domenica 17 luglio 2011

THE BLOW MONKEYS, “Staring at the sea” (2011, Fod Records)

I Blow Monkeys, nome che si rifà al termine dispregiativo con cui i coloni chiamavano gli aborigeni australiani che suonavano il didgeridoo, furono uno dei molti gruppi nati quando la Nuova Onda cominciava a diventare riflusso. Il loro primo album, “Limping for a generation”(1984) si può collocare in quel filone che flirtava con la psichedelia - Echo & the Bunnymen etc... - impreziosito dall'uso del sax. Coi dischi successivi il gruppo intraprese un percorso sempre più commerciale, non riscuotendo però il riscontro economico sperato.
Nel nuovo millennio un antologia ebbe un inaspettato successo, convincendo il gruppo a tornare in scena, incidendo nel 2008 un nuovo disco, “The bullet Train”, ed oggi questo “Staring at the sea”. Ci troviamo di fronte ad un classico pop inglese, in gran parte acustico, con echi, vaghi, di Bowie, di Van Morrison e Paul Weller. Le chitarre sono soprattutto acustiche, prevalgono le ballate, qualche ricamo di sax, arrangiamenti raffinati. Tentazioni funky, come in Seventh day o latine come nella title track o in One of us is lying rendono vario il disco, ma è nei brani più intimisti che il gruppo dà il meglio di sé. Lavoro gradevole e di buon gusto, ma senza quei colpi d'ala che altri gruppi brit pop ci hanno regalato in passato.
Alfredo Sgarlato
The killing breeze

Fod Records

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