sabato 12 marzo 2011

REISSUES – THE RESIDENTS: “Not Available" (1978, Ralph Records - 2011 Vynil, MDV Audio) + The Residents Connection

Da fine febbraio è finalmente presente nei negozi italiani la ristampa di "Not Available", il vinile più ambito e ricercato dai collezionisti e dagli appassionati dei Residents, infaticabili e attivissimi sperimentatori a tutto tondo che nel 2012 festeggeranno il loro quarantennale. Il disco riporta, come nella sua prima uscita del 1978 (Ralph Records) la stessa tracklist di cinque brani che suddividono la concept opera, estesa di ulteriori sette minuti. Altra accattivante novità che ci offre la ristampa del vinile, edita della MDV Audio con il supporto della Cryptic Corporation, è una keypass che permette di scaricare ulteriore materiale inedito relativo alla registrazione del disco, avvenuta nel 1974.


The Residents Connection

1. L'illuminazione dell'oscurità. Un percorso avanguardistico lungo quarant'anni tra profezie e dissacrazioni, anonimato e rumorismo. La Ralph Records, la Cryptic Corporation

La storia dei Residents si può definire veramente, fin dai suoi esordi nel 1969, come la parodia meglio riuscita dei mali esistenziali della nostra società, del conflitto interiore suscitato da un progresso impersonale e caotico che reca in sé i germi del regresso, la desolazione di un ritorno al primordiale più disumano e alienato. E’ una storia che valica i confini della musica per proiettarsi su un’esplicita denuncia sociale, antropologica e filosofica delle degenerazioni del nostro tempo, destinata però, come sparuto urlo profetico mal recepito, a rimanere inascoltata e incompresa, almeno fino a tutto il 1978. Prima di tutto perché questi personaggi, criptici e anonimi a tutt’oggi, non eressero mai l'ennesimo manifesto divulgativo della loro controcultura o del loro modo di essere alternativi, restarono veramente defilati dalle luci della ribalta, riuscirono a non fare proprie le contraddizioni di una società massificata e mediaticizzata. Attraverso l'abile mossa di creare una loro etichetta indipendente, appunto la Ralph Records (due le raccolte Ralph Records consigliatissime sulla scena avanguardistica di San Francisco fine anni '70 - inizi '80: "Subterranean Modern" (1979) e "Frank Johnson's Favorites" (1981) con brani dei Residents, Chrome, Tuxedo Moon, MX-80 Sound, Snakefinger etc.) con un'amministrazione sempre da loro orchestrata, la Cryptic Corporation, fin dal 1972 iniziarono a mettere in pratica il loro magistrale lavoro di dissociazione dalle leggi di mercato e dal business mediatico legato al mondo della musica. Loro furono l'incarnazione della 'teoria dell’oscurità' e del non apparire ma io aggiungerei anche dell’imprendibile e dell’ineffabile, poiché il loro isolamento fu il frutto della loro eccessiva coerenza e del saper vedere oltre. Dicevano di aver preso ispirazione dal guru Nicolas Senada, una figura storicamente mai delineata con chiarezza, forse un compositore bavarese le cui tracce si sono andate perdendo nel vortice impietoso del tempo, forse semplicemente un personaggio tirato in ballo ad hoc per supportare la loro vaticinante filosofia del rifiuto. Elaborarono un sottile e ingegnoso disegno di ripudio e di non allineamento che ancora oggi appare di difficile comprensione: not available, appunto, per le nostre menti intorpidite dai meccanismi della modernità.

