sabato 25 giugno 2011

LIVE REPORT: Battles - Caribou, 23 giugno 2011, "Roma incontra il mondo" 18^ Edizione, Villa Ada, Roma

Il lato creativo ed esclusivo del panorama avanguardistico musicale di questi ultimi anni, si è esibito sotto le stelle di Villa Ada in occasione della 18^ edizione della celebre manifestazione "Roma incontra il mondo". In cartellone per la serata del 23 giugno 2011 un’accoppiata vincente: Battles e Caribou. Atmosfera unica per una serata magnifica e una partecipazione straordinaria di gente, tanta, tantissima gente (e non solo giovanissimi!). Chi l’avrebbe mai detto che l’elettronica potesse abbracciare e rivestire di tale calore un ambiente suggestivo e romantico come quello che offre il rinascimentale parco romano.

Roma incontra il mondo 18a Edizione

Battles
Ad aprire il concerto sono i newyorchesi Battles, vera grande sorpresa della serata, che presentano quasi per intero il loro ultimo lavoro “Gloss Drop” (Warp 2011), rimando per i dettagli all’esaustiva recensione di Ubaldo Tarantino. Operativi dal 2002 i nomi che compongono questa band e le ex militanze bastano a spiegarne l’incredibile caratura: Ian Williams (Don Caballero), John Stanier(Helmet e Tomahawk) e Dave Konopka (Lynx). Dopo l'abbandono del leader e geniale polistrumentista, figlio d’arte Thyondai Braxton continuano a reinventarsi e a rimanere su livelli eccellenti. Una miscela esplosiva e coinvolgente del math rock in stile Don Caballero, capace di assemblare quindi, in modo assolutamente originale, sonorità noise rock ed elementi di jazz e avanguardia.
Rigore esecutivo ed elaborate evoluzioni strumentali che dissipano l’impatto di freddezza tipico dei Don Caballero con mutazioni prog estrose, caricaturali quanto coinvolgenti. Algoritmica dal cuore pulsante e intrisa di sano, irresistibile divertissement potrebbe definirsi per riassumere l’eclettico sound che fuoriesce dal vocoder e dalle irresistibili percussioni di Stainer: batteria, campanelli e space-maracas. Sembra veramente che la frizzante follia di Williams e compagni vada ad attingere da una misteriosa ed inesauribile scatola delle meraviglie.Matematica applicata sì, ma ad un'opinione bizzarra quanto fantasiosa.Un pò come quella specie di gelato fluò al gusto di zucchero filato dalla texture che tanto ricorda la materia cerebrale, illustrato nella cover. I prestigiosi ospiti che hanno dato lustro al loro ultimo lavoro appaiono in pannelli luminescenti mentre i giochi di luce cambiano con gli stessi vorticosi ritmi dei campionamenti sonori.
Kazu Makino dei Blonde Redhead nelle ritmiche spezzate e nei tocchi dance-pop di Sweetie & Shag, Yamatsuka Eye dei Boredom, Gary Newman in My Machine e Matias Aguayo che dà un tocco di devastante e funkeggiante frenesia a Ice Cream. Contagiosi, geniali, coinvolgenti e incredibilmente ispirati nel loro percorso fuori schema. Se ne vanno dopo un’ora e un quarto sotto uno scroscio di applausi e guardandomi intorno avverto la forte sensazione che la cosa dispiaccia parecchio.

