venerdì 18 marzo 2011

DARK CABARET - THE TRAGIC TANTRUM "Mirror Mirror" New Album and INTERVIEW with the TRAGIC TANTRUM










Molto raramente in Italia si è parlato di questa band di San Diego, sia perché la band fa parte di una corrente musicale ancora poco trattata nel nostro paese, sia perché il loro primo album è appena uscito. Suonare insieme ai re dello Steam Punk, gli Abney Park ed aprire il concerto dei Nitzer Ebb, gruppo importante nella scena ebm, non è di certo da tutti, eppure i Tragic Tantrum già hanno raggiunto questi traguardi e non hanno voglia di fermarsi ora. La band è formata da Zoe Tantrum (canto e testi) Zeph Tragic (chitarra elettrica, piano, xilofono) e Darrin Lee (batteria), si ispirano prevalentemente ai lavori del combo cabaret The Dresden Dolls e a Danny Elfman, ovvero colui che creò le colonne sonore per film quali “Edward Mani Di Forbice”, “Hulk”, “Red Dragon” e l’opening dei “Simpson”.
Il mix Dresden-Elfman inoltre si fonde alle atmosfere della neo goth americana e cresce nell’ambiente Steam Punk U.S.A.: come se non bastasse i T.T. sono dei veri artisti visivi, come si può notare nei loro concerti, definiti multisensoriali, organizzati nel dettaglio da Zoe e Rexx.
La band può vantarsi della propria esibizione al locale storico The Casbah, che ospitò gruppi del calibro di Nirvana, Smashing Pumpkins, MGMT, Vampire Weekend, The White Stripes, Gogol Bordello, Franz Ferdinand e molti altri, i Tragic figurano inoltre nella scaletta dell’Esylium Festival del 2009, famoso evento musicale del sud California.


The Tragic Tantrum new album: "Mirror Mirror"
Il 2011 è l’anno della consacrazione di questo gruppo ipnotico e surreale, grazie all’uscita del loro primo cd “Mirror Mirror”. L'album è stato registrato al Segnature Sound di San Diego, stesso studio che diede vita ad alcuni album dei Blink 182, P.O.D., Used e U2, e l’artwork è stato confezionato da Daniel Arsenault grande fotografo statunitense. Con Only With You, inizia il viaggio in “Mirror Mirror”, il canto associato alle musiche ripetitive ci mesmerizza facendoci entrare in una sorta di mondo delle meraviglie, dove l’arte visiva e la musica si fondono in una incredibile chimera.
"Excuse Me Mister, I'm new here never been here I don't know here. Which way should I go?"
Una volta entrati un questa caleidoscopica dimensione siamo accolti da Excuse Me Mister, una delle prime canzoni scritte dai T.T.. La seconda track accelera i tempi dell’album tramite svariati stop’n go adrenalinici, mentre l’ascoltatore potrà beatamente perdersi fra le melodie del piano e gli agguati vocali di Zoe.
"But there was a time
when I was good
Now I search these nights
For something that I lost"

When I Was Good sembra raccontarci di qualche angelo caduto in perdizione, ed è quello che sta accadendo all’ascoltatore, già al terzo pezzo infatti i Tragic ci hanno trascinato nelle loro sonorità bizzarre ed opprimenti.
"God it was so fun!"
The Silent ci mostra il lato più macabro della band, durante il suo ascolto saremo bombardati di svariati effetti sonori e dall’incredibile teatralità del gruppo.
"We want you to come out and play
We want you to dress up and play with us"

Arrivati a metà di Mirror Mirror ci piove dal cielo Go, che lascia letteralmente a bocca aperta. Un pezzo eccellente che stona con la prima parte del cd, è come se questi americani oscuri abbiano scherzato fino ad ora, e finalmente siano saltati sul palco a dimostrarci quale realmente è la capacita del Dark Cabaret.
"Laugh
But never too loud"

La seconda parte dell’album continua con Beautiful, canzone più contenuta della precedente ma egualmente ben curata.
"There once was a man named Diego
And a girl named Arlene"

Diego and Arlene arriva spasmodica a buttare altra benzina sul fuoco, la canzone infatti è fresca coinvolgente e ben fatta, in una evoluzione stupefacente la band ci infila sonorità folk, country e horror in un risultato indefinito e assurdo.
"We are a dying city2
Swan Song è considerabile come un breve ritorno alla realtà, 'noi siamo una città morente' ci ripetono i Tragic Tantrum, effettivamente uscendo dal loro mondo bizzarro e curioso è difficile tornare alla vita di tutti i giorni. Questi artisti ti scavano dentro, e l’ascoltarli fa crescere e tornare bambini contemporaneamente.
"I don’t want a superhuman
All I want’s an honest friend"

