mercoledì 3 agosto 2011

ATSIVIR MAGAZINE N° 0,4 (2010 Magazine + CD, Edizioni B.I. Press, Sedia Records)

# Consigliato da DISTORSIONI

Siamo nel 2011 e le fanzine/magazine si stampano ininterrottamente da 30 anni: malgrado webzine e blog abbiano minato alla base la sopravvivenza di questi favolosi prodotti pseudo-artigianali la loro linfa continua a pulsare nelle fiere di fumetti indipendenti, festival underground ed eventi simili. E’ proprio un festival di fumetti il luogo in cui sono entrato in possesso di questo magazine:
ATSIVIR, 64 pagine più CD.
ATSIVIR non è una rivista, è un contenitore di weirdume stile le connazionali edizioni RAW RAW e strizza l’occhio alle fortunate realtà di autoproduzione francesi (Nazi Knife) e statunitensi: all’interno possiamo trovare decine di collage improbabili, scarabocchi infantili, computer art, e tanto tanto net-trash (ovvero la spazzatura che circola nella rete), in questo caso è la carta stampata che “cattura il flusso della rete” con varie istantanee che immortalano su carta ciò che generalmente siamo abituati a fruire dal monitor di un pc. Il Cd allegato alla rivista è l’oggetto della mia recensione, una compilation manifesto di artisti/musicisti “andergraund” marchigiani ideale risposta alla Borgata Boredom romanesca. Le Marche sono un territorio da esplorare non solo per godere delle bellezze storico-paesaggistiche che abbondano in questa regione baciata dalle arti, ma da sempre nido di realtà sperimentali e contro-culturali degne di citazione. Ad aprire le danze ci pensa IOIOI con La Notte degli hotaru flowers, la ragazza non è di certo una dilettante, la sua track traspira di atmosfere oniriche e rarefatte dalla chiara impronta estremo-orientale, gli arpeggi della chitarra elettrica emergono in una foresta sonica sotto il caldo sole rosso dell’est, ed evocano sussurri e fantasmi di un antico tempio zen. La seconda traccia, NOIA, è un loop elettronico di Betulla, martellante danza robotica di errori di sistema, una deflagrante deriva di hardware impazziti ripetitiva e dissonante che lascia il passo a Movement Three, Alessio Ballerini compone una sinfonia ambient dai toni melanconici che richiamano una certa poetica romantica rara e suggestiva.
Mr something con la sua Ladybird steps è un ritorno al passato prossimo, un beat di commodoriana memoria dove lo spirito ludico del videogame retrò deve fare i conti con l’incedere di una malinconica new sensation che sembra non scorporarsi dall’animo di questi marchigiani di nuova generazione.
Una ballata ironico demenziale dei Gerda fa da spartiacque della compilation, testimonianza di serate passate a mangiare piadine e bere birra di qualità (spero per loro data la natura “scrauso-improvvisata” di questo pezzo). Grandissimo di autore omonimo è un break parossistico e vigoroso, batterie tamburellanti e piatti scroscianti in una lunga suite percussiva che fanno da preludio ai Beasts ed alla loro Terra.
I Beasts hanno un sound corposo ed estraniante, la loro traccia è una pulsazione elettrica attraversata da droni e feedback: ho avuto l’occasione di vederli dal vivo nel festival in cui ho reperito questa pubblicazione e sono stato piacevolmente sorpreso dalla loro performance, a mio parere sono fra le più solide realtà della sperimentazione italiana, una pietra grezza ma di indubbio valore che però non trova terreno fertile fra le mura nostrane, come del resto quasi tutte le realtà degne di nota nel paese delle Vibrazioni e del Genio. Il blues obliquo di Above the Tree rappresenta una delle tracce più organiche seppur contorta e secca come un ramo di un albero pietrificato nel deserto dell’Arizona, ennesima testimonianza che fra queste colline c’è qualcuno che fa sul serio a differenza della miriade di improvvisati rockers che pascola in libertà nel panorama sperimentale italiano.
She was right – He was Left è un blues stonato e rauco del sorprendente MR.WHORE, il suo è un sound sconclusionato ed esaltante, la chitarra scarna ed essenziale si mescola ad un primitivismo roots Lo Fi assolutamente genuino e godibile nella cacofonia. L’ultima traccia della compilation è un harsh noise crudo e deflagrante di Combustione e Liberazione, ossessività a ripetizione, tremori tellurici e tempeste di sabbia che pervadono il profondo subcosciente di questo popolo da sempre esposto ad elevata sismicità. Chiunque voglia avere un quadro esatto della geografia musicale/sperimentale italiana deve prendere atto di questa compilation-rivista che attesta le Marche come una delle realtà più prolifiche del panorama underground italiano, il sito web http://www.atsivir.com/ è un gustoso assaggio di ciò di cui ho scritto in questa recensione per tastare con mano quanto e cosa questi marchigiani, oltre a pregevoli insaccati, sono in grado di produrre nella loro pittoresca realtà regionale.
Nick Zurlo

Mr.WHORE/BETULLA/ALESSIO BALLERINI/BEASTS

Atsivir
Atsivir n. 04
Alessio Ballerini

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