Caribou
Alle 23.15 inizia il concerto di Caribou, ad allestire il palco e controllare con meticolosa precisione amplificazione e strumenti è lo stesso Dan Snaith. Un'ora e cinque minuti di immersione - è il caso di dire - nel suo ultimo lavoro "Swim" (City Slang 2010). Un flusso sonoro electro-pop che forse effettua una virata troppo brusca verso una dance music decisamente spiazzante. Certo stiamo parlando pur sempre di un suono sofisticato, elaborato quasi maniacalmente, di pregevole eleganza e raffinatezza ma lontano dal meraviglioso mosaico composto da inserti di psichedelia, schizzi di kraut rock e folk perfettamente amalgamati all'elettronica di "Andorra" (Merge 2007).
Un piacevolissimo ascolto di loop vocali e tecniche sonore funamboliche: Kaili, Odessa, Sun, che nella ricerca melodica rendono il suono quasi liquido, un tutt'uno con le proiezioni lisergiche dello sfondo. Tuttavia l'impressione è che la tensione sperimentale condita da spezie retrò dei primi lavori abbia lasciato spazio ad un perfezionismo un pò troppo manieristico e a tratti freddo. In ogni caso magistrali e di grande impatto sonoro Bowls e Jamelia, ma destinate a soccombere a confronto con i sognanti paesaggi rarefatti che ci offrono Niobe e Sundialling. L'esibizione live dell'ex Manitoba, attivissimo fin dagli albori del nuovo millennio sembra voler confermare la voglia di nuotare seguendo l'onda delle tendenze e dei clichè elettro-disco tanto in voga, piuttosto che l'emozionalità di un'autentica ispirazione. Certo che il canadese Snaith è un matematico che adopera la tecnologia per confezionare prodotti impeccabili e c'è poco da stupirsi se a volte la fantasia si lascia rubare troppo spazio da una costruzione armonica pedissequa e decisamente un pò ruffiana. Poco importa, ad un mago del suono si concede questo ed altro e la qualità scenografica dell'esibizione è comunque un'esperienza mai deludente che vale la pena vivere. In conclusione che dire, ero andata per godere dei prodigi del geniale polistrumentista, volevo perdermi nel cerchio caleidoscopico dei Caribou ma è evidente che sono rimasta invischiata nella sostanza dolciastra e appiccicosa (che sia bubblegum???) di quel rosa shocking sfoderato dai Battles. A volte va così. Fa parte dell'inesauribile, imprescindibile fonte di emozioni cha solo la musica sa offrire.
Romina Baldoni
Foto Battles di Romina Baldoni
Video/brani di Romina Baldoni

Battles @ Villa Ada, Roma - 23/06/2011
Wall Streeet
Battles - Ice Cream (Featuring Matias Aguayo) - taken from Gloss Drop
sweetie & shag
Caribou - Odessa Live in Roma Villa Ada
Caribou - Sun - Roma 2011

15 commenti:

Paolo ha detto...

Comunque i Battles non hanno suonato Atlas

Piero ha detto...

Infatti, tralasciando varie inesattezze in nomi di artisti e titoli di brani, mi sa che Atlas l'hai sentita solo tu.

Pasquale ' wally ' Boffoli ha detto...

cari Piero e Paolo, vi faccio rispondere dall'autrice dell'articolo, ciao e grazie

Piero ha detto...

Beh, non credo ci sia molto da rispondere: conosco bene i Battles, avendoli visti dal vivo in ogni fase della loro carriera, dai primi ep a oggi. Dovrei esser stato sbronzo fradicio per non sentire il loro brano più "famoso, o sordo e pure cieco, considerando il delirio che solitamente genera. Mi chiedo piuttosto come l'abbia sentita l'autrice dell'articolo.

Paolo ha detto...

Beh, succede spesso se uno scrive le recensioni da casa...

Pasquale ' wally ' Boffoli ha detto...

Scusa Paolo, non riesco a capire cosa vuoi dire con quel 'succede spesso se uno scrive le recensioni da casa...'
(wally boffoli)

Paolo ha detto...

Wally, non voglio essere polemico, ma come fa un recensore a scrivere che è stato eseguito un pezzo (per giunta aggiungendo con trasporto particolari quali 'la tarantella cadenzata...per farci saltare all’unisono) se non è mai avvenuto? Non si tratta di confondere un titolo ma di inventare...

Claudio ha detto...

confermo ciò che dicevano Piero e Paolo, non hanno suonato Atlas in quanto, come diceva l'autrice stessa nell'articolo, Braxton ha lasciato la band.
La prossima volta spenda 18 euro almeno si eviterebbero questi grossolani errori!

Pasquale ' wally ' Boffoli ha detto...

