sabato 29 gennaio 2011

KNOXVILLE GIRLS: "Knoxville Girls (1999, In The Red Records)" - "In A Paper Suit " (2001, In The Red Records)

Ho deciso di resuscitare (per quella inspiegabile 'nostalgia' che mi attanaglia puntualmente a brevi intervalli, ma anche per affabulare ai più giovani), dopo gli arroganti punk-bluesmen The Immortal Lee County Killers, un'altra piccola leggenda a stelle e strisce consumatasi nel breve volgere di due anni, tra il 1999 ed il 2001: Knoxville Girls. Lo farò accorpando e ricontestualizzando due mie recensioni (apparse sul magazine cartaceo barese Uoz'Ap?) scritte in occasione della pubblicazione (su rigoroso vinile) dell'essenziale etichetta In The Red Records dei due albums in studio di questa band.

Knoxville Girls (In The Red Records, 1999)

Molti aficionados ed addetti ai lavori si chiesero all'uscita del loro primo omonimo album (1999, In The Red Records) se Knoxville Girls, sorta di supergruppo dal nome misterioso avrebbero resistito nel tempo al loro debutto.
Sui motivi che spinsero Jerry Teel, Bob Bert e Kid Congo Powers, nomi ben noti nell'underground newyorkese ad unire le loro energie non vi furono dubbi: il loro amore viscerale per il rock'n'roll americano nelle sue varie rivisitazioni. Jerry Teel e Bob Bert avevano sciupato i loro migliori anni nei Chrome Cranks, Pussy Galore, Boss Hog, Honeymoon Killers; Kid Congo Powers aveva marchiato a fuoco i venerabili e venerati Cramps,i Gun Club degli anni migliori, i 'Semi Cattivi' di Nick Cave, ed i misconosciuti Fur Bible dell'avvenente dark-lady Patricia Morrison (anche bassista con Jeffrey Lee Pierce nei Gun Club).
L'unione di questi tre 'maledetti' del noise-blues americano sortì un primo lavoro molto godibile e vario, in bilico tra l'omaggio più o meno ortodosso agli autori classici dell'American Music: Charlie Feathers nella cover di Have You Ever, Ray Charles (I Had A Dream), Ferlin Husky (I Feel Better All Over), Haywood Joe (Warm and Tender Love), George Jones (He Stopped Loving Her Today); il recupero di quell'approccio rude e selvaggio al rock'n'roll ed al r&blues tipico dei primi Stones, Pretty Things e Yardbirds (nei brani Two Time Girl, One Sided Love, Kung Pow Chicken Scratch ); ed infine l'ipnosi blues atavica portata al parossismo, 'noisizzata' senza ritegno, come nella dylaniana NYC Briefcase Blues che qui vi offriamo in una trascinante veste live alla Free Street Taverna di Portland. Sintomatici i quasi nove minuti di Low Cut apron/Sugar Fix, sorta di Goin' Home (Stones/Aftermath) incattivita a dovere!
Godetevi quindi la slide insinuante di K.C.Powers, l'harp ed i sussulti vocali da bad boy di Jerry Teel, il drumming ipnotico di Bob Bert, nonché i numerosi inserimenti di caldo organo di Barry London.

In A Paper Suite, (In The Red Records, 2001)

Mi sono sempre augurato dopo il loro primo omonimo album che le cinque ‘ragazzine’ di Knoxville tornassero sul luogo del misfatto! Sono stato accontentato ad un anno di distanza o poco più, dopo l'uscita nel 2000 sempre In The Red di "In The Woodshed live LP".
Il luogo è sempre l’etichetta americana In The Red, una delle più ghiotte da sempre per chi sostiene e segue il rock non allineato o mainstream che dir si voglia; il misfatto che continua ad essere perpetrato in “In A Paper Suit” è lo sporcare metodicamente (ma potrebbe significare al contrario rivestire di nuova verginità!) country, hillbilly, blues, ovvero le fonti imperiture del rock americano, con l’intreccio deragliante di tre chitarre, Jerry Teel, Kid Congo Powers, Jack Martin, che si scambiano di continuo i ruoli, abbozzano ed intrecciano perfidamente riffs, alternano timbri aggressivi e rilassati; come se ‘Charlie Feathers avesse i Velvet Underground come backing band!'.
Country-NoWave si autodefinisce nel loro sito la musica di questi cinque outsiders che si sono lasciati apparentemente alle spalle un passato turbolento.
Sono brani che sfuggono a catalogazioni precise come Sophisticated Boom Boom (Shangri-Las), In A Paper Suit, Loving Cup, Butcher Knife, Drop Dead Gorgeous; un campionario blues-roots-rock che tocca più volte toni vaudeville e grotteschi; ballate e cover di brani di 'loners' perduti (By The Lonesome River di Hasil Adkins), 'Neath A Cold Gray Tomb Of Stone di Hank Williams, strumentali torridi e viziosi, come Any Reason To Celebrate e 50 Feet High, 50 Feet Down che sembra un’outtake di un album dei Cramps o dei Gun Club per la mano pesante che K.C.Powers ci mette, ottimi come soundtrack di una qualche pellicola immersa nella profonda provincia del sud americano. Anche "In A Paper Suit" si conclude con quella che ha tutta l’aria di essere una jam-session chitarristica frutto di una notte sconvolta, 5:28. Infine le tastiere di Barry London, che a differenza del primo album sono in bella evidenza, fondamentali per sceneggiare con nitidezza questi flash di un’’american way of life’ sconosciuta in quegli anni certamente a Mr. Bush, concepiti in motels e stanze d’albergo non di primissimo ordine!


InTheRedRecordsKnoxvilleGirls

Wally Boffoli

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