mercoledì 2 novembre 2011

PSYCHEDELIC HORSESHIT: “Laced” (release date: 29 luglio 2011, Fat Cat)

# Consigliato da Distorsioni

Psychedelic Horseshit è una band lo-fi noise-pop proveniente da Columbus, Ohio. Il termine shitgaze, che descrive molto bene la loro musica, fu coniato per scherzo da Kevin De Broux, bassista della band. Ripreso dalla stampa specializzata, il termine finì per classificare un intero genere musicale. Lo shitgaze degli Psychedelic Horseshit è sporco, grezzo, destrutturato e si sviluppa attraverso
direttrici completamente tossiche, senza che vi sia in tutto questo un’esaltazione della decostruzione o una scelta ideologica. In un’intervista, Matt Whitehurst ha dichiarato di suonare sempre ogni brano in modo diverso, non per amore dell’improvvisazione, ma per il fatto di suonare realmente da schifo. Tutto questo tuttavia non deve far pensare che sotto la superficie dello shitgaze non vi siano referenze musicali. Le influenze sono sicuramente da ricercare nello shoegaze e nel garage-punk degli anni ‘90, ma soprattutto nel noise-pop della seconda metà degli anni ‘80. Se “Magic Flowers Droned” (2007) è forse l’album più rappresentativo dello shitgaze, questo “Laced” non raggiunge gli stessi livelli. Il duo composto da Matt Horseshit e Ryan Jewell abbandona le origini per virare verso una psichedelia sperimentale elettro-pop molto sporca e fatiscente, con una vocazione umoristica ed irriverente. “Laced” sembra un campionario di merci, un insieme di articoli e di prodotti lo-fi, stampati in un riconoscibile e ben collaudato marchio di fabbrica, come in Puff, Tropical Vision, I hate the beach, sebbene gradevoli in alcuni momenti come in Laced, Another Side, Automatic writing. Quel che sembra mancare è il progetto complessivo. Un lavoro che appassiona per metà.
Felice Marotta


Fat Cat Records/Psychedelic Horseshit


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