Cioé cosa vuoi dire Claudio, che al concerto non c'é stata? Comunque complimenti, state dando libero sfogo alla vostra libidine senza neanche aspettare che l'autrice vi risponda ...

Pasquale ' wally ' Boffoli ha detto...

Carissimi Claudio, Paolo e Piero, ecco la risposta dell'autrice del live-report ROMINA BALDONI, che prima di tutto vi chiede scusa per il ritardo della risposta dovuto a problemi personali che ha avuto, contrariamente al sarcasmo polemico davvero di cattivo gusto contenuto nei vostri commenti: alludo agli sfotticchiamenti vari relativi l'aver scritto il live-report da casa senza in realtà esserci stata al concerto e senza aver speso 18 euro. Le critiche e le osservazioni agli articoli sono ben accolte da noi, il sarcasmo e gli sfottò gratuiti NO! (wally boffoli)

'I Battles non hanno eseguito Atlas e questo è suonato come uno scempio per i detrattori della vecchia linea del gruppo. Non si sa se ad irritare di più sia stata la decisione di abbattere alcuni ponti con il passato o il fatto che pezzi come Sundome e Wall Street abbiano coinvolto con altrettanta energia il pubblico e siano stati musicalmente all'altezza di tutte le cose precedenti. Non hanno suonato Atlas perchè non c'è più Tyondai Braxton? Claudio, ti ricordo che i tredici pezzi del nuovo album sono stati scritti e registrati quando ancora il musicista non era fuorisuscito dal gruppo, per cui avrebbero potuto eseguirla così come è stato per tutti i pezzi registrati con i collaboratori occasionali da me elencati nel report e che di fatto non erano materialmente presenti.
Piero, posso sapere quali sono le "varie inesattezze" che ho compiuto? Io sono andata a vedere il concerto da vera appassionata e mi sono opportunamente documentata su ciò che ho scritto e credo di aver dato voce alle mie emozioni senza partire da nessun tipo di aspettativa precisa, lo dimostra il fatto che ero andata per sentire un Caribou che avevo molto apprezzato in lavori come Andorra e che non ho esitato a definire deludente nella performance dal vivo. Sono contenta di aver speso 18 euro anche per cambiare idea, saper apprezzare la musica è anche questo, saperne fruire con la giusta apertura mentale.

Piero ha detto...

Se il mio sarcasmo è risultato di cattivo gusto, me ne scuso, Pasquale & Romina.

Però, resta che Romina non ha proprio risposto alla domanda, aggirando di netto la questione: come ha fatto a sentire Atlas se poi l'incipit del suo commento dice che non l'hanno eseguita e, anzi, aggiunge che "è suonato come uno scempio per i detrattori della vecchia linea del gruppo". E putnualizza che avrebbero potuto eseguirla visto che i pezzi del nuovo disco sono nati con Braxton in formazione. A parte il contraddire sé stessa senza addurre, ripeto, alcuna motivazione per quanto scritto nel report, a me risulta (Pitchfork, intervista a David Konopka) che una volta ultimato il disco con Tyondai questi abbia mollato la band e i tre membri superstiti abbian deciso di cestinare il materiale e ripartire da zero. Cosa non completamente vera (il sottoscritto ha sentito dal vivo Ice Cream nel dicembre 2009 con Tyondai ancora in formazione) ma è immaginabile che in tre abbiano dovuto rivedere i vari layer dei brani composti fino allora. E se l'hanno fatto per alcuni dei pezzi nuovi, non vuol dire che ne avessero voglia di farlo anche per i vecchi o magari li proporranno in futuro, chissà, questa solo una mia ipotesi sul perché non abbiano voluto suonare altro loro vecchio materiale, il concerto è stato comunque bello e intenso.

Ma il punto, ancora una volta, non è questo: tra lei che parla nel report di tarantella cadenzata e poi tira in ballo fan delusi dal fatto che niente antecedente a Gloss Drop sia stato eseguito ci passa un mare che eppure naviga con nonchalance. Apprezzo l'onestà nel dire di esser andata là per Caribou e di essersi documentata sui Battles ma, a parte l'argomento di discussione, emergono alcune inesattezze che magari sono solo errori di scrittura (Stainer -> Stanier, Lync -> Lynx, Sweetie & Shut -> Sweetie & Shag, Gary Newman -> Gary Numan), a queste facevo riferimento.

