind – What Ever Happened to Baby Jesus


PASQUALE BOFFOLI

http:/www.myspace.com/thefuzztones