sabato 5 novembre 2011

CULT RECORDS - THE BEVIS FROND: "Miasma" (1987, Woronzow)

# Vivamente consigliato da DISTORSIONI

Nick Saloman aka Bevis Frond è l'esempio più sincero della passione per un genere a quanto pare immarcescibile, la psichedelia. Un musicista che negli anni d'oro del rock, non riuscì ad imporsi come gli altri grandi nomi che fecero scuola, praticamente si limitò a coltivare la sua grande passione per i dischi e a strimpellare in modo fedele le creazioni chitarristiche dei suoi eroi.
Un gran peccato dato che in quegli anni di grande creatività rivoluzionaria aveva già l'età giusta per potersi immergere nelle escursioni acide a lui tanto care e magari lasciare un piccolo segno di presenza nell'epoca più innovativa e seminale che la storia della musica moderna ricordi. Il suo incerto esordio risale al 1968 nella frizzante e fantasiosa swinging London, a nome di Bevis Frond Museum, il suo repertorio si limita ad un rifacimento dei classici di Jimi Hendrix e dei Cream. Da quel momento inizia il suo difficile percorso musicale, snobbato praticamente da tutti, continua il suo tortuoso cammino artistico da perfetto "outsider", aggrappato saldamente alle sue origini di cultore psichedelico, gran sostenitore delle jam chitarristiche in bassa fedeltà, innamorato dell'attitudine sixties garage e del folk lisergico più stralunato. A parte qualche pubblicazione artigianale nei seventies (da ricordare appunto il demo di rock acustico autoprodotto nel 1976) il suo vero e proprio avvento nelle scene musicali avviene nel 1980, quando decide di creare la sua etichetta discografica personale, la Woronzow e pubblica un ep a nome di Von Trapp Family con cui fa il verso ai gruppi californiani west coast dei sixties. Nel frattempo seguono altri progetti fino al 1987, anno in cui finalmente la sua creatura sotterranea prende forma con il disco d'esordio “Miasma”. Fin dal primo brano, l'intro Garden Gate si percepisce subito lo stile chitarristico improvvisato, carico di trascinante energia psichedelica, concretizzato in She's In Love With Me, organo farfisa e chitarre distorte sempre ad inseguire assoli interminabili, con voce malinconica che come in altri episodi ricorda molto quella di Bob Mould dei defunti Husker Du. Da segnalare la terza traccia Wild Mind, un marasma d'assoli lisergici, un'attitudine da garage band, se posso azzardare un perfetto incrocio tra Stooges di Ron Asheton e i più recenti The Heads, un suono distorto che amalgama queste idee non per forza originali, ma efficaci e affascinanti. E poi i tredici minuti visonari di Home Improvements, puro grezzo lo-fi casalingo, tranci psichedelici affastellati disordinatamente, al limite del caos puro, con Saloman diviso schizofrenicamente tra uno splendido informale farfisa organ e le rasoiate implacabili della sua lead guitar.
Mi sembra doveroso citare anche la somiglianza di qualche episodio con i primi Dinosaur Jr. (quelli fino a “Bug”), sonorità sporche e distorte condite con il buon vecchio folk elettrico di Neil Young. Un'opera prima degna di tutto rispetto, i riferimenti con il passato sono molti certo, ma la grinta e la passione di questo alfiere dell'underground britannico lascia incantati, stupisce e coinvolge tanto da guadagnarsi un posto speciale tra i capolavori psych di sempre, quei dischi da avere assolutamente.
Retro Genuine Rock.
Marco Venturini

Bevis Frond


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