martedì 3 maggio 2011

LORDS OF ALTAMONT : “Midnight to 666” (2011, Fargo)


I Lords of Altamont, meglio conosciuti come il gruppo di Jake Cavaliere dei Fuzztones per questo quarto nuovo lavoro aggiungono alla formazione un elemento di prestigio, Harry “Full Tilt” Drumdini alla batteria, colui che con i Cramps aveva registrato i loro ultimi tre album. Qui il suo stile tanto irriconoscibile quanto ben inserito nel contesto, in certi passaggi, trasforma la sezione ritmica dei Lords in quella di un gruppo hard rock. Una cosa che appare subito evidente fin dai primi secondi di ascolto in "Midnight to 666" è il tiro potente e definito che la band ha acquisito nell’insieme. Un accurato lavoro di produzione lascia intendere che i ragazzi (si fa per dire) hanno intenzioni serie: questo vuole essere l’album del botto. Le coordinate sono le stesse dei lavori precedenti e sempre ben evidenti: il detroit sound di Stooges, Sonic Rendez-vous band, MC5 (lo stesso Michael Davis ha suonato il basso con loro per un periodo), che viene riconfermato senza esitazione. Midnight to 666 (titolo ispirato dalla Midnight to six dei Pretty Things, una delle bands preferite da Jake) si apre con una sequenza di tre brani da tramortire, F.F.T.S., You’re gonna get there, e Get in a car. Questo è rock’n’roll da strada, con il motore a pieno regime, le marmitte fuoco e fiamme, e visto che la strada è sgombra, l’ideale è procedere con questa “soundtruck” che vi terrà sicuramente svegli, magari al ritorno dal vostro prossimo concerto a tre ore di macchina da casa. Poco importa quindi se Gettin’high (on my mistery plane), brano che tra l’altro risale a un paio di anni prima, sembra qualcosa di più di un innocente ammiccamento alla Loose di "Funhouse"; non ci stupiamo più di tanto. E anche quando si stacca per un attimo il piede dall’acceleratore con Save me (from myself) e Soul to sale la sensazione è ancora di quella di rimanere saldamente incollati al sedile. Un disco che si farà apprezzare da chi già lo aveva fatto con "To Hell with the lords" (2002), "Lords have mercy" (2005), e "The Altamont sin" (2008), ma che in più mantiene molte sfumature garage sixties e psichedeliche. Il loro personale tributo per omaggiare il fil rouge sixties/seventies che li lega: Ain’t it fun dei Dead Boys, il bubblegum punk di Tommy James and the Shondelles con I’m alive e la conclusiva Action Woman dei Litter che spazza via quel poco che ancora era rimasto in piedi. The Lords of Altamont – la band di Jake Cavaliere e Harry Drumdini - poi la prossima volta si vedrà.
Federico Porta
Soul for sale

2 commenti:

Anonimo ha detto...

sottoscrivo. bel disco

SDH

colasmarco ha detto...

una bomba di disco confermo cio' che ha detto federico compreso loose :)
ain't fun e' addirittura superiore all'originale

MARCXRAMONE

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