giovedì 13 gennaio 2011

DR. FEELGOOD: The Kings of Pub Rock - Story and Selection

Tra il 1977 ed il 1978 in pieno boom punk, qualche loro brano rimase 'intrappolato' nelle varie "Punk-Collection" che allora circolavano, ricordo Baby Jane (Bishop, Nesbitt, Reed, Simmons) (from "Be Seeing You, 1977, United Artists") in particolare: stesso caso successo a rockers quali Larry Martin Factory, Graham Parker, Eddie & The Hot Rods, Ian Dury. In realtà alcuni di loro col punk avevano ben poco a che spartire; ma si sa, in quegli anni in Inghilterra (la Stiff Records) ed in Italia (soprattutto la RCA) non si andava tanto per il sottile e la tendenza a 'cavalcare la tigre' faceva magari comodo oltre che alle etichette agli stessi artisti che ne approfittavano per uscire allo scoperto dopo una dura gavetta.
Dr.Feelgood furono agli inizi Lee Brilleaux (lead vocal, harmonica), Wilko Jonhson (guitar) e John B.Sparks (bass), nel 1971, quando si formarono; a loro si aggiunse John Martin (drums): tutti provenivano da Canvey Island, cittadina dell'Essex (situata alla foce del Tamigi, sud Inghilterra) appestata dalla presenza di un impianto petrolchimico, praticamente il deposito inglese del petrolio americano.
Tutti i particolari della vicenda sono narrati nell'imperdibile film di Julian Temple, Oil City Confidential uscito a marzo del 2010.
Purtroppo molte cose preziose del film vanno fatalmente perdute quando si é visto (come é capitato a me) il film in lingua originale: a Canvey Island, in compagnia di fumi e nubi tossiche, i tre si fanno le ossa suonando blues nei pubs cittadini, tra operai ed impiegati del petrolchimico che sprecano il loro tempo libero tracannando rumorosamente pinte di birra! Sarà questa radice sociale, più che precisi connotati musicali, a caratterizzare quel genere (il Pub-Rock) limitrofo all'esplosione del punk di cui negli anni successivi saranno considerati i re incontrastati: quello forgiato da Lee e da quella testa matta di Wilko sin dalla prima metà anni '70 fu sporchissimo rhythm & blues misto a rock & roll, molto vicino a quello suonato dai primi Stones, Animals e Pretty Things; i maestri? Gli stessi: Chuck Berry, Howlin' Wolf, Jimmy Reed, Bo Diddley etc.; nei loro albums dei '70 ed '80 Brilleaux e c. suoneranno classici come Route 66 (Troup), Checkin' On My Baby (S.B.Williamson), Boom Boom, Dimples, Mad Man Blues (J.L.Hooker), I'm A Man (B.Diddley), Dust My Broom (E.James), Rolling and Tumblin' (Morganfield).
Qualcuno vuol approfondire questo loro lato più 'raw' e basico? Deve cercare "Mad Man Blues (1985, Lolita)" ed il live "Stupidity (1976, United Artists)". Anche i loro primissimi due albums "Down By The Jetty" e "Malpractice (1975, United Artists)" sono largamente illuminanti delle loro radici.
Per rendere però loro piena giustizia non si sbaglia affermando che del 'punk' anticiparono più di qualcosa: l'approccio selvaggio ed iconoclasta al palco e nel contatto con l'esagitato ed 'abbirrazzato' pubblico 'proletario', ad esempio. La scena dei loro primi turbolenti concerti (ma che si perpetrerà negli anni!) nelle hall inglesi: Lee Brilleaux, piantato saldamente al centro del palco, che sputa/vive 'febbrilmente' i brani (suda in abbondanza) e soffia con tutta l'aria che ha nei polmoni nella sua mouth-harp. Si sconvolge a tal punto da rovinare in continuazione l'aplomb inglese del suo completino approssimativo - spesso brandisce a gambe aperte il microfono come un cazzo in erezione - fuma, beve in scena tra un brano e l'altro come fosse al pub all'angolo di casa sua, a Canvey Island.
E Wilko? Beh lui si accontenta di 'imitare' spudoratamente Chuck Berry nei soli e nel 'passo dell'oca: in più però punta minacciosamente (gli occhi sbarrati) il manico della chitarra verso il pubblico come un'arma impropria, durante le sue passeggiate 'schizzate' sul palco. Tutto questo si vede nei video girati duranti i loro primi concerti ma anche in Oil City Confidential.
Ho avuto la fortuna di godermi i Dr.Feelgood live alle porte di Bari negli anni '80 prima che Lee Brilleaux soccombesse alla brutta bestia del cancro nel 1994: me lo ricordo seduto, solo, al bar prima di salire sul palco, fare il pieno!
E dopo ...un concerto incredibile, una band gasatissima, rhythm & blues e rock&roll a piene mani senza risparmio di energie, sudore e caldo, tanto caldo! Io e la mia gang (!?) ci appostiamo sul palco, a destra: la band e Lee non hanno nulla da eccepire! Poghiamo e strilliamo con Brilleaux, che alla fine é stremato, rosso in viso e sudatissimo, perché lui la giacchetta non se la levava mai! Dopo la sua morte fu sostituito dai front-men Pete Cage e poi da Robert Kane (attuale cantante) ma c'é bisogno che lo dica? Non fu più la stessa cosa. Gli ultimi suoi due concerti (24 e 25 Gennaio 1994) furono immortalati nell'album "Down At The Doctors (1995, Grand)".
Wilko Johnson invece gode a tutt'oggi di ottima salute ed é proprio lui il narratore principale nel film Oil City Confidential.
Nella mia selection ho incluso anche brani meno conosciuti di Dr.Feelgood a testimonianza di una varietà stilistica (pur nell'ambito dei dettami suddetti) rivelatasi nel corso degli anni, a dispetto di una fallace e frettolosa disamina.

Wally Boffoli





From "Down By The Jetty (1975)": She Does It Right










From "Malpractice, 1975": Going Back Home Live









From "Stupidity, 1976": Riot In Cell Block No9 & I Don't Mind

I Was Lookin Back - Stupidity - You Be Mine (Live)







From "Be Seeing You", 1977: As Long As The Price Is
Right








From "Sneakin' Suspicions, 1977" : Sneakin' Suspicions

Lights Out (Live 1977)







From "Private Practice, 1978": Take A Trip

Milk And Alcohol








From "A Case Of The Shakes, 1980": Drives Me Wild







From "Fast Women, Slow Horses, 1982": Crazy About Girls

2 commenti:

luca ha detto...

ce lo siamo già detti, i doctor feelgood sono stati una pietramiliare nella storia del rock, anche se sottovalutati, forse perchè la loro vera dimensione era quella dal vivo, in cui sprigionavano tutta la loro energia e la loro umanità.
grandi!

Pasquale ' wally ' Boffoli ha detto...

grazie Luca, ti é piaciuto il mio articolo?

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