Comunque, non insisto né chiedo ulteriormente "come ha fatto a sentirla", non mi ci metto neanche nella parte di fan della band quale pure sono ché in tasca non me ne viene nulla, figurarsi poi nel provocare, la mia era solo curiosità mista a sorpresa per aver inserito di netto non solo il titolo di un brano non eseguito, neanche un pezzo a caso poi ma probabilmente il più noto della band, ma costruendoci addirittura attorno una situazione. In tal senso, non si può certo dar addosso all'ironia di Paolo e Claudio.

A me piace leggere report, capita che ne scriva anche, ovviamente ne commento qualcuno se trovo ci sia qualcosa che, a mio modo di vedere non va, tutto qui. Saluti.

Claudio ha detto...

Io non so venuto qui a sbeffeggiare proprio nessuno, se ho dato questa impressione, me ne scuso.
Dal momento però che il blog ci dà la possibilità di scrivere, credo sia opportuno farlo, in particolare quando si riportano cose inesatte (come citava in precedenza Piero).
Perchè un conto secondo me è fare qualche errore di battitura che può capitare a tutti, un conto dire cose false.

In risposta a quanto diceva Pasquale ("Non hanno suonato Atlas perchè non c'è più Tyondai Braxton? Claudio, ti ricordo che i tredici pezzi del nuovo album sono stati scritti e registrati quando ancora il musicista non era fuorisuscito dal gruppo, per cui avrebbero potuto eseguirla così come è") c'è da fare una precisazione; si, l'avrebbero potuta suonare con la parte audio registrata (così come avevano suonato i nuovi pezzi con i featuring di Matias Aguayo, Yamantaka Eye, Kazu Makino e Gary Numan) ma il discorso è uno: è stata suonata? Risposta: no!
E a questa conclusione ci si può arrivare solo se si è stati attenti nel seguire i Battles nel concerto, è del tutto lecito da parte di Romina focalizzare la propria attenzione sui Caribou (non nascondo anche la mia curiosità visto che era la prima volta che li ascoltavo) ma ciò non toglie che nel Live-report c'è un errore e credo sia da persone mature ammatterlo, tutto qui.

In simpatia, Claudio.

Pasquale ' wally ' Boffoli ha detto...

Rispondo a Piero: mi sembrava di essere stata piuttosto chiara ma è evidente di no. Quindi preciso ancora una volta con maggiore chiarezza, visto che qui si tratta di esigere un'ammissione di pubblica colpevolezza per aver sbagliato nel riportare un brano in scaletta, brano che malauguratamente è il pezzo più famoso dei Battles, brano che molte persone sono andate per ascoltare ma che non è stato eseguito per cui mi rendo conto di dovermi sobbarcare la pubblica gogna dell'espiazione anche solo per averlo nominato. Il brano ATLAS non è stato eseguito, ripeto: non è stato eseguito. La mia descrizione resa nel live è riferita al brano Atlas che erroneamente ho ascoltato da youtube mentre tentavo di riordinare i brani eseguiti nel live e che avevo registrato ma con una qualità audio scadente, per cui di questo mi scuso vivamente con i fan e con i lettori di DISTORSIONI. La descrizione che invece ho dato del saltare all'unisono (cosa che è avvenuta!) era probabilmente riferita al brano Wall Street. Mi scuso anche per gli errori di trascrizione e le imprecisioni compiute nello scrivere la recensione cercando di essere tempistica nonostante i miei altri e non pochi impegni quotidiani.
Detto ciò ed avendo chiarito con la giusta consapevolezza di essere responsabile per le cose scritte e firmate a mio nome, non ritengo giusto questa forma di sciacallaggio e di calunnia nei miei confronti. Io al concerto ci sono stata, ero andata come fan di Caribou ed essendo stata piacevolmente colpita dalla performance dei Battles ho ritenuto giusto darne la mia testimonianza, onestamente non mi sento l'ultima idiota della terra in fatto di musica e di esperienze live, nell'arco della mia vita ho assistito ad alcuni memorabili concerti come quello dei Cure ad Orange e dei Talking Heads a Roma, con altrettanta onestà non posso dire di essere sempre stata in grado di ricostruire una scaletta nel dettaglio nemmeno per alcuni degli artisti che conoscevo meglio, l'ho potuto fare nel mio precedente live report sugli Wire perchè li conosco in modo quasi maniacale e in ogni loro lavoro praticamente alla perfezione e credo di essere stata una delle poche ad aver identificato ogni loro brano con esattezza (specificando che hanno eseguito cose assolutamente insolite nelle loro precedenti performance). Credo di averlo fatto per Caribou ma forse non potrei esserne altrettanto certa. Quello che chiedo invece è come mai scrivi "putnualizza" e non puntualizza, perchè scrivi "sè stessa" e non se stessa, "che ne avessero voglia di farlo" e non che volessero farlo, "che eppure" e non eppure, la grammatica la conosci visto che SCRIVI RECENSIONI o ammetti che a volte sbagliare è anche umano??????????
Detto questo credo di aver chiarito a sufficienza o ritenete opportuno avviare un processo di inquisizione con lancio libero di pomodori?

