lunedì 13 giugno 2011

JAMES LEG: “Solitary Pleausure” (2011, Alive Records, Goodfellas)

Lanciando un’occhiata alla copertina stile gothic, ci s’inquieta. Lo stile è cupo, sullo sfondo nero due scarne e bianche mani dalle tonalità bluastre intrecciano le dita e il teschio dell’anello, seppure piccolo, pare vedere tutto! Ad ascoltarlo, poi, l’impatto è pesante, piacevolmente pesante: percussioni picchiano a tutto spiano nel brano di apertura, Have To Get It On, ed è energia pura. C’è tutta la migliore tradizione del rock nel brano che apre l’opera di James Leg, “Solitary Pleausure”. Lui è in realtà John Wesley Myers, è del Tennessee, dove l’album è stato registrato.
E nell’ascoltarlo, del Volunteer State ci pare di respirare l’atmosfera: Nashville d’estate, il caldo e l’umidità, i parchi verdissimi, i locali dove bere. Nashville, la sua periferia, i sobborghi nebbiosi, la città della musica, la Nashville di Johnny Cash e dei Kings Of Leon. È al suo debutto da solista James Leg (ex dei BDH: Black Diamond Heavies, cioè lui e il batterista Van Campbell). Suona una sorta di punk misto al blues dove l’eco di Tom Waits è presente con tutta la sua passionalità (Drinking Too Much: 'I’m not the guy that you perceive/You tell me that I’m drinkin’ too much') dove la voce graffia e scortica l’anima. Ed è eclettico James Leg perché è capace di passare dalla durezza vocale dei versi (un po’ alla Meat Loaf) tanto da farci quasi dimenticare quella dolcezza tipica della lingua inglese e dai ritmi convulsi di Do How You Wana (special guest Dillon Watson), in cui le chitarre regnano sovrane, o di Fire And Brimstone, alla dolcezza di tutta l’aria di diventare un vero e proprio classico e che racchiude in sé tutta la tensione verso Nobody’s Fault. Brano, quest’ultimo, che ha una possibile rimessa in discussione di sè stessi forse a partire dal riconoscimento dei propri errori. Georgia, dall’attacco orecchiabilissimo, ti ritroveresti a canticchiarlo magari mentre sei alla guida col vento in faccia di un caldo pomeriggio estivo ed è un pezzo piacevole, di quelli che già al primo ascolto piacciono e ti entrano in testa. Brani dunque di atmosfera, e che atmosfera se ascoltiamo in particolare la tromba che apre No License, dai toni ironici e sarcastici a conferma della capacità di Leg di essere più versatile che mai! È un crossover di generi, infatti, questo lavoro: rock, gothic metal, punk, garage rock, blues, swing. Drowing In Fire è blues, di quello profondo: 'this howling dog inside of me/
I just can't make it still'
.
No Time To Tarry con il suo piano ossessivo e ritmico arriva dritta al cuore ed essendo il pezzo che chiude l’opera, è come un marchio che ti ritrovi sulla pelle e nella testa anche dopo l’ascolto, così come il tono corrosivo e 'dirty' della voce di Leg.
Ilenia Beatrice Protopapa
Fire And Brimstone
Alive Records

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