2. I paradossi dei Residents
Iniziamo ad elencare alcuni proverbiali paradossi che la loro strategica e irriverente regia riuscì a tessere: siamo nel 1972, l’allora presidente degli Stati Uniti Richard Nixon, Frank Zappa ed altri illustri personaggi americani, si vedono recapitare un bizzarro ‘regalo di Natale’, un EP dal titolo "Santa Dog", una trovata che ha del geniale. La copertina raffigura un cane vestito da babbo natale, se si fa l’anagramma di Santa Dog può anche venir fuori Satan Dog: i semi della contraddizione sono stati gettati, il gioco degli opposti, il tutto e il contrario di tutto, il non sense che assume senso, la spazzatura che emerge dietro il sipario e il loro sapiente riciclaggio che altro non è che il riesumare i fantasmi che più ci fanno orrore e mai vorremmo vedere. Nixon avrà mai aperto il suo regalo? Non lo sapremo mai, di certo Zappa lo rispedì al mittente, un vero peccato per i suoi eredi poiché quel disco, tirato a poco meno di duecento esemplari, ora varrebbe una vera fortuna! Altra bizzarria della sorte vi fu nel 1970, dei demo fatti recapitare a un produttore della Warner Bros (la stessa che aveva saputo intuire il talento di Captain Beefheart!) furono sbrigativamente rimandati al mittente, anzi no, il mittente non era specificato, ai residenti dell’indirizzo indicato e fu così che oltre a fornirgli un’identità nella non identità, una residenza nel loro non risiedere, la leggenda immaginifica che li ha plasmati e gli ha dato forma, ha finito per farli risplendere di tutta la loro sagacia messa a tacere, del talento passato sotto il silenzio dell’indifferenza ottusa; mettendo alla gogna come mai il qualunquismo incapace di distinguere tra arte, originalità, scarto e falsi miti.

Not Available
In mezzo a questa storia stravagante, di defilata voce dell’ostinazione e incomunicabilità della comunicazione moderna, deve sicuramente ascriversi anche la sorte di "Not available". Il fuori catalogo dell'industria discografica, ripudiato dalla cultura mainstream e dalle saccenze che imponevano mode e stili, fu destinato a fare tendenza in misura inversamente proporzionale ai silenzi e al sottobanco che ne contraddistinsero la progettazione. Registrato nel 1974, per motivi inspiegabili e (tanto per cambiare) oscuri, fu dato alla stampa solo quattro anni dopo.
Nel rispetto della loro volontà di anonimato e per sbeffeggiare l'intero circuito della distribuzione che speculava sull'arte attribuendogli valore sulla base di giudizi sommari o semplicemente con l'intento di promuovere ciò che più rispondeva ai dettami di popolarità, sfornarono i loro primi dischi tutti in tiratura limitata, anzi limitatissima. Quando l'America e la macchina del consumo si accorgono di loro, la loro risposta è Not available.
"Not available" è il loro manifesto filosofico, la loro dichiarazione d'intenti: una strenua lotta al consumismo e all'omologazione messa in atto non fuggendo o rinnegando ciò che li determina ma esasperandoli, mostrandone il lato più orrido e urticante. Questi mostruosi bulbi oculari con tanto di tuba, che fuoriescono da impeccabili frac, vogliono rappresentare la nostra cecità, la mancanza di stimoli ricettivi causata da una tecnologia impersonale e fine a se stessa, la morbosità del voler essere all'avanguardia senza saper dominare il progresso, la regressione, la devoluzione fino allo stadio più rozzo e primitivo.
Le diecimila copie commercializzate sono praticamente diventate oggetto di culto, autentiche rarità per pochi eletti. Nel 1988 l'album fu nuovamente ristampato dalla Torso in CD e Vinile ma la distribuzione fu comunque esigua relativamente al vinile (si parla di sole 60000 copie).
Dal 1987 a causa di alcuni dissesti finanziari e per la serie di progetti laboriosi portati avanti e spesso non conclusi, la band dovette comunque assoggettarsi ai meccanismi del mercato che da sempre aveva condannato, cedendo una parte del controllo della label Ralph, che comunque continuò a rispondere ai criteri originari dei fondatori e supportare progetti di bands di tutto rispetto quali: Chrome, Mx-80 sound, Tuxedomoon, Renaldo and the Loaf, oltre naturalmente ai lavori del loro fedele collaboratore Philip Lithman, in arte Snakefinger. Per tutto questo tempo i Residents hanno continuato con inventiva e creatività a delineare l'apice dell'avanguardia musicale, ad esplorare le possibilità offerte in ambito multimediale, facendosi sempre più pionieri dell'autosponsorizzazione legata imprescindibilmente ai propri canali distributivi (ordini postali gestiti dalla Criptic e successivamente via web) permettendo la diffusione del loro materiale solo con il loro benestare. Un repertorio vastissimo di album, cortometraggi, video, progetti cinematografici e spettacoli itineranti.
Il suono che caratterizza Not Available è un capolavoro di manipolazioni fonetiche, un collage di suoni liberamente assemblati a mo' di opera sinfonica corale. Fin dal pezzo di apertura Edweena trapela un'atmosfera cupa e inquietante sapientemente offuscata con l'avallo macabro di mezzi meccanici e informatici usati 'a contrario', un fitto velo d'ombra sembra avvolgere sia la parte acustica che quella linguistica, un ascolto non facile e certamente 'indisponibile' per chi non si dispone ad accoglierlo con l'anima, per chi non sa cavalcarne le mille correnti emotive che lo caratterizzano.
Maglie ipnotiche di percussioni, voci, archi e fiati che sono spirali sensoriali altamente evocative, che ci portano in luoghi inesplorati e seducenti. Non importa più se le rime perdono senso o se l'ensemble non ha una logica ritmica e armoniosa, noi siamo risucchiati, siamo in balia di queste correnti perturbate. The making of a soul inizia con un delicatissimo passaggio di pianoforte e riporta equilibrio ai personaggi che si alternano nei loro smarrimenti, il triste, la bella, il bizzarro.
Fluttuano domande irrisolte che diradano il suono e ci portano in dimensioni di silenzio inquietanti: Ship's A'going down è un baratro tetro in cui siamo costretti a scendere, le voci sembrano lamenti di sofferenza di mali esistenziali implacabili. Con Never known questions la tensione approda in un paesaggio di lussureggiante riposo che reca in sè le vibrazioni funeste della rassegnazione, della sconfitta, ritornano i disturbi, la melodia rassicurante del piano a volte si spezza in suoni striduli. Segue uno sciame di 'ok, ok, ok, ok' quasi ossessivi, cosa possono essere? Una resa, un'illuminazione, una lucida accettazione? Tutto si traduce in una domanda ulteriore "To exist to show, or to be shown? Is a question never, never known". Epilogue è una sfumatura di libera interpretazione, una dissolvenza lenta intervallata da 'to exist/to exist/to exist', vi si colgono la tristezza di un congedo e la gioia di una condivisione per aver mostrato ognuno le proprie debolezze, i propri limiti e finitudini ed aver ritrovato proprio in essi la pienezza della propria umanità, un abbandono che è spiegamento d'ali di anime pure.


