sabato 23 luglio 2011

LIVE REPORT: PJ Harvey” (Piazza Castello, Ferrara 6 Luglio 2011)

Un’estate densa di eventi come non si vedeva da tempo in Italia mi porta fino a Ferrara nella stupenda cornice della Piazza Castello, ad assistere all’unica data Italiana del concerto di PJ Harvey, di passaggio nel nostro paese principalmente per presentare il nuovo lavoro "Let England Shake", dedicato dalla Harvey in maniera viscerale e passionale alla propria terra d’origine.
Sono le 21.40 di una calda giornata e la piazza è già piena di gente, le prime luci della sera e niente supporter per cui l’attesa si è fatta lunga e spasmodica: ecco che la nostra arriva, avvolta in un drappeggiante vestito bianco e con in testa delle piume in un'atmosfera da regno delle fate del bosco. Si inizia subito appunto con il brano di apertura del nuovo lavoro, Let England shake seguita da The words that Maketh murder. PJ, schiva e silenziosa (saluterà e ringrazierà più volte l’audience ma solamente nella parte finale del concerto) si accompagna a volte con la chitarra e a volte con una curiosa arpa elettronica mentre la band composta da tre illustri elementi (tra cui John Parish suo recente collaboratore degli ultimi suoi lavori alla chitarra e tastiere, così come l’immenso Mick Harvey ex Birthday Party e Crime & The City Solution alla voce, chitarra e tastiere). Si arriva anche a pezzi più classici del repertorio di Polly Jean quali Down by the water ma la preferenza va come dicevamo all’ultimo lavoro, che il pubblico sembra riconoscere ed apprezzare.
I brani appaiono dilatati e perfetti per incastonarsi, nella loro essenzialità, nella cornice della location offerta ed ecco, quindi, susseguirsi The glorious land, la stupenda The last living rose, England, On battleship hill, The Colour of the Earth fino all’uscita di scena, salvo essere poi tutti richiamati sul palco a gran voce da un pubblico entusiasta per gli ultimi due encore finali. Big Exit e Silence chiudono col botto un concerto che ha visto la ormai canonica ora e mezza di concerto, per una ventina di brani passati in un attimo come il vento tra gli alberi della foresta incantata in cui l’artista inglese ci ha portato. Il pubblico ne chiede ancora, ma questa volta non viene accontentato, un’altra magica serata estiva è terminata: mi reco a casa stanco ma contento per un concerto da ascoltare e da godere di una partecipazione interiore più che di balli sfrenati; questa è la verve della nostra PJ dell’ultimo periodo e personalmente non potrei esserne più felice.
 Ubaldo Tarantino
 foto e video di Ubaldo Tarantino

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