sabato 22 ottobre 2011

THE MONSTERS: “Pop Up Yours” (27 settembre 2011, Voodoo Rhythm Records)

Ci risiamo: un’ennesima emanazione ‘raw and dirty’ dell’etichetta europea più zozza ed imbrattata di primitive rock’n’roll - blues trash - thrilling stompin’ rockabilly – fuzzed out garage, come si è sempre autodefinita nei gadgets e sui flyer dei concerti dei suoi artisti, la Voodoo Rhythm Records: un ribollente calderone in cui a macerare sono stati country, folk, blues, hillbilly, polka, canjun, punk, fuzz-garage, psichedelica. Forme popolari ed etniche musicali delle vecchia Europa lasciate a fermentare-inacidire con le varianti più bastarde del rock e punk americani. ‘Nel cuore della vecchia Europa, nella svizzera Berna, risiede ormai dal 1992 – ma la sua storia inizia dal 1979 -il quartiere generale di un’etichetta che si è posta con la determinatezza di una crociata ed un benedetto humour dissacratorio lo scopo di salvaguardare lo spirito più primitivo ed incontaminato del rock’n’roll. Sto parlando della Voodoo Rhythm, una creazione in toto di mr. Beat-Man, clownesco personaggio che non si limita assolutamente al ruolo di business-man della label e che non ha certo nell’ortodossia la sua maggior virtù’. Così tra l'altro scrivevo – e Beat Man mi onorò di inserire la mia apologia nell’homepage della Voodoo Rhythm - nel 2002 in occasione dell’uscita del fenomenale “Never Come Back” dei Get Lost di Gerry Mohr. Il boss della Voodoo Rhythm infatti sin d’allora ha animato vari combo tra cui Lightning Beat-Man, Reverend Beat-Man, Die Zorro. Ha vestito i panni grotteschi di Lightning Beat-Man immerso in un violento immaginario wrestling, quelli blasfemi di Reverend Beat-Man lanciandosi in "Get On Your Knees" (2001) in performances vocali viscerali e sporche insieme agli Un-Believers, sigla sotto cui si celavano Robert Butler e Gerry Mohr dei Get Lost, ex Miracle Workers. Beat-Man ha sempre rivisitato in questi anni a modo suo (‘primitive’ è l’aggettivo che predilige) gospel, spiritual, blues e rock&roll con una sporca e letale dose di trash: una sorta di novello Screaming Lord Sutch, l’antesignano britannico dell’horror&shock rock&roll, dal quale sembra aver ereditato la tendenza alla parodia dissacrante ed allo scandalo verbale, oltre a caustiche e rauche corde vocali.

Beat-Man è stato dal 1986 anche il leader, cantante e chitarrista dei Monsters, nati in quel di Berna, Svizzera, decisamente i decani della Voodoo Rhythm: una violenta band di trash-punk che con la nuova release “Pop Up Yours”, oltre che rinverdire in copertina il mito ed i fasti degli indimenticati italioti Brutos, raggiunge i sette-otto album in studio, confermando fedeltà incondizionata ad un generaccio di nicchia che può trovar spazio solo in localacci di terz’ordine dove sesso a pagamento ed alcool sono di casa, su malferme pedane per bands di passaggio. Un combo longevo e vitalissimo che non rinuncia con questi 14 brani a sbeffeggiare prima di tutto il mercato discografico, in virtù di un rock sporco e demenziale tutt’altro che gradevole, ammiccante e da classifica; e poi anche l’ascoltatore, con titoli grotteschi (Blow um mau mau) e testi inesistenti o ridotti all’osso, un I want you o un Whatcha gonna do ripetuti ‘drunken and stoned’ sino allo stordimento per tre minuti. Beat-Man con gli anni non si è affatto calmato, anzi: quella da cui si è aggrediti nei brani di “Pop Up Yours” è un’intenzionale e meditata rabbia selvaggia e debosciata di cinque maturi signori che non sono mai andati per il sottile, ma che ormai non hanno più nulla da perdere. Sembra quasi di vederlo Beat-Man, nella tragicomica pantomima cabarettistico-etilica di Ce soir, avanzare barcollando e con una smorfia di disgusto sulla faccia da avanzo di galera. Vere staffilate chitarristiche le sue, Ron Asheton addicted: ‘non tornerò più strisciando da te’, ‘più parli e meno ti ascolto’, 14 assalti alla baionetta traboccanti sesso occasionale e reclamato e sboccata misoginia in cui l’anima garage è pallidissima, soverchiata dalla furia pub-punk della voce e della chitarra del leader, da due clone-drum, da un basso a percussione e da una non meglio specificata ‘Loudness’. Anche un Blues for Joe soccombe ai vaneggiamenti dell’Uomo-Beat. Eh signori miei: la Svizzera ubriaca e sgradevole dei Monsters tutto è meno che quella da cartolina del cioccolato buono e degli orologi che spaccano il secondo!

Wally Boffoli

Voodoo Rhythm/The Monsters


Nessun commento:

Si è verificato un errore nel gadget