ROMINA BALDONI

Piero ha detto...

Romina, mi rendo conto che si è andati oltre e, in tranquillità, vorrei chiuderla qui. Ne è uscita una polemica sopra le righe e mi dispiace. Chi vuol mettere in dubbio la tua professionalità? Manco ti conosco,anzi mi vado pure a cercare altri tuoi report, or ora (e sappi che t'invidio per i Wire che riesco a perdere ciclicamente ogni volta che toccano Roma).

T'invito solo a considerare se A TE (nel senso: se tu leggessi questo report scritto da altri) non sembrerebbe quantomeno un pò surreale leggere di un brano non solo suonato ma addirittura "vissuto" a un concerto a cui hai partecipato con entuasiasmo. E a che a te non risulta. Da qui è nato il mio sarcasmo, null'altro.

Visto che mi correggi su refusi lettari, suppongo che tu conosca il significato di termini come "sciacallaggio", "lancio di pomodori", addirittura "calunnia", "inquisizione", ecco mi paiono esagerati, stiamo parlando di un concerto e credo che, pur avendo un pochino esagerato (non solo io), non ci sia bisogno ora di vittimismi anzi, ripeto, meglio chiuderla qui, in tranquillità.

Anzi, in simpatia, after all this, scusandomi ulteriormente se il mio presunto sarcasmo o tono brusco (per quanto si possa evincere da alcuni commenti) possa averti urtato... due righe due del tipo "Chiedo venia, si trattava di Wall Street" (al netto di "presunti attacchi") no? ;)

Peace, ciao.

Pasquale ' wally ' Boffoli ha detto...

ROMINA BALDONI: Piero quello che dici è verissimo, sicuramente i toni si sono accesi più del dovuto e credimi veramente me ne dispiaccio.
La cosa che più mi lascia l'amaro in bocca è di essere stata lacunosa su una prova dal vivo che veramente mi ha entusiasmata moltissimo e che ho autenticamente apprezzato, credimi non avrei voluto. A peggiorare il tutto ci si sono poi messe una serie di circostanze esterne assolutamente fortuite e avverse, tipo subito dopo il tuo primo commento (per cui mi riproponevo di far correggere l'errore) mi sono assentata per tre giorni per cui al mio ritorno non ho trovato una situazione del tipo: ci sono degli errori che indicano una certa superficialità o una serie di inesattezze, ma: per non spendere 18 euro ti sei inventata la recensione, al concerto non ci sei andata e ti inventi le cose e addirittura le situazioni. Credo che il punto sia tutto qui. Detto questo credo sia giustissimo commentare, ancor di più rilevare delle incongruenze, sarei la prima a farlo se ritenessi che qualcuno stia offendendo un gruppo a cui tengo, ci mancherebbe! Un caro saluto a te e buona lettura del Magazine DISTORSIONI. Peace

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