domenica 18 dicembre 2011

SHORT REVIEWS - CHRISTINA VANTZOU: "No.1" (Uscita: 24 ottobre 2011, Kranky)

Abbandonate le sonorità sognanti che avevano caratterizzato il progetto The Dead Texan, Christina Vantzou ha dedicato gli ultimi tre anni alla costruzione di “No.1”, primo suo album solista. Le atmosfere diventano decisamente più severe con descrizioni di paesaggi sconfinati, spazi eterei e colori freddi, che ne accentuano fortemente il lato malinconico e solitario. Un lavoro che recupera le forme musicali del minimalismo contemporaneo all’interno di canoni classici. L’album apre con Homemade Mountains una visione lenta e solitaria di un tempo che tende a dilatarsi, mentre Prelude for Juan scorre misteriosa quasi fosse un’esperienza sovrannaturale. Super interlude pt. 1 e Super interlude pt. 2 sono decisamente i brani più belli dell’album. Ma sono molti i passaggi che richiamano Claude Debussy come Small choir ed in 11:11 e sono molte le sonorità che rimandano ad elementi naturali dilatati sino all’inverosimile come in Your changes have been submitted ed in Joggers. Christina Vantzou è anche un artista visivo. Su youtube sono disponibili alcuni video realizzati dalla stessa Vantzou (Homemade Mountains e Prelude for Juan), che mostrano paesaggi cromatici al cui centro è presente un quadrilatero che assorbe la luce come in un tunnel e che canalizza lo sguardo. Viene da pensare subito ad una porta verso l’aldilà, ad un’esperienza di confine. Forse è davvero questo il senso nascosto di “No.1”.

Felice Marotta

Kranky


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