venerdì 28 gennaio 2011

BLUES MAGOOS: “Psychedelic Lollipop” (1966, Mercury- Fontana / 2005, Repertoire)

Benvenuti nella macchina del tempo. Accomodatevi . In omaggio un leccalecca molto ‘psichedelico’. "Psychedelic Lollipop", viaggio nello scervellato garage-rock sixties, è il debutto discografico datato 1966 del combo newyorkese Blues Magoos, capeggiato da Ralph Scala e Mike Esposito, di stanza fissa al Nite Owl Cafè, Greenwitch Village, New York. Precursori della psichedelia (per la prima volta sulla copertina di un disco compare il termine ‘psychedelic’) e famosi per le suites elettriche on stage (Gloria), in sala di registrazione i Blues Magoos non appendono certamente gli strumenti al chiodo. Appena appoggiata la puntina sul vinile del loro disco d’esordio, scatta la scintilla. I Blues Magoos tranquillizzano prontamente, è solo l’inizio, We ain’t got nothin’ yet, non abbiamo ottenuto ancora niente (ma si sa che chi comincia, è già a metà dell’opera).
Senza perdersi d’animo, si destreggiano ardentemente, sfacciatamente, energicamente nella palude dei riverberi sonori, tra brani inediti e covers. Seppur proiettati al futuro, è inevitabile svolgere uno sguardo al passato, omaggiando la vecchia tradizione americana con rifacimenti a dir poco, sconvolgenti, deliranti di grandi classici, Tobacco Road, I'll Go Crazy, Worried Life Blues, She's Coming Home.
Composizioni dalla forza dirompente, grintose, ritmate, disturbate da distorsioni di chitarre infuocate e dannatamente rumorose, a tratti lisergiche e allucinogene, ma con una forte componente melodica e orecchiabile (le ballads Queen of my nights, Love seems doomed, Sometimes I think about), delicatamente rafforzata dalle tastiere intermittenti, sognanti e sporcata dalle chitarre garage-blues.
La dolce armonia leggiadra, spensierata, quasi fanciullesca delle liriche, avvolta e influenzata dal conturbante, incantevole, ammaliante impeto sonoro chitarristico, degenera in jam rompicapo, infernali, devastanti, piacevolmente insopportabili. Leggermente frastornati, ma felici, ritorniamo a casa, pronti a un nuova avventura elettrica e elettrizzante .


Monica Mazzoli

Gotta Get Away
One By One

Blues Magoos:
Ralph Scala (voce, tastiere)
Emil Theilhelm (chitarra, voce)
Mike Esposito (chitarra)
Ron Gilbert (basso, voce)
Geoff Daking (batteria)

Discography:
"Psychdelic Lollipop" (1966)
"Electric Comic Book" (1967)
"Basic Blues Magoos" (1968)
"Kaleidoscope Compendium. The Best Of Blues Magoos" (1992)

4 commenti:

aldo ha detto...

Uno dei miei disci preferiti, come spesso accade legato a certi ricordi...l'ho comprato che avevo 15 anni insieme al 1° dei Love, un mio caro amico mi guarda e dice "Ma che dischi compri?"

Sull'uso del termine "Psychedelic" nel titolo di un disco sembra che poco tempo prima i DEEP abbiamo battuto i nostri cari Magoos anche se solo di qualche settimana, con il loro "Psychedelic Moods"...

Anonimo ha detto...

Martillos says:
Gran bel pezzo Monica, conosco a memoria questo capolavoro di psychedelia usa , uno dei miei preferiti dell'epoca , peccato che i Magoos a parte il secondo ancora splendido album Electric Comic Book (1967)e il terzo diciamo da 7-
Basic Blues Magoos (1968) dopo che l'era flower power si andava esaurendo, hanno preso una china discendente purtroppo ben testimoniata dall opere seguenti finio all'inevitabile scioglimento..

Paolo Casiraghi ha detto...

Ha ragione Aldo, il primo gruppo ad utilizzare la parola 'psychedelic' furono i Deep(gioiello assoluto il loro album da studio, imperdibile)...concordo con Monica sebbene gia' Basic Blues Magoos non abbia piu' niente a che vedere con la 'vera' band, comunque fecero ancor peggio con il 4 e il 5 album, veramente orribili.

aldo ha detto...

ho appena letto i nuovi commenti...io penso che Basic, il 3° album in realtá sia sottovalutato, ha un paio di pezzi che si potevano evitare peró per in generale mi sembra un disco piú che valido e senz'altro si puó ancora parlare della vera banda...siamo tutti d'accordo invece che il resto é come se non esistesse, tra l'altro credo si fossero sciolti e poi riformati con il solo Peppy, veramente un'altro gruppo!

Si è verificato un errore nel gadget