martedì 25 gennaio 2011

BATUSIS : “Batusis” 7” (May 4 2010, Smog Veils Records)

Dead boy play with the doll, giocando con una canzone dei Lords of the New Church. Il ragazzo di cui parliamo è Cheetah Chrome, chitarrista dei Rocket From The Tombs e Dead Boys, la bambola è Sylvain Sylvain, chitarrista dei New York Dolls.
Nel 2010 decidono di unirsi per dare vita ad un gruppo, i Batusis. Detto chiaramente, non so se amarli o odiarli, se ringraziarli per aver abbandonato un ennesimo progetto di reunion e aver inciso un nuovo ep con un bel rock’n’roll tirato come raramente capita, o se essere infastidita dagli echi così forti delle loro precendenti esperienze in questo lavoro. Il disco è un viaggio nel purgatorio del rock’n’roll, indeciso se c’è abbastanza forza per un viaggio negli inferi, in compagnia di due che la loro ascesa nel paradiso l’hanno sempre schivata con maestria. Una tenebrosa cover di Blues Theme di Dave Allen and The Arrows, famosa colonna sonora di uno dei film manifesto delle controculture sixties “I Selvaggi” di Roger Corman, apre il disco.
Le mani rosse sulla copertina e il rombo della Triumph sembrano il preludio ad una discesa rovente dove per tutti i quattro minuti rimani senza fiato in attesa, e la successiva What you lack in brains, cantanta da Syl, farà in modo che le vostre gambe diano la giusta palpitazione. Ma alla lunga i fischi, gli accenni di piano e i vari condimenti di uhuh, tutto dannatamente dolliano, in compagnia di un cantato che sembra strizzare l’occhio allo stile di Danko Jones, sembra stucchevole.
Lato b, altro giro altra corsa. Si apre con Big Cat Stomp, altro pezzo strumentale, campo in cui i due dimostrano di eccellere. Ci sono delle belle chitarre sleazy e sembra tutto di nuovo pronto per un tuffo nel fuoco, fino a quando non parte Bury You Alive, cantata da Cheetah Chrome, un titolo che pone degnamente fine alla vostra discesa. Cheetah dà una prova migliore del compagno, nonostante i rimandi ai suoi precedenti gruppi sopracitati siano fortissimi. Le chitarre continuano a essere possenti e le parole del brano suonano come un voodoo dal karma insolitamente positivo. Alla fine dei giochi vago ancora nel mio limbo e probabilmente sarà solo all’uscita dell’album vero e proprio che saprò il mio destino, sperando che la temperatura sia più rovente che mai.

Crizia Giansalvo

BATUSIS (feat. Sylvain Sylvain & Cheetah Chrome) Live @ Thee Parkside, San Francisco, 10/17/10
Jet Boy - Live
The Arrows – Blues Theme

MySpaceBatusis

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