giovedì 5 maggio 2011

DIAMONDS - SMALL FACES: " Ogden’s nut gone flake" (1968, Immediate)

Tracklist:

1 Ogden’s nut gone flake
2 Afterglow of your love
3 Long agos and worlds apart
4 Rene
5 Song of a Baker
6 Lazy sunday
7 Happiness stan
8 Rollin’ over
9 The hungry intruder
10 The journey
11 Mad John
12 Happy days toy town


“Anni ruggenti” quelli dal 68 in poi: oltre le grandi rivoluzioni musicali e delle grafiche, anche la forma geometrica delle confezioni dei dischi si stranirono a josa. Tra i primi ad adottare la new packaging philosophy gli Small Faces per "Ogden’s nut gone flake". La versione in vinile 33 giri era contenuta in una colorata riproduzione di una scatola tonda di tabacco, e il disco è puro distillato psichedelico diviso in due parti: nella prima la concettualità, nella seconda la florealità imperante lungo quei versanti controculturali. Steve Marriott e Ronnie Lane, rispettivamente chitarra e voce, basso e voce, stanno fiutando nuovi percorsi sonori e vogliono lasciarsi alle spalle un groove troppo spigoloso e pieno di insidie elettriche, preferiscono mirare un suono che si avvicini il più possibile alla loro Inghilterra, ai loro istinti cockney –Lazy sunday ne è il vessillo maximo – ma è anche un disco che fa trasparire le molteplici incomprensioni tra i membri della band, lasciando nuovamente campo libero ad un incerto futuro. Dentro questo stupendo album girano tutte le più raffinate espressioni che in quei anni si avviluppavano come visioni quadruple di genialità, tutti gli ingredienti giusti di un panorama sonico complessivo interloquiscono e sgomitano per rimanere – come del resto hanno fatto – nell’immaginario collettivo; la psichedelia Ogden’s nut gone flake, The journey, il tocco folkyes Mad John, The hungry intruder, il rock Song of a Baker, Afterglow of your love e Rollin’ over. Ma sarà anche l’ultima occasione per sentirli tutti insieme, infatti, per quelle incomprensioni che nel frattempo si sono indurite a dismisura tra i due leader, la band si scioglie dividendosi le rispettive strade, Marriott – il prepotente delle liriche – va negli Humble Pie, Lane e il resto della band inseriscono nelle file Rod Stewart e Ron Wood e andranno a chiamarsi Faces. Chi ha quella tonda confezione di tabacco con dentro Ogden’s nut gone flake ha un piccolo tesoro.

Massimo Sannella

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