domenica 13 marzo 2011

BOOK REVIEWS: “Non si deve morire due volte” di Francisco Gonzalez Ledesma (2010, Giano Ed., Euro 17, 50)

Morto Manuel Vasquez Montalban è il più che ottantenne Francisco Gonzalez Ledesma a mantenere il ruolo di cantore della Barcellona del tempo che fu, attraverso il personaggio dell’anziano ispettore Mendez, conoscitore malinconico e disincantato di ogni angolo della città, una città che muta rapidamente sotto i suoi occhi e va perdendo i suoi connotati più sinceri e popolari per vendersi alle logiche del mercato, i quartieri operai vengono soppiantati da anonimi e sinistri non luoghi fatti di uffici, agenzie, locali alla moda, grattacieli dove l’uomo è solo con il suo destino. “I bravi architetti agiscono da controrivoluzionari, anche se non lo sanno” penserà un personaggio contemplando la città che cambia. Ma Mendez, poliziotto allergico alle regole e ai conformismi, è memoria storica e parte integrante di Barcellona, delle sue vie più oscure, dei suoi bar fumosi e rumorosi dove si assiepano fino a notte tarda giocatori d’azzardo, prostitute, ladri, poeti, vagabondi e sognatori; è l’aria pura dei quartieri residenziali che fa male ai polmoni di Mendez, abituati “all’aria abbastanza conosciuta, fetida, pesante e carica di storia” dei bar del Barrio Chino.
In questa Barcellona dominata dal dio denaro, in cui “lo stato capitalista ha fatto sì che le rivoluzioni non ci siano più e presto farà sì che non ci siano più sigarette”, si dipana la trama di questo noir duro e amaro in cui si muovono killer efferati, terroristi islamici, pedofili, imprenditori senza scrupoli e in cui si intrecciano tre vicende che solo alla fine troveranno un nesso comune. La giovane sposa Sandra uccide il giorno delle nozze il promesso sposo, che si scopre essersi presentato anche lui armato alla cerimonia di nozze; Gabri, appena uscito dal carcere dove scontava la pena per aver ucciso e decapitato il violentatore di sua moglie, poi morta di parto, per saldare un debito verso la cognata viene assoldato per compiere un assassinio da un ricco uomo d’affari; in una villetta di Vallvidrera una signora, che un tempo introduceva le giovani barcellonesi in società, ora sfrutta una bambina down, a lei affidata da un islamico, in un giro di clienti pedofili.
Ma il lettore stia attento, qui quasi nulla è come appare, la verità si nasconde nei personaggi ancora capaci di emozioni, di sentimenti, di amore e di pietà. Nel dipanarsi della vicenda emerge una società in cui è ormai il denaro l’elemento centrale nei rapporti umani, denaro e potere sono il fine della società capitalista che ha distrutto qualunque valore umano ed etico; la borghesia, chiusa nelle sue ville protette da videocamere e bodyguard conosce soltanto l’inganno e la menzogna, i matrimoni sono matrimoni d’affari, l’amore è ridotto a una questione di sesso e potere, i rapporti umani inesistenti; sono i reietti, i perdenti, coloro che sono stati lasciati ai margini del boom della new economy, quelli capaci di sentimenti, di dignità, di amore e di orgoglio: la segretaria che rifiuta le avances del padrone, il vecchio giardiniere comunista, l’ex galeotto col senso dell’onore e della giustizia, ma anche l’ironico ispettore Mendez che ai computer e ai telefonini preferisce il suo fiuto e la capacità di osservare dentro gli sguardi delle persone.
Ancora una volta Gonzalez Ledesma ci dà un grande noir da godersi pagina dopo pagina, ma anche un’occasione per riflettere sul cammino che il mondo globalizzato ci sta imponendo e conferma come il genere sia oggi quello che, almeno nei suoi autori migliori, si dimostra più efficacemente in grado di aiutarci a leggere la realtà che ci circonda. Concluderei questa recensione con un’altra fulminante citazione scelta fra le tante che il libro propone e che è in qualche modo una chiave di lettura per tutta l’opera dell’autore catalano: “Le rivoluzioni le fa chi sta meglio in strada che in casa contro chi sta meglio in casa che in strada".
Ignazio Gulotta

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