domenica 30 ottobre 2011

THE BEVIS FROND: “The Leaving Of London” (release date: 10 ottobre 2011, Woronzow Records)

# Altamente consigliato da DISTORSIONI

Quando leggerete che The Bevis Frond erano e sono il britannico Nick Saloman e poco altro non abbiate dubbi, è la pura verità. Stiamo parlando di un coraggioso e solerte chitarrista/compo-sitore/cantante che in quasi vent’anni di attività, a partire dai fatui 80, è stato artefice di una delle più intense e originali forme di neo-psichedelia contando solo sulle sue forze: fonda un’etichetta, la Woronzow Records, per cui fa uscire tutti i dischi dei
Bevis Frond, venti per la precisione tra il 1987 ed il 2004,
destinata a diventare anche ricettacolo di alcune tra le più strambe e di nicchia realtà ‘underground’ inglesi ed internazionali. Fonda un magazine, Ptolemaic Terrascope: ennesima emanazione della bislacca personalità di un eccentrico inglese di Walthamstow, che incurante delle mode e dei trend musicali dell’epoca, e senza mai nulla concedere loro, insegue ostinatamente un’anacronistica visione del rock basato sull’espansione della mente e della psiche. Da perfetto one man-record e animato da un invincibile spirito indi(e)pendente si registra in bassa fedeltà, produce e vende i suoi dischi artigianalmente, con risultati sorprendenti: tutto questo non sarebbe stato possibile senza la straordinaria creatività e ispirazione di Saloman, di cui si può prendere atto ascoltando una qualsiasi incisione dei Bevis Frond. Fedele compagno e assistente di Nick solo il bassista/compositore Adrian Shaw, ex Crazy World of Arthur Brown, Hawkind, Magic Muscle, come a dire una fetta gloriosa d’underground anglosassone. Dopo l’uscita del pregevolissimo “Hit Squad” (2004) succede però qualcosa di non molto chiaro, almeno per chi osservava le cose a distanza, dall’Italia: il sito della Woronzow chiude i battenti all’improvviso, Saloman si dilegua dalla scena musicale così come i dischi dei Bevis Frond. Nell’intervista che gli avevo fatto qualche anno prima non era trapelato nulla che facesse pensare ad emergenze economiche e vendite fallimentari, eppure queste furono le ipotesi più attendibili.
Bevis Frond live: Bloom - Mezzago, 4 febbraio 1993 (fotografia di Myriam Bardino)

A sette anni di distanza, quasi un ectoplasma evocato - magari da fan disgustati per la robaccia musicale che gira – Nick Saloman riappare dalle dense nebbie delle paludi inglesi che lo avevano inghiottito, riesumando i Bevis Frond con un nuovo album significativamente intitolato “The Leaving of London”.
Non ci è dato ancora di sapere i luoghi dove ha ritrovato la sua prodigiosa vena compositiva, dopo aver abbandonato la capitale ed i suoi deliri metropolitani. Ciò che pare certo invece, dopo aver peregrinato in rete, è che alla base della sua latitanza ci sia stato un rifiuto disgustato del music business e delle sue regole inderogabili. “The Leaving of London” non rinnega assolutamente nulla del passato artistico di Saloman, ne ripropone le eterne costanti - tema vocale/armonico affascinante iniziale, torrenziale ispiratissimo solo chitarristico a seguire, ripresa tema iniziale - attraverso 18 brani, 75 minuti (generoso come sempre il nostro Nick) improntati ad un’incredibile rinnovata freschezza pop-psichedelica, la stessa di capolavori come “New River Head”, (1991), “London Stone" (1993), “Any gas faster” (1990), “Triptych” (1988), “What did for the dinosaurs” (2002), “It just is” (1993), sino ai seminali “Miasma” (1987) e “Inner Marshland” (1987). Quello che stupisce è che la formula elementarissima alla base dell’arte di Saloman funzioni ancora così bene nel 2011, che la sua potenza e calore primordiali facciano un sol boccone di almeno metà dell’incolore e coatto indie pop oggi in circolazione. A coadiuvare Saloman (che si cimenta anche le tastiere) il fedelissimo Adrian Shaw al basso – un po’ quello che G.Maby è per J.Jackson – Paul Simmons alle chitarre e Dave Pearce alla batteria. Stupendi i momenti acustici ed intimistici di “The Leaving of London”, dal sapore squisitamente folk, gli ‘another side of Nick Saloman': Testament, True North, The Divide sino alla pianistica e solitaria The Leaving of London, ovvero ‘the true confession of Nick Saloman’. Per il resto, come sempre, grandissime intuizioni melodico/armoniche, trainate da una voce vissuta, dai colori inconfondibili, riff chitarristici memorabili e soli baciati dalla quintessenza dell’arte psichedelica.
Wally Boffoli

The Bevis Frond/The Leaving of London
Woronzow Records
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