Altre novità dal fronte Residents
E' partito dal 5 marzo 2011 il loro tour mondiale che riproporrà, naturalmente in chiave rivista e corretta, lo spettacolo Talking Light che si concluderà a Londra il 14 maggio. Lo show è ispirato a storie di fantasmi ed è in piena fase evolutiva, l'anno scorso fu presentato dal 12 al 15 maggio anche in quattro date italiane, quest'anno è stato arricchito di ulteriori parti che sembrano voler spaziare su ulteriori riflessioni esistenziali, sull'invecchiamento e sulla morte. Sono disponibili per ordinazione on line il DVD 'Randy Ghost Stories' (dal mese di aprile) e un CD strumentale dal titolo "Dolor Generar". Le varie pieces in cui è suddiviso lo spettacolo (che di volta in volta possono variare o essere diversamente miscelate) sono anch'esse disponibili su ordinazione. Lonely teenager e Chuck's Ghost Music.
Inoltre ci aspetterà nei negozi dal 5 aprile, la ristampa in vinile dell'altro grande capolavoro, il primo, dei nostri illustri sconosciuti: "Meet the Residents", un invito ad incontrarli questa volta aperto a tutti, chi sarà in grado di farlo con gli occhi giusti?
Romina Baldoni



THE RESIDENTS

Not Available tracklist:
Part One: Edweena (9.32)
Part Two: The Making of a Soul (10:00)
Part Three: Ship's A' Going Down (6:40)
Part Four: Never Known Questions (7:01)
• Epilogue (2:28)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

veramente eccezionale

franco ha detto...

Per artisti eccezionali è servito un commento eccezionale bravissima come sempre ROMINA BALDONI grazie

franco ha detto...

Artisti speciali hanno meritato un commento eccezionale complimenti a ROMINA BALDONI grazie della sua bravura come sempre

Umberto ha detto...

Romina Baldoni è sempre eccezionale nelle sue recensioni... e molto meticolosa!!! non potremmo fare a meno di LEI. Grazie di esistere.

Si è verificato un errore nel gadget