Warrior continua il filo drammatico-malinconico dell’ultima parte del cd, come quando si torna a casa da una lunga vacanza con il cuore pieno di pensieri.
"I…Wish I could love you
I…Know I don’t love you
The way I should"

Prima di abbandonarci veniamo aggrediti dalla struggente Only With You, che confonde per un’ultima volta in un torbido circolo musicale.
"We both speak
At the same time
Again
You go first
You ask me to
I'm not sure"

Something We’re not ha il difficile compito di salutarci. Il suono è scarnificato, rimane solo uno xilofono distante ed il tempo per un’ultima esibizione regalataci da Zoe. La cantante trasmette a chi ascolta sensazione pura, possiamo immaginarcela dietro al microfono con occhi pieni di lacrime come nel più sincero degli arrivederci. Questa giovane formazione ci regala davvero molto in un album di straordinaria fattura, traccia dopo traccia possiamo tastare con mano
l’impegno del trio Dark Cabaret, anche il più apatico non potrà rimanere indifferente nel susseguirsi delle note. Un genere nascente ha bisogno di artisti sinceri come i Tragic Tantrum, che nel modo più disinteressato si occupano di creare semplicemente qualcosa di bello. Se associeremo poi la qualità di “Mirror Mirror” alla loro potenza stilistica troviamo un ottimo progetto al quale auguriamo tutta la notorietà che merita.

Tragic Tantrum' Interview

L’articolo è stato sviluppato tramite una corrispondenza diretta con la band, alla quale abbiamo posto alcune domande per conoscerli meglio:

Quale è la filosofia dei Tragic Tantrum?
Abbiamo formato i Tragic Tantrum con l’intenzione di creare una band che presentasse molteplici sfaccettature, un gruppo teatrale e interattivo. Dall’inizio, il nostro obiettivo era di ispirare i nostri fans a mettersi una maschera, facendoli partecipare ai nostri show, mettendo in mostra il loro talento e la loro creatività. I nostri spettacoli sono sempre stati multimediali, integrati con artisti visivi, ballerini, artisti mangiafuoco, acrobati sui trampoli e con alcuni dei più elaborati costumi della città.
Quando facciamo uno show lo rendiamo spettacolare. Amiamo l’idea delle persone che si travestono per uscire e recarsi ad un evento, dove faranno parte dello show tanto quanto gli stessi intrattenitori.

Parlateci del futuro del Dark Cabaret
È un argomento interessante nel suo complesso. Il Dark Cabaret è un genere talmente di nicchia che probabilmente non diventerà mai commerciale. Se lo diventasse, rovinerebbe tutta l’atmosfera underground che vi si respira. Comunque la scena stessa sta crescendo e molte più persone ne stanno venendo a conoscenza. Come qualsiasi altra subcultura, si rivolgerà a un particolare tipo di persone: agli artisti, strambi, macabri, teatrali, brillanti, esotici, individui che amano mascherarsi e creare un mondo tutto loro. C’è un futuro per il Dark Cabaret e lo stiamo vivendo proprio ora. Non sappiamo in cosa si evolverà ma non è questo il punto. Il punto è di farne tesoro per ciò che offre al momento e crescere con esso. È di per sè stesso un mostro, crescerà e prenderà forma da sé. Noi siamo qui solo per fare un giro su questa giostra.

Quando verranno in Europa e in Italia i T.T.?
I Tragic Tantrum si esibiranno in Italia e in tutta Europa appena avremo fondi e supporto per farlo! Non desideriamo altro che andare oltre oceano. Tutto dipende dal trovare lì i giusti supporti ed attenzioni per aiutarci. Vi chiediamo quindi, per favore, di parlarne a tutti i vostri amici in modo da spargere la voce!
Per terminare: ci troviamo di nuovo di fronte ad una piccola realtà musicale notevole, una band con le qualità e le caratteristiche per crescere sempre di più, basta ricordarci che in fondo sta a noi supportare le bands che più amiamo per renderle sempre più famose e prolifere.
Francesco Castignani 
Si ringrazia Natalie per il lavoro di traduzione

Tragic Tantrum
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Island Of Broken Toys

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