mercoledì 12 ottobre 2011

RADIOHEAD: “TKOL RMX 1234567” (release date:11 ottobre 2011, Ticker Tape/XL)

# Consigliato da DISTORSIONI

Con l'11 ottobre i giochi si sono chiusi ancora una volta per i Radiohead insieme all’attesa spasmodica di sempre per i loro nuovi lavori: “TKOL RMX 1234567” il disco di remix dell'ultima prodigiosa fatica, “The King Of Limbs” è uscito ufficialmente, dopo una pioggia di anticipazioni in rete e di pubblicazioni EP, con numerosi brani estrapolati dal doppio album.
Che per Thom Yorke e c. si tratti di un progetto importante in cui credono fermamente è dimostrato anche dal fatto che il carismatico leader lo ha voluto festeggiare il giorno stesso della pubblicazione, con una grande festa ai Corsica Studios di Londra, dove pare si sia cimentato ai piatti insieme ai numerosi artisti che hanno partecipato al lavoro, tra i quali Lone, Jamie xx, Illum Sphere, Caribou. Collegandosi a Boilerroom.tv c’è stata la possibilità di seguire in diretta streaming le tre ore dell’evento londinese il giorno della pubblicazione di “TKOL RMX 1234567”, ancora prima lo streaming integrale del doppio album è stato disponibile in rete. Insomma la band non si fa mancare proprio nulla, ponendo in atto tutte le strategie tecnologiche di mercato che i tempi offrono agli artisti che fanno musica, esaltandole anzi, raggiungendo in questa epifania di remix dei risultati incredibili, ancora una volta all’avanguardia e profetici.

Questo doppio album è opera complessa ed estremamente sfaccettata: 19 brani sintetici che di fondo estrapolano genialmente le idee melodiche e le armonie contenute negli episodi di “The Kings Of Limbs” applicando loro i criteri sempreverdi del minimalismo,serializzandole, rivoltandole come un guanto, adottando le subdole armi dell’ipnosi armonica reiterata di illustrissime ascendenze – Terry Riley, Philip Glass, La Monte Young – e riconstestualizzandole attraverso le opzioni della moderna tecnologia. Certo in alcuni momenti l’idiosincrasia di chi scrive e di potenziali ascoltatori per la martellante formula percussiva del ‘remix’, iper-adoperata e sfruttata a fini commerciali soprattutto in ambito hip hop/techno/house già prima dell’avvento del terzo millennio, viene messa a dura prova. Inutile negare/ignorare l’ipotesi che prende forma prepotentemente in questi momenti abbastanza critici: i Radiohead ci stanno provando? Anche e soprattutto loro? Dove, invece di un’ ostinata, a volte assai deleteria percussività, a prevalere sono i suddetti esperimenti melodici, con generose irradiazioni di synths e tastiere, si compiono veri e propri miracoli di lirismo ‘alieno’, solo qualche esempio: Codex Rmx di Illum Shere, Lotus Flower Rmx di Jacques Greene, Little By Little Rmx di Shed, TKOL Rmx di Altrice. Straordinari scenari avveniristici - eccellenza espressiva dei Radiohead, loro marchio di fabbrica - in cui la voce di Thom Yorke, inconsolabile replicante, serializzata, caracolla senza sosta elargendo fiotti di malinconia cosmica. Affinché le suddette idiosincrasie siano superate necessitano comunque ascolti pazienti e ripetuti, merce rara di questi tempi: solo così potranno essere penetrati stralci sonori iper-bizzarri come il Bloom Rmx di Blawan, shoc-cante ipotesi di espressività extraplanetaria; qui il conflitto tra l’implacabile nero ‘dio ritmo’ e la fascinosa insinuante ‘dea melodia’ – provenienza via lattea - giunge al suo acme. Probabilmente questo doppio lavoro poteva essere concentrato in uno di più agevole fruizione, qui però l’aria che tira è di voler raschiare sino in fondo il barile: non mi stupirei che a breve ci fosse un’appendice, soprattutto se si registrasse un successo di vendite. “TKOL RMX 1234567” è in definitiva un'altra opera Radiohead dal forte taglio sperimentale, decisamente proiettata nel futuro, pur con le caute riserve espresse: la cosa più onesta secondo il recensore è congedarsi con queste conclusioni un po’ amletiche, lasciare che il tempo faccia il suo corso, ma nel frattempo non perdere mai ‘quotidiana’ occasione di lasciarsi sedurre da questa ennesima problematica, inquietante creatura sbarcata dall’astronave Radiohead, incommensurabili, inarrivabili interpreti della patologica sensibilità dell'uomo del terzo millennio.
* dedicata a Franco (Bolelli)
Wally Boffoli

